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Fontana di Trevi, la Raggi fa marcia indietro: “Le monete restano alla Caritas”

La sindaca: "All'ente andranno i soldi che raccoglieremo in tutte le fontane di Roma"

Roma – Le monetine gettate da turisti e romani nella Fontana di Trevi resteranno alla Caritas. Ad annunciarlo è la sindaca di Roma, Virginia Raggi, che ha preso in mano il ‘dossier’ e, in un’intervista rilasciata direttamente all’Osservatore Romano, ha annunciato la soluzione trovata: “La Caritas e tutte le migliaia di persone assistite dai suoi operatori possono stare tranquille. Garantisco io, in prima persona, che non verrà mai meno il contributo di questa amministrazione. Per quanto riguarda le monetine, confermo che resteranno a disposizione delle attività caritatevoli dell’ente diocesano. Nessuno ha mai pensato di privare la Caritas di questi fondi“.

La soluzione prospettata è questa: l’Acea avrà il compito della raccolta e della quantificazione delle monete; sottratto il compenso per questa attività, stimato in circa duemila euro, in virtù di un apposito protocollo i fondi saranno trasmessi alla Caritas diocesana.

Si supererà così l’obbligo imposto dalla Ragioneria generale di far transitare l’importo delle monete nel bilancio comunale, che aveva condotto, secondo quanto spiegano dal Campidoglio, alla sospensione della convenzione con la Caritas.

“Lo scorso dicembre – afferma Raggi – abbiamo approvato una memoria di Giunta che è stata mal interpretata. Si tratta di un atto amministrativo dovuto alla necessità di raccogliere e quantificare le monetine che i turisti lanciano, non solo nella fontana di Trevi ma anche in altre fontane monumentali di Roma. Un atto amministrativo che ha il fine di portare ordine e trasparenza. Ora, invece, i turisti e cittadini finalmente sapranno quanto viene raccolto e a chi viene destinato. E lo saprà anche la Caritas che potrà programmare più facilmente le proprie attività di beneficenza. Addirittura avrà più fondi”, annuncia la sindaca.

Che rilancia: anche le monete raccolte nelle altre fontane della Capitale saranno destinate all’organismo caritativo diocesano, per un totale approssimativo di 200.000 euro aggiuntivi. A ottobre 2017 una memoria di giunta aveva stabilito di ‘internalizzare’ la gestione delle monete in capo al Comune per destinarle a iniziative benefiche. Lo stesso Campidoglio aveva poi deciso di prorogare l’attuale sistema per tutto il 2018 al fine di mettere a punto il nuovo meccanismo.

Di recente, poi, un’altra memoria di giunta (quella citata dalla sindaca), nel prorogare la gestione della Caritas fino a marzo, aveva indicato in Acea “il soggetto da incaricare” per il prelievo delle monete, spiegando che “il ricavato della raccolta dovrà essere destinato in misura prevalente al finanziamento di progetti sociali e per la restante parte alla manutenzione ordinaria del patrimonio culturale”.

Tale scelta ha sollevato diverse polemiche, che non si fermano nemmeno oggi: “Dopo l’ennesima figuraccia mondiale, in Campidoglio va in scena il ripensamento e la Raggi ritratta le sue decisioni”, tuonano dal Pd capitolino.

La maninà M5S ha colpito anche in Campidoglio e ha sabotato le intenzioni della Raggi – ironizza Giorgia Meloni -. Il sindaco pone rimedio all’ennesima figuraccia di una pessima amministrazione”. Per il senatore forzista Maurzio Gasparri “dovremmo andare in Campidoglio e tirare monetine da un centesimo all’indirizzo della Raggi appena sarà possibile. Questo è il modo per esprimere il disprezzo di Roma nei suoi confronti”.

Frasi stigmatizzate duramente dal M5S capitolino: “Un politico navigato che per strumentalizzare una notizia invita a lanciare monete contro una donna. Vergognoso”.

(Il Faro online)