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L’informazione locale torna vincente, 8 italiani su 10 passano per il web

Su internet però anche tante notizie non verificate, false, costruite ad arte. Ecco perché serve la professionalità di un quotidiano locale

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Più di 8 italiani su 10, ben l’86%, si informano abitualmente sui fatti locali, attraverso tv, radio, quotidiani e servizi online. ”Il settore ha subito colpi notevoli dalla diffusione del web – ha detto il presidente Agcom, titolare della ricerca, Angelo Marcello Cardani – Sono tendenze difficilmente rovesciabili. Non bisogna fare una battaglia di rallentamento, ma trovare nuove direzioni e risposte. L’ambito locale – aggiunge – è importante anche perché costituisce un tessuto di comunità”.

Non tutte le notizie sul web sono news verificate

Analisi come questa non possono che farci riflettere. Il web citato da Cardani non è sinonimo di quotidiano on line. Sul web, sui social, tutti possono parlare di tutto, sul quotidiano on line no. Perché c’è una legge che lo vieta, perché esiste una deontologia che lo impone, perché c’è una professionalità che lo consente.,

Puntare sulla qualità diventa imprescindibile, soprattutto nell’informazione, soprattutto in quella on line. Il mondo sta andando avanti, e le amministrazioni comunali che non lo capiscono sono destinate a restare ai margini dello sviluppo, con grave nocumento per l’economia locale, nei diversi settori in cui si declina.

I numeri del Faro on line dimostrano, dati alla mano, quanto questa fotografia fatta dall’AgCom sia reale; ma dopo una comprensibile soddisfazione per il traffico che facciamo, innescano una serie di ragionamenti sulla responsabilità che ciò comporta.

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Stop ai “registratori” e al “copia e incolla”

La prima tra tutte, è il concetto stesso di informazione. Cosa si intende con questa parola? La mera riproposizione dei comunicati stampa tutti uguali? La presenza fisica alle conferenze stampa dove sostanzialmente si diventa registratori di ciò che l’autorità, qualunque essa sia, decide di comunicare? La risposta per noi è No.

Giornalismo è indagare, approfondire

Fare informazione significa indagare, approfondire, cercare notizie che altri non danno (soprattutto quelle che chi detiene il potere non vuole dare), denunciare ciò che non va, dare voce a chi non ce l’ha. Per dirla in un solo concetto, significa “essere scomodi”. Ma anche applaudire quando un’idea funziona, e ovviamente anche – ma sottolineo “anche” – informare la collettività di ciò che viene fatto dai Comuni.

L’onestà intellettuale

Per essere credibili, però, bisogna anche essere intellettualmente onesti, non schierarsi da una sola parte, ma fare ciò per cui questo mestiere è nato: rimanere aggrappati ai fatti, senza paura di raccontare fallimenti o discrasie, lasciando le opinioni ad alvei ben riconoscibili (editoriali, focus, ecc.). Anche se – va detto – capita talvolta di sentirsi dire di aver messo “fake news” solo perché non sono gradite da chi sta al potere. Un rischio che corriamo senza paura, sapendo che la quotidianità del nostro lavoro è la miglior risposta agli attacchi.

La nostra missione

Il Faro on line fa questo da anni, navigando nel web tra le varie Scilla e Cariddi che troviamo, spesso nel mirino di amministrazioni di colore diverso (a proposito, che strano caso, la spiaggia davanti a Scilla è denominata proprio “spiaggia del Faro”).

E’ la nostra missione, che rivendichiamo con orgoglio. E’ il segno della nostra indipendenza, che mettiamo come paletto per dialogare con qualunque politico. E’ – forse – anche la chiave del nostro successo.

Il cittadino, unico riferimento

Perché il cittadino, il lettore, è l’unico nostro punto di riferimento. E anche chi oggi ci attacca perché è schierato politicamente (si va avanti per tifoserie, non per ragionamenti…) troverà nel Faro on line l’alveo per poter esprimere le proprie opinioni quando qualcun altro sarà al potere e le sue esternazioni daranno fastidio. Credetemi, in 12 anni di vita è già accaduto molte volte.

Ritorno al “locale”

Il ritorno di interesse per l’informazione locale è una carta da giocare con grande attenzione, una chance forse unica dopo la distruzione di credibilità che il giornalismo nel tempo ha subìto (anche o forse soprattutto per colpa della nostra stessa categoria).

E va giocata tenendo a mente alcuni punti fermi. Indipendenza, credibilità, passione, professionalità, ricerca della notizia, verifica della stessa. Per tornare, come si faceva una volta, ad asserire con convinzione, nelle discussioni tra cittadini: “Lo ha detto il giornale”. Come fosse Cassazione.

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