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Trump agli ufficiali di Caracas: “Mollate Maduro o rischiate”

Video di Guaidó ad un comizio del tycoon a Miami: "Grazie Usa"

Washington – “Rompete le righe”: è il monito lanciato da Donald Trump agli ufficiali dell’esercito di Caracas in un comizio a Miami davanti alla comunità di esuli venezuelani, corteggiati come campione del più ampio bacino di voti ispanici in uno stato cruciale come la Florida in vista delle presidenziali.

Un tempo erano gli esuli cubani. Una mossa suggellata da un video di ringraziamento a Trump e agli americani mandato dal leader dell’opposizione Juan Guaidó, autoproclamatosi presidente ad interim e riconosciuto da molti Paesi, a partire dagli Usa.

“Voglio cogliere questa opportunità per ringraziare il popolo degli Stati Uniti e il presidente Trump per la sua determinazione e la sua chiara leadership nel supporto della democrazia e delle giuste cause in risposta a quello che sta succedendo in Venezuela“, ha esordito Guaidó.

“Ora c’è un dibattito tra democrazia e dittatura, un dibattito tra la vita e la morte. Oggi questa battaglia è esistenziale”, ha proseguito Guaidó, ricordando che il sostegno della comunità internazionale è fondamentale per il progresso democratico e l’ingresso degli aiuti umanitari, ancora bloccati al confine con la Colombia.

Trump, che ha ribadito di preferire una soluzione pacifica, ma che “tutte le opzioni sono sul tavolo”, ha chiesto all’esercito di lasciarli passare e ha minacciato gli ufficiali, che finora hanno fatto quadrato intorno a Maduro: “Accettate l’offerta di amnistia di Guaidó”, ha insistito, ammonendoli che altrimenti rischiano di perdere tutto.

Gli occhi del mondo sono puntati sugli ufficiali che stanno ancora mantenendo Maduro al potere“, ha aggiunto, definendo il presidente venezuelano un “pupazzo di Cuba”.

Poi è tornato ad usare la crisi in chiave elettorale: “In Venezuela e in tutto l’emisfero occidentale il socialismo sta morendo e la democrazia sta nascendo. Un nuovo giorno sta arrivando. Gli Usa sono profondamente grati ad ogni dissidente ed esiliato. Quello che è successo in Venezuela non accadrà mai a noi”, ha concluso il presidente, che continua a dipingere i dem come socialisti radicali.

(Il Faro online)