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Ardea e il “fenomeno” del flusso migratorio dei Consiglieri Comunali

Riccardo Iotti sceglie di aderire a Fratelli d'Italia: "Per me è un ritorno a casa". Prosegue il trasferimento dei Politici di Ardea da un cartello politico ad un altro

Ardea – Dopo le ultime amministrative ad Ardea, molti di coloro che sono stati eletti dalle liste civiche nelle quali si sono presentati, stanno ritornando nei propri “ovili“, negli schieramenti politici storici, nei quali alcuni hanno già militato. Segno evidente che l’esperimento delle liste civiche, visto anche il risultato opposto a quello che avrebbero dovuto generare, ovvero, evitare che il M5S salisse al Governo della Città, ha fallito.

Così, dopo altri consiglieri (considerando solo coloro che sono attualmente in carica e non chi si è dimesso) quali, Luana Ludovici (da Ardea Futura alla Lega), Alessandro Mari (da Ardea Futura al PD), Raffaella Neocliti (da Patto per Ardea a Forza Italia), ora, anche Riccardo Iotti fa ritorno a “casa” (da Cuori Italiani a Fratelli d’Italia).

Quanto accaduto fin’ora, in termini di migrazione in altri partiti, coinvolgerà anche i rimanenti consiglieri di minoranza?

Massimiliano Giordani (Candidato a Sindaco con la lista Fratelli d’Italia) – l’unico tra gli ex consiglieri della precedente gestione amministrativa che, alle elezioni del 2017 non ha ceduto alla “armata Brancaleone delle liste civiche“, come lui stesso la chiamò in campagna elettorale, mantenendo vivo il cartello di un partito di centro destraEdelvais Ludovici e Franco Marcucci (Con la Gente per Ardea); Maurice Montesi (Cuori Italiani); Alfredo Cugini (Candidato a sindaco in un listone che comprendeva: Con la Gente per Ardea; Arde@ Futura; Patto per Ardea; Movimento Diritti e Futuro; Cuori Italiani; Ardea Valore Comune; Ardea democratica; e alle quali poi si aggiunge in fase di ballottaggio, anche la lista civica Presenza Popolare): rimarranno fedeli ai cartelli politici nei quali sono stati eletti o assisteremo a nuove scelte?

Probabilmente, questo fermento migratorio cavalcato da alcuni, nel “tradizionale” modus operandi di molti che fanno politica in Italia, li sta spingendo a riorganizzarsi per le imminenti elezioni europee che avranno luogo il prossimo 23 maggio 2019.

L’altra domanda è: questo flusso migratorio dai cartelli politici nei quali si è stati eletti ad altri, come verrà interpretato dall’elettorato?

Un elettorato che appare sempre più confuso e disorientato. Un elettorato che, forse, vorrebbe vedere una maggiore coerenza da parte dei propri rappresentati politici e aggiungeremmo, un maggior rispetto, per il voto che loro hanno espresso in relazione ad un programma politico.

A questo punto, in ragione del panorama politico che ad Ardea si sta concretizzando e rimodellando, un’altra riflessione sorge spontanea: “perché il centro destra che oggi si sta ricomponendo sul territorio, nel 2017, sotto la conduzione del Governo Di Fiori, due mesi prima della sua naturale scadenza, dichiarò la sfiducia al Sindaco?

Non è poi, così inverosimile pensare che quest’ultima domanda, ad Ardea, molti cittadini se la stanno già facendo.

(Il Faro on line)