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Acilia, minorenni spietati come gangster: terrorizzavano i vigilantes e aggredivano anche i poliziotti

La baby gang che spadroneggiava nei pressi della stazione era il terrore non solo dei pendolari ma anche dei vigilantes dell'Atac. Capi gangster tutti stranieri

Acilia – Agivano come gangster consumati. Pure se minori di 18 anni, hanno tutti precedenti con la giustizia e una volta catturati hanno anche aggredito i poliziotti. Tutti stranieri, sulle loro spalle hanno oltre 40 episodi, tra rapine, furti e aggressioni.

babygang

E’ questo il profilo dei quattro minorenni finiti in carcere a Casal del Marmo: sono tre romeni (tra i quali anche una ragazzina) e un egiziano in età tra i 16 ed i 17 anni e mezzo. Dovranno fare i conti con la giustizia anche quindici denunciati. Una baby gang spietata, violenta quella fermata dai poliziotti del commissariato Lido dopo sei mesi di indagini. Da settembre spadroneggiavano ad Acilia e non solo, essendo divenuti anche l’incubo del personale dell’Atac. Qui puoi ascoltare l’intervista al dirigente della polizia, il vicequestore Eugenio Ferraro.

I ragazzini individuati dai poliziotti di Ostia avevano creato ad Acilia, e soprattutto nella stazione del trenino, un vero e proprio clima di terrore. Vittime bambini, coetanei, adulti, anziani, picchiati con violenza brutale per pochi spicci. A far scattare le indagini proprio una ragazza, aggredita sulla banchina eppure tanto in gamba da riuscire a scattare delle foto con il cellulare ai sei bulli al momento della rapina. Da quelle immagini, e con l’ulteriore supporto dei filmati di video sorveglianza, è stato possibile identificare i primi responsabili.

Ci sono anche bambini tra le vittime della babygang di Acilia sgominata dagli agenti del commissariato Lido. A uno hanno portato via lo zaino, glielo hanno svuotato e buttato sui binari della stazione. A un altro, accerchiato mentre andava a scuola, hanno strappato via la cartella per buttarla nella fontana davanti alla stazione. Nelle immagini delle telecamere di video sorveglianza il commovente tentativo della vittima di salvare dall’acqua le penne, i quaderni, la maglietta per la lezione di educazione fisica. Il titolare cinese di un bar che si era accorto di essere stato derubato, è stato massacrato di botte.

Tra i componenti della baby gang, c’erano anche coetanei o maggiorenni incensurati, italiani, cresciuti da gente per bene, spesso in trasferta dalla città, come nel caso di un ragazzo che ogni giorno faceva il pendolare da San Lorenzo per mettere a segno i colpi con la banda.

A incastrarli sono state le denunce delle vittime, una quindicina, e le immagini non solo delle telecamere di sicurezza dunque. I malviventi agivano a volto scoperto.

I piccoli gangster non avevano paura neanche della Polizia. In un caso, a via Cavour, avevano partecipato all’aggressione del personale di una volante danneggiando il veicolo di servizio. E al commissariato Lido uno dei fermati ha reagito assestando un pugno sul volto di un agente che ha riportato contusioni guaribili in tre giorni.