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Ex Alitalia maintenance systems, lavoratori a un passo dal baratro

Il 14 aprile 2019 terminerà l'erogazione a carico del Fondo speciale per il trasporto aereo. Interrogazione parlamentare di Rampelli e Lollobrigida.

Fiumicino – “Il 14 aprile 2019 terminerà l’erogazione a carico del Fondo speciale per il trasporto aereo, l’ultimo ammortizzatore sociale attivo per un centinaio di dipendenti ancora da ricollocare. Pertanto tra pochissimo cento famiglie si ritroveranno senza alcuna fonte di reddito”. La questione Ams (Alitalia Maintenance Systems) torna drammaticamente alla ribalta a poche settimane dal baratro della disoccupazione totale, grazie a un’interpellanza parlamentare a firma Rampelli e Lollobrigida.

Fabio Rampelli in visita ai capannoni Ams

Fabio Rampelli in visita ai capannoni Ams

Più che un atto formale, è un vero e proprio grido d’aiuto che intercetta le voci di chi si trova ad un passo dall’essere letteralmente gettato in strada. E questo non perché il mercato non offra possibilità, non perché i lavoratori non siano competenti, ma perché oggi si paga il saldo di scelte politiche fatte anni fa, quando si decise a tavolino di uccidere una delle eccellenze italiane nel settore della manutenzione e riparazione dei motori aerei.

Una vicenda che parte da lontano. Dal 2003, per la precisione, quando Ams fu creata da Alitalia per esternalizzare l’attività di manutenzione e revisione dei propri motori. All’epoca, l’azienda contava 400 tecnici specializzati, già dipendenti Alitalia.

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La scelta inopinata di non puntare più su Ams ma servirsi di altre aziende per la revisione e manutenzione dei motori, portò al fallimento il 30 settembre 2015 (con 240 dipendenti in carico). Da lì in poi, un Calvario, fatto di promesse non mantenute, piano industriali inefficaci, lavoratori bistrattati.

Gli asset industriali vennero acquisiti nel 2016 dalla Iag (International aerospace group), che parlò di rilancio e di salvaguardie occupazionali. Nel tempo non si sono visti né l’uno né le altre. Oggi in carico alla Iag ci sono una settantina di dipendenti, il cui futuro è incerto.

Fabio Rampelli e Francesco Lollobrigida, oltre a sollevare il caso, chiedono al Ministro competente e al Capo del Governo di considerare l’ipotesi di una reinternalizzazione del lavoro, nell’alveo della nuova ricostituenda Alitalia.

Non è solo una richiesta sociale, in realtà c’è un’economia di mercato a sostenerla. Attualmente i motori da revisionare viaggiano tra Israele e Stati Uniti, con un evidente dispendio di energie e tempi allungati. Non solo, ma le aziende che attualmente si occupano della manutenzione spesso si sono servite dei tecnici ex Ams per la formazione del personale. La domanda nasce spontanea: perché pagare altri, che acquisiscono professionalità dal nostro know-how, inviando motori in giro per il mondo, quando abbiamo competenze e spazi in casa? Spetta al Governo dare una risposta. Ma in tempi brevi, pena l’ennesima emergenza sociale.

Di Battista a colloquio con i lavoratori Ams

Di Battista a colloquio con i lavoratori Ams

A maggior ragione visto che nel 24 settembre 2015 Di Battista, esponente di spicco dei 5 stelle, partecipò ad una manifestazione insieme ai dipendenti e poi, nel dicembre dello stesso anno, fece un sopralluogo nei locali di Ams dando rassicurazioni ai lavoratori. Oggi quegli stessi lavoratori chiedono di mantenere quell’impegno.