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Derby della Capitale. Il volo perfetto delle Aquile: Lazio Roma 3 – 0

Il graffio della pantera Caicedo stordisce la Lupa nella prima parte di gara. Immobile e Cataldi, la finiscono nella ripresa.

Roma – Una partita senza storia vinta, nettamente, dalla Lazio, in campo e sugli spalti. E se i ragazzi di Mister Inzaghi hanno, praticamente, annientato i giallo rossi, giocando una partita perfetta che ha fatto ricordare la fantastica squadra dello scorso anno, dove cuore, gambe e testa erano sempre in sintonia tra loro, la curva nord ha trascinato i due terzi della tifoseria presente allo stadio, quella di fede Laziale, in un “continuum” di cori che hanno rappresentato il dodicesimo uomo in campo e spinto le Aquile della Capitale alla vittoria finale.

Ieri, la Lazio si è permessa anche il lusso di tenere in panchina Ciro Immobile e Marco Parolo e, nonostante queste due pedine titolarissime siano entrate solo nella ripresa, i ragazzi che sono scesi in campo dal primo minuto, hanno dimostrato che Inzaghi può contare su un gruppo coeso e di qualità.

Il duo d’attacco, Correa/Caicedo, si è ben mosso nella tre quarti del rettangolo di gioco della Roma e il primo gol, è un mix di tecnica, potenza e precisione. I movimenti dei due attaccanti, confondono la retroguardia romanista che, attratta dal “giocoliere” laziale, inavvertitamente, smarca Caicedo che, su invito del suo compagno argentino, entra in area, opponendosi prima col corpo, tra Fazio e la palla e poi, smarcando con una finta il portiere Olsen in uscita per appoggiare di sinistro la palla in rete.

Meritato gol per l’ecuadoriano che dimostra sempre di più di essere da Lazio, per la sua professionalità e per essersi sempre fatto trovare pronto alle chiamate del suo allenatore. Certamente, non è Ronaldo (CR7) ma, è un buon gregario che all’occorrenza fa sentire il suo peso, anche con gol importanti.

Correa poi, ha replicato nella seconda parte della gara, spaccando la partita, quando si è involato nella metà campo della Roma, eludendo l’intervento dei difensori giallo rossi e con la palla al piede ha percorso oltre 30 metri fino ad arrivare a tu per tu con il portiere, per essere poi abbattuto da tergo da Fazio. Rigore, trasformato da Ciro Immobile, con un potente fendente rasoterra che si insacca alla destra del portiere Olsen.

Il terzo gol, praticamente, è un’azione da play station che parte nella tre quarti di campo della Roma e coinvolge, con una serie di passaggi tutti di prima in verticale ed orizzontale, diversi giocatori laziali, Parolo, Immobile, Milinkovic-Savic e Cataldi, finalizzatore quest’ultimo di un palleggio corale che ha, letteralmente, nascosto la palla agli avversari giallo rossi che si sono accorti di essa solo quando è entrata in porta.

Cataldi meritava questo gol. Lui che è laziale nel sangue. Nato e cresciuto nelle giovanili bianco celesti, lo scorso anno non trovando spazio per giocare nella formazione di Mister Inzaghi, ha chiesto di fare esperienza altrove in serie A, approdando al Benevento. Crediamo che l’avventura con la squadra Campana, abbia fortificato le doti calcistiche del giovane laziale romano, facendolo maturare come professionista e pronto ora, a competere in una rosa ambiziosa come quella che la Lazio deve rappresentare.

Nota di merito anche per Strakosha, spesso bistrattato. Chiamato in causa in solo due occasioni importanti, nelle quali si è fatto, comunque, trovare pronto e reattivo: prima su un tiro in diagonale rasoterra insidioso, scagliato verso la porta laziale nella prima parte di gioco dal solito temibile Dzeko; poi, nella seconda parte di gara, su un altrettanto tiro pericoloso di Florenzi, dove il portiere bianco celeste si supera alzando la palla sopra la traversa.

Insomma, una bella Lazio che fa ben sperare per le partite di campionato che rimangono e per la volata Champions, oltre che per la semifinale di ritorno di coppa Italia contro il Milan, ad aprile, nella Capitale Lombarda.

Sport, teppismo e informazione

 

Oggi ci piacerebbe parlare solo di calcio e della grande prestazione della Lazio ma, avendo letto su alcuni giornali le solite notizie che vedrebbero solo la tifoseria laziale protagonista di istigazioni di carattere antisemita e razzista e di atti di teppismo (clicca qui), siamo costretti a replicare evidenziando che, molte sono le occasioni in cui, dall’altra parte del Tevere, si sono resi artefici di azioni condannabili ma, spesso, sorvolate da una certa stampa che, mentre ingigantisce la “pagliuzza” nell’occhio dei laziali, non si accorge del “trave” che è nell’occhio dei romanisti  (clicca qui per approfondimenti). Ci auguriamo che in futuro, si possano commentare con più equilibrio i fatti che coinvolgono le tifoserie laziale e romanista, al fine di dare esempio di sportività, al di la’ del sano “sfotto'” che deve esistere e come è giusto che sia per dare “colore” verbale alle tifoserie. Tutto il resto, che non offre una visione realistica dei fati, diventa pura  strumentalizzazione.

La parola agli allenatori nel post-gara

 

InzaghiSimone_3S. Inzaghi – “E’ una vittoria che può dare tanto entusiasmo, tenevamo molto a questa partita. Avevamo giocato martedì sera, quindi l’abbiamo dovuta preparare in tre giorni e mezzo. Volevamo regalare una serata speciale ai nostri meravigliosi tifosi e lo abbiamo fatto. Serate così rimarranno nella storia della Lazio. Fino a stamattina – ha dichiarato Inzaghi ieri sera nel post gara – avevo dei dubbi di formazione, Immobile non era al 100% e per un tecnico non è mai semplice lasciarlo fuori. Sono stati bravissimi tutti, chi ha giocato e chi è subentrato. Abbiamo meritato di vincere e meritavamo di farlo anche contro il Milan in Coppa Italia. Abbiamo rallentato un po’ nell’ultimo periodo per i tanti infortuni che abbiamo avuto. Penso che senza infortuni possiamo giocarcela con tutti fino alla fine. Con tutta la rosa a disposizione non saremmo usciti dall’Europa League e non avremmo perso con il Genoa. Abbiamo disputato una grandissima partita, giocando con cuore e intensità. I ragazzi hanno messo in campo quello che avevo chiesto. Caicedo? Il segreto di ogni squadra è il gruppo e io alleno grandi professionisti. Immobile non era al 100% ma, sapevo che Caicedo mi avrebbe aiutato e così e stato. Nel primo tempo potevamo fare un gol in più. E’ giusto goderci una vittoria importantissima, poi da martedì dovremo essere bravi a pensare a preparare la prossima gara di campionato.”

Di FrancescoDi Francesco – “Sicuramente, abbiamo sbagliato l’approccio nel primo tempo, c’è stata la reazione nella ripresa e abbiamo avuto diverse possibilità per pareggiare. Il rigore ci ha tagliato le gambe. Facciamo sempre troppi errori, su fallo laterale non si può prendere gol internamente. Anche il secondo gol è arrivato su una rimessa, con troppa facilità. Capita un po’ a tutti, commettiamo troppi errori. Anche nel secondo tempo abbiamo creato occasioni di manovra migliore, ma non sempre si riesce. È un dato di fatto, abbiamo anche lavorato su queste situazioni, ma si vede che mentalmente gira in un certo modo. Dobbiamo cercare di migliorare, l’approccio non positivo ha determinato le sorti della partita. Il 3-0 è un risultato troppo pesante per quello che si era visto durante la gara. Non si può sottovalutare un derby, assolutamente. Non ci sta e non ci sto, non è una cosa che si lega al Porto e alla Champions. Inevitabilmente succedono cose che si sono ripetute troppo volte, forse non basta lavorare dal punto di vista mentale. In campionato arrivavamo da otto partite positive consecutive, non ci voleva questa prestazione nel derby.”

Il Tabellino della Gara

 

SS LAZIOLAZIO (3-5-2): Strakosha; Bastos, Acerbi, Radu; Marusic, Milinkovic-Savic, Leiva, Luis Alberto (25° st Parolo), Lulic; Correa (33° st Cataldi), Caicedo (19° st Immobile).

A disp.: Proto, Guerrieri, Luiz Felipe, Patric, Durmisi, Badelj, Bruno Jordão, Romulo, Pedro Neto.

Allenatore: Inzaghi.

bandiera AS RomaROMA (4-3-3): Olsen; Florenzi, Fazio, Juan Jesus, Kolarov; Cristante, De Rossi (21° st Pastore), Pellegrini; Zaniolo (16° st Perotti), Dzeko, El Shaarawy (37° st Schick).

A disp.: Mirante, Fuzato, Marcano, Karsdorp, Santon, Nzonzi, Coric, Kluivert.

Allenatore: Di Francesco.

ARBITRO: Mazzoleni di Bergamo.

MARCATORI: 12′ pt Caicedo (L), 28′ st Immobile (L, su rig.), 44′ st Cataldi (L).

NOTE: Espulso al 48° st Kolarov (R), per somma di ammonizioni. Ammoniti: Lulic, Milinkovic-Savic, Cataldi, Radu (L); Juan Jesus, Fazio, Dzeko (R). Recupero: 1′ pt, 5′ st.

(Il Faro on line)