Seguici su

Cerca nel sito

Ladispoli, vandali distruggono la statua del Sacro Cuore

La condanna del sindaco Grando: "Un gesto vile"; il parroco invita a digiunare

Ladispoli – Gioca coi fanti ma lascia stare i santi, recita un noto detto popolare. Un proverbio non preso in considerazione dai alcuni incivili che, complice il buio della notte, hanno distrutto l’immagine del Sacro Cuore di via dei Fiordalisi, al Cerreto. Un’icona appena restaurata.

Ignoti nella notte del 3 marzo hanno scagliato a terra nell’incrocio con via dei Glicini l’immagine della quale purtroppo non rimane quasi nulla. “Ho raccolto i cocci, le tante parti in cui è stato scomposto il Corpo del Signore e le ho poste dinanzi al Santissimo – ha raccontato il parroco Don Gianni Righetti – Il volto del Signore non è più riconoscibile, la parte degli occhi e del capo. Pregheremo e digiuneremo alle Ceneri di mercoledì 6 Marzo. Più volte il Suo corpo, che siamo noi, finisce a terra scomposto, ma Lui è Risorto e uno Spirito di vita sempre lo rianima”.

Un atto di inciviltà che ha lasciato l’amaro in bocca anche ai tanti fedeli che frequentano la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, pronti, ora a raccogliere l’appello del parroco, e a denunciare con forza gesti di inciviltà come questi, scrivendo una lettera aperta al sindaco Alessandro Grando, ai dirigenti scolastici degli istituti ladispolani e a tutta la cittadinanza.

“Un gesto che offende la persona di fede cristiana e amareggia ogni persona di buon senso. Che l’origine del gesto sia legato a un intento cristianofobico – ha detto il presidente dell’Osservatorio sociale d’ispirazione cristiana, Carlo Di Gianfrancesco – piuttosto che a pura goliardica stupidità, non modifica il giudizio sugli autori che si sono accaniti contro l’immagine sacra distruggendola completamente. Quel che rimane è stato recuperato e posto in Chiesa dinnanzi al Santissimo”.

E i parrocchiani sono pronti a raccogliere l’appello di don Gianni di digiunare e pregare per il giorno delle Ceneri. “Un gesto macabro e apparentemente inspiegabile – ha proseguito ancora Di Gianfrancesco – frutto di una deriva educativa e di una sottovalutazione dell’atteggiamento ostile operato verso il credo cattolico che si ripete, troppo spesso, in occasione delle ricorrenze del Natale e della Pasqua di Resurrezione. Certo della Vostra sensibilità, come comunità cristiana ci aspettiamo rispetto nello stesso modo con cui rispettiamo le altre fedi religiose e chiediamo tutela affinché non si ripeta un simile scempio sacrilego”.

E all’appello ha subito risposto anche il sindaco Alessandro Grando che a nome dell’amministrazione comunale ha espresso la sua solidarietà all’atto vandalico subito dalla parrocchia.

“E’ stato un gesto vile – ha detto il primo cittadino – che offende non solo il sentimento religioso di tutti i cattolici della nostra città, ma anche le istituzioni e tutti le persone di buon senso. Non ci interessa sapere se dietro il blitz teppistico si nascondano assurde motivazioni anti cristiane o se sia stato il frutto della bravata di qualche stolto, ma invitiamo gli autori della distruzione dell’immagine sacra a presentarsi spontaneamente in parrocchia, a chiedere perdono per la loro azione scellerata ed a provvedere alle spese di restauro della statua”.

“Ricordiamo che è un reato penale quello commesso contro la chiesa del Sacro Cuore di Gesù, aggravata dall’ipotesi di discriminazione religiosa. Alla chiesa ed al parroco don Gianni – ha concluso Grando – manifestiamo tutta la vicinanza dell’amministrazione comunale”.

“Rimango stupito e profondamente dispiaciuto dall’atto assolutamente privo di senso metto in atto da sacrileghi che hanno distrutto la statua del Sacro Cuore”. A condannare con fermezza il raid anche il dirigente scolastico della Corrado Melone, Riccardo Agresti.

Il preside ha prontamente risposto alla lettera aperta inviata dal presidente dell’Osservatorio sociale d’ispirazione cristiana, Carlo Di Gianfrancesco. “Posso assicurare che alla Melone insegniamo il rispetto del prossimo e in questo ovviamente anche il rispetto delle idee e del credo di ciascuno. Anzi, siamo additati come troppo rigidi nella nostra azione didattica, ma proseguiremo nella nostra linea perché siamo convinti che solo la conoscenza conduca al riconoscimento dell’esistenza del prossimo e conseguentemente alla pace”.

“Il messaggio di dolore e di rabbia – ha proseguito Agresti – inviato al Sindaco e a tutti i dirigenti dal presidente Carlo Di Gianfrancesco, è stato inoltrato a tutti i docenti affinché ciascuno, relativamente all’età dei discenti, possa parlarne in classe insegnando l’importanza del rispetto, ricordando cosa significhi la figura di Gesù, Cristo per i credenti e punto cruciale del pensiero per tutti”.

“Personalmente – ha concluso il dirigente scolastico Agresti – credo che non si tratti di un gesto anticristiano, ma di stupidità. Esprimo la massima solidarietà e confermo la nostra piena disponibilità ad eventuali manifestazioni religiose o meno che verranno messe in atto”.