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Ponte della Scafa, Fratelli d’Italia contro Anas: “Siamo preoccupati, non sanno di cosa parlano” fotogallery

Tomaino e Coronas: "Da Anas Invasione impropria nel campo della politica e informazioni ancora approssimative"

“La nota inviata da Anas (leggi qui) in risposta ad articoli che riguardavano l’interrogazione dell’on. Silvestroni (leggi qui) e alle prese di posizione di Fratelli d’Italia è politicamente inopportuna e tecnicamente approssimativa, il che conferma tutte le nostre preoccupazioni, anzi le aggrava”. A parlare sono Anselmo Tomaino, membro provinciale del partito e Alessio Coronas, capogruppo di Fdi in Consiglio comunale a Fiumicino.

“Prioritariamente va segnalato lo sgarbo politico-istituzionale per il quale un Ente dipendente dello Stato si permette di rispondere pubblicamente al posto del Ministro, su una questione sollevata politicamente e con un’interrogazione parlamentare in corso. Non crediamo – si afferma in un comunicato – che Toninelli abbia bisogno di ventriloqui per spiegare cosa accade sulle opere di sua competenza, e casomai sarebbe stato più corretto fornire a lui le informazioni richieste, senza entrare in polemiche sulla stampa.

“Cronoprogramma approssimativo”

Nel merito della questione, invece, c’è davvero di che preoccuparsi. Fratelli d’Italia aveva sollevato il problema dell’indeterminatezza delle tempistiche sui lavori sia per il Ponte della Scafa sia per il viadotto di via dell’Aeroporto, opere entrambi considerate a rischio statico e sulle quale passano giornalmente migliaia di autovetture. Opere strategiche, non fosse altro perché collegano con l’aeroporto internazionale Leonardo Da Vinci.

Sulle tempistiche ci siamo sentiti rispondere che “l’esecuzione di questi lavori è “al momento prevedibile nel 2020”. La risposta che avrebbe dovuto replicare alla nostra richiesta di essere precisi si concretizza con un evanescente prospettiva probabilistica. Ma la gravità di questa riposta non è solo nella vaghezza dei tempi, bensì nel contenuto.

La relazione tecnica su Ponte della Scafa

Si parla di 2020, quando nella relazione tecnica dell’Astral sul Ponte della Scafa (LEGGI QUI LA RELAZIONE TECNICA PONTE DELLA SCAFA R I DOCUMENTI COLLEGATI), nel definire l’impalcato “irrimediabilmente compromesso”, si precisava che “l’opera possa essere considerata sicura per un periodo di 18 mesi dalla data della presente relazione”. La relazione porta la data di agosto 2018, da che se ne deduce che il tempo massimo di sicurezza scade a febbraio 2020. Un tempo preciso, che non ha nulla a che vedere con la frase “al momento prevedibile nel 2020”?

I ritardi

Perché l’Anas non interviene d’urgenza? Un’urgenza reale, concreta e con tempi certi, non come è accaduto per il viadotto di via dell’Aeroporto per il quale ad ottobre scorso veniva definita la somma urgenza, tanto da stanziare 3 milioni di euro per la viabilità alternativa e prevedere 40 giorni di tempo per la realizzazione, salvo poi dimenticarsi di tutto.

Siamo a marzo 2019 – concludono – e della viabilità alternativa non c’è traccia, della data di abbattimento del viadotto nemmeno, del cantiere per i nuovi lavoro neanche. Ansa, invece di produrre comunicati, si concentri sulle criticità e dia, da organo tecnico, tempistiche certe sui lavori. La gente è questo che aspetta”.