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Golfo di Gaeta, Confcommercio Lazio sud incontra i rappresentanti M5s al Parlamento europeo e alla Regione

Tutela dell'area sensibile del Golfo, pontile petroli, viabilità e processo di attuazione del progetto Littorina. Questi i temi dell’incontro.

Formia, Gaeta e Minturno – Tutela dell’area sensibile del Golfo di Gaeta, questione pontile Eni petroli e viabilità e processo di attuazione del progetto Littorina Formia/Gaeta questi i temi al centro dell’incontro tenutosi nei giorni scorsi presso la sede Confcommercio Lazio Sud di Formia tra i Presidenti del Golfo di Gaeta e i rappresentati del Movimento 5 Stelle al Parlamento Europeo e Regione Lazio.

L’incontro, fortemente voluto dal presidente di Confcommercio Formia Giovanni Orlandi, Gaeta Lucia Vagnati rappresentata dalla sua vice Paola Giglietta,  Minturno-Scauri Antonio Lungo e Itri Scherzerino La Rocca ha visto la partecipazione del presidente Confcommercio Lazio e Lazio Sud Giovanni Acampora.

Al tavolo erano presenti il vicepresidente del Parlamento Europeo Fabio Massimo Castaldo, il Parlamentare europeo Dario Tamburrano, la Consigliera regionale Roberta Lombardi, il sindaco di Formia Paola Villa, l’assessore di Gaeta Alessandro Martone e la consigliera al Comune di Itri Stefania Saccoccio.

E’ stato il presidente Orlandi a fare gli onori di casa e aprire i lavori ringraziando le tante imprese intervenute per conoscere la posizione della Regione, Governo e Parlamento Europeo sui temi oggetto di discussione.

“Vorrei sottolineare l’importanza strategica che hanno questi incontri per il nostro sistema delle imprese, il ruolo di Confcommercio è proprio quello di fare da trait d’union tra le imprese, il mondo economico e il mondo politico”. Per Orlandi è questa la strada da perseguire per rilanciare il Golfo di Gaeta che a suo dire “possiede delle potenzialità a volte rimaste inespresse”.

L’attenzione è stata subito focalizzata sul pontile petroli, tema al centro di numerosi dibattiti “non parliamo solo di problema ambientale” ha sottolineato il presidente Acampora “ma anche di sicurezza” e su una eventuale delocalizzazione ha aggiunto “tra le ipotesi figura il porto commerciale, un’area situata a pochi metri dalla spiaggia di Vindicio, un vanto per i nostri territori e una ipotesi scellerata”.

E, facendo riferimento alla delibera regionale del 2010 la quale designava il Golfo di Gaeta come “Area sensibile”, si è rivolto alla consigliera Lombardi affinché  venga “finalmente” data attuazione alla stessa.

“Occorre delocalizzare fuori il Golfo – ha aggiunto Acampora –  gli impianti di mitilicoltura e itticoltura, liberare il nostro Golfo da un ecomostro quale è il Pontile petroli al centro di Gaeta, ragionando in un’ottica di sviluppo del territorio e non più su eventuali delocalizzazioni bensì in una completa dismissione di tutta l’area del deposito Eni, figlio di una politica industriale degli anni 60 e ormai desueto, impattante e desolante e, quindi, utilizzare quell’area per fini turistici/economici, quindi, rivitalizzare una zona di altissimo pregio restituendola alla nostra comunità”.

Per il sindaco di Formia Paola Villa la questione del pontile petroli riguarda più le attività produttive che gli ambientalisti “occorre puntare sull’economia e creare nuovi posti di lavoro” ha detto ribadendo che il “pontile non deve assolutamente stare a contatto con la costa del Golfo di Gaeta” e guardando alle istituzioni presenti ha aggiunto “occorrono fatti concreati”.

Dello stesso parere l’assessore alle Attività Produttive del comune di Gaeta Alessandro Martone “solamente restando uniti possiamo vincere questa battaglia” ha detto.

Rassicurazioni sono arrivate dalla Consigliera Roberta Lombardi che si è detta disponibile nel “guardare” le carte e dare attuazione alla delibera rimasta, tutt’ora, in un cassetto.

“Prima di arrivare oggi qui e sedere davanti a voi, preso atto dei temi oggetto di discussione, ho contattato i Ministeri delle Infrastrutture e Mise proprio perché vogliamo dare seguito alle sollecitazioni” ha detto.

Temi sui quali il Presidente Acampora chiede che le comunità coinvolte, le imprese,  non vengano più prese in giro “chiediamo risposte chiare e concrete” ha aggiunto.

“C’è un’Europa diversa, che ci piace – ha detto l’Europarlamentare Dario Tamburrano – ed è quella che si sta battendo per ridurre le infrastrutture fossili”.

“Meno petroli, più oli, eccellenze, salute e occupazione” ha esordito il vicepresidente al Parlamento Europeo Fabio Massimo Castaldo che avendo avuto modo di visitare quello che è stato definito un “ecomostro” ha aggiunto “chi conosce questo territorio e vuole salvaguardarlo non è l’oro nero bensì quello giallo a dover valorizzare”.

Poi è stata la volta della discussione sulla viabilità del Golfo di Gaeta, una viabilità pressoché ingessata “quello che accade normalmente lungo la Pontina non ha nulla a che vedere con l’ingorgo che si viene a creare lungo l’unica arteria di collegamento con il resto del Paese, nei mesi estivi” ha detto Acampora, che ha poi posto l’accento sulla Littorina Formia-Gaeta o meglio “metropolitana leggera del Golfo” e sullo stanziamento di 10 milioni di euro stanziati dal Cipe “di chi sono le competenze” ha chiesto Acampora facendo riferimento all’emendamento sul riordino dei consorzi industriali del Lazio “e il timore -ha aggiunto- è quello che possano trascorrere altri anni senza portare a termine questo progetto indispensabile per i nostri territori”.

Quello che appare chiaro – ha detto Lombardi – è che questo territorio è fermo agli anni “60. E noi ci troviamo a dover ragionare su dossier datati. Ma non ci sottraiamo alla sfida” ha dichiarato la consigliera Lombardi facendo riferimento ai soldi necessari per il completamento della Tav “sarebbe più utile investire su infrastrutture in un territorio come questo tagliato fuori dal resto d’Italia”.

L’incontro è stata anche l’occasione per ribadire l’importanza del trasporto su rotaia anziché gomma per il trasporto di merci. Riguardo ai fondi stanziati dal Cipe ha annunciato “sono ancora nel capitolo di bilancio della Regione Lazio”.

(Il Faro on line)