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Europei, Tamberi: “Due anni e mezzo impossibili, sono troppo felice”

Esprime tutta la sua gioia il campione d’Europa indoor di salto in alto. Dopo il tunnel e l’infortunio alla caviglia ecco la rivincita. L’oro continentale in sala, il primo della carriera

Il Faro on line – Lo sport è come la vita. E Gimbo questa sera ha dato una grande lezione a tutti. Era caduto il campione mondiale del 2016. Al torneo indoor degli Stati Uniti aveva vinto l’oro iridato e poi ecco il buio. L’infortunio alla caviglia del luglio successivo.

Due operazioni per lui e le Olimpiadi sfumate. Il sogno mancato. E il profondo dolore. Solo il cuore di un atleta sa cosa si prova. Oltre l’asticella, le nuvole e la medaglia a Cinque Cerchi solo nel pensiero. Non ha mollato però Gianmarco. Ha creduto fino in fondo in quel talento che Dio gli ha dato. In quel salto che è tornato ad essere il migliore. Per il momento in Europa, aspettando i Mondiali di Doha.

Due anni e mezzo di calvario per l’atleta delle Fiamme Gialle. Quel desiderio di toccare i 2,40, l’altezza dei grandi lo ha fatto franare sul saccone di Montecarlo. In lacrime. Ma niente è impossibile per chi crede in se stesso e in quel richiamo che si porta dentro. Come la vita. Si risale dal buio e si vince, se solo si ascolta la voce del proprio animo. Del proprio cuore. E Tamberi lo ha fatto.

Lo ha fatto in una serata europea. In un sabato italiano mentre tutti i tifosi lo seguivano. E lui ha sfoderato la perfezione. Una gara piena di vigore. Piena di voglia di vincere. E’ tornato Tamberi e il suo sogno per le Olimpiadi non è sfumato. Lo sport e la vita vanno a braccetto e i campioni parlano in gara. Lui lo ha fatto stasera. A tutti quelli che stanno lottando per qualcosa. A tutti coloro che stanno imbracciando una loro sfida personale, anche per la propria vita. Lo sport parla. E’ fondamentale per poter cambiare il mondo che circonda l’uomo, che vive intorno ad una gara sportiva.

Ecco allora i 2,32, dopo una progressione di cuore e di anima. Tutta di Tamberi. Con gioia ha saltato, come ha richiamato l’appoggio del pubblico. Si risale, lo ha detto Gimbo in quel salto. Primo in errore, ma il secondo non poteva sbagliare. E quando già a 2,26 era già medaglia d’oro, Gianmarco ha puntato dritto verso il cielo e si è preso la misura della gloria. Avrebbe voluto un po’ di più in questo Europeo di atletica leggera in sala. Ma va bene la misura che gli ha dato il titolo.

Lo dichiara nella sua intervista. Con la bandiera tricolore sulle spalle ha espresso tutta la sua gioia. Come riportato dal video diffuso via web dalla Fidal, ecco le sue parole. Arrivano di getto e descrivono questo periodo lungo e difficile. Lontano dalla pedana e dai propri sogni. Come la vita. Lontani dalla vita e dalle cose che fanno battere il cuore. Lo sport ha dimostrato che si può superare tutto. Tamberi ha vinto. E quel pensiero non lo lascia. Mai. Neanche adesso. Perché quell’appuntamento lo aspetta per proclamarlo il migliore di tutti. Le Olimpiadi. Appoggia quella frase dolcemente, al termine della sua dichiarazione: “Ma il prossimo anno ci saranno le Olimpiadi. Ci vediamo lì”.

Un campione non molla mai. Un guerriero non lo fa. Non lo fa una persona che ha un sogno da avverare. Tornare alla vita, tornare nel proprio mondo. Gimbo è tornato. E’ rinato questa sera sotto il tetto dell’Emirates Arena. E’ sorto quel sole oltre l’asticella. A 2,32. Brillante come l’oro. Luminoso come la vita. Abbagliante come il sogno a Cinque Cerchi. Grazie allo sport e a Gimbo. Stasera il mondo è migliore, un po’ di più. Un ragazzo ha vinto la sua battaglia e tante persone impareranno da questo, per vincere la loro. Anche nella vita.

In bocca al lupo Gimbo, ci vediamo a Tokyo 2020.

Di seguito le dichiarazioni di Gianmarco Tamberi come riportato dal video diffuso dalla Federazione Italiana di atletica leggera, sulla sua pagina ufficiale Facebook :

“E’ troppa l’emozione, ho passato due anni e mezzo impossibili. Finalmente è arrivato l’oro. Sono davvero contentissimo. Si riparte sicuramente da qui. Per chi mi conosce. Voi lo sapete bene. Difficilmente mi accontento. Sono felicissimo. Dopo quello che ho passato, tornare a gareggiare in questo modo è bellissimo. Favorito della gara e vincerla. Poi in quel modo perfetto..mi riempie di gioia. Fermarmi qui non è da me. Ho fatto 2,32 e ho vinto la medaglia. Poi ho fatto quei tentativi a 2,36. Tutti sanno che non mi arrendo mai. Ho fatto del mio meglio perché volevo di più. In quel momento mi sono detto di gioire per questo traguardo anche a 2,32. Il pubblico mi galvanizza. Io vado in pedana e cerco di essere me stesso, sorridente. Mi diverto e la gente si diverte con me. Ci carichiamo a vicenda. E’ una cosa che si crea insieme ed è bello perché lo condivido con il pubblico. E quando ci riusciamo insieme a vincere, è straordinario. Sembra quasi una squadra. La dedica va alla bandiera che porto addosso. Il Tricolore. Quando indosso la maglia azzurra trovo una grinta pazzesca. La dedica è semplicemente per il Paese più bello del mondo. Adesso facciamo festa e poi parliamo di Doha. Ripartirò dai salti sbagliati a 2,36. Abbiamo riscontrato il mio valore attuale, però dobbiamo mettere a posto gli errori fatti. Per portare l’asticella ancora più in alto. Tra alcuni messi ecco i Mondiali. Ma il prossimo anno ci saranno le Olimpiadi . Ci vediamo lì”.

Foto : Colombo/Fidal