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Casa per gli anziani, a Ponza arriva l’ok dalla Asl

Il progetto, ancora agli inizi, ha già ottenuto, oltre all'approvazione della Asl, anche la concessione - in comodato d'uso del Poliambulatorio a Tre venti.

Ponza – Una casa per gli anziani sita proprio sull’isola lunata. È questo il progetto, studiato e inserito nel programma politico che ha portato alla vittoria amministrativa del gruppo “La Casa dei Ponzesi”, ha avuto l’approvazione della Asl e la concessione – in comodato d’uso – della porzione del fabbricato del poliambulatorio sito in località Tre venti.

Il programma – sviluppato dai dottori Gennaro Di Fazio e Luigi Pellegrini, ognuno per le proprie competenze – , consiste nel ricreare all’interno del poliambulatorio una residenza assistenziale con area dedicata alle persone anziane che ricorda nei particolari, negli arredi e negli spazi la propria casa, affinché gli ospiti possano ritrovare i loro ricordi e affetti con immagini e oggetti a loro cari.

“La nostra idea – riferiscono Di Fazio e Pellegrini – nasce da una considerazione, quella di suscitare nei nostri ospiti ricordi ed emozioni per evitare loro la solitudine e il senso di abbandono.
Questo luogo di accoglienza ricrea le atmosfere in cui si è cresciuti, in cui potersi rifugiare, in cui sentirsi liberi. Ma non solo: la casa per anziani è anche un luogo dove sentirsi accolti, capiti e interagire con altre persone.

Recenti studi hanno dimostrato come un ambiente che rispetti gli usi in cui viveva l’anziano influisca positivamente sulla difficoltà di controllo delle emozioni, sulla vita di relazione, sui processi cognitivi e sulla funzione motoria.

Nella Casa – prosegue la nota – verrebbero ospitati per un periodo variabile–  da poche settimane a un  tempo indeterminato –  persone sia autosufficienti che non autosufficienti, con assistenza diurna e notturna.

La realizzazione di questa opera socio-assistenziale, attesa da oltre un ventennio, – sottolineano in conclusione Di Fazio e Pellegrini-  è solo all’inizio. Ricordiamo, infatti, come già un paio di amministrazioni comunali prima della nostra hanno provato ad immaginare qualcosa di simile.”

(Il Faro on line)