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E’ stata la maglia che mi ha fatto tornare.

Oggi 10 marzo 2019, alle ore 14.30 presso il Centro Sportivo Fulvio Bernardini a Trigoria, si è svolta la conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico dell’ A.S. Roma Claudio Ranieri che succede all’esonerato Eusebio Di Francesco.

Da subito traspare una buona dose d’emozione del Mister confessandola come fosse un marchio di fabbrica: ”una grande emozione, per noi Romani, per noi tifosi Romani”

Chi chiede del suo futuro a Luglio, lapidaria la risposta: “mi vedo qui, e domani in panchina e non vado oltre; 

“La motivazione ora è la cosa più importante: chi è qua vive un momento difficile … io che arrivo da fuori vedo che la Champions è vicina. Saranno importantissime le nostre prossime due partite e che la gente ci stia vicino: questi ragazzi devono sentirsi ben voluti. Da solo non ce la faccio a portare la squadra in Champions. Con il pubblico sono più sicuro, con il pubblico romano che ti soffia dietro tutto può succede. L’aiuto a me stesso chiedo da tifoso, visto che lo sono. Ai tifosi, la voglia e la motivazione che hanno i giocatori, devono saper reagire e per questo devono sentirsi amati dai tifosi … Noi vogliamo vedere la squadra arare il campo …”

Tatticamente il Mister ha poi osservato che molto, troppo spesso la Roma prende gol pur se in possesso palla; nella cosiddetta fase di transizione; persa palla, grosse difficoltà nel recupero e spesso subisce gol. Questo sarà uno degli aspetti su cui lavorerà la nuova conduzione tecnica della squadra. E’ importante non perdere la palla.

“Florenzi è un giocatore universale, può giocare dietro e avanti, dipende dalla partita, dall’avversario, dalla situazione tattica, l’importante è che Alessandro si riprenda.”

“Zaniolo, lo so che il rebus è dove deve giocare Zaniolo, Schick, Dzeko … Zaniolo lo sappiamo benissimo, anche io, che giocando centrale è il suo ruolo, deve andare in possesso di palla spesso. Dipende se centralmente, io ho due Zaniolo, tre Zaniolo … devo vedere chi può giocare aperto… magari gli tolgo un 20% a questo giocatore, sacrifico 80% … uno per metterlo a destra e sinistra e all’ altro do il 100% … questo dubbio lo scioglierò parlando con loro, capendo di più chi può darmi di più sull’ esterno”.

“Schick e Dzeko devono giocare insieme...ho visto Schick quando è entrato a Oporto con rabbia e volontà ed ha una qualità incredibile, è fortissimo, velocissimo, tecnico… sono convinto che se si sblocca, ed è vicino a farlo, i tifosi si innamoreranno di questo ragazzo”.

“Pastore io non l’ho visto alla Roma. Conosco quando stava in Italia e fuori, ha una classe sublime, ma adesso ho bisogno di gente che dimostri che vuole fare la differenza … Non guardo nome, ingaggio, età: devo vedere chi corre, lotta e si aiuta. Dobbiamo essere una squadra e vuol dire che ognuno aiuta il compagno. Chi fa questo ha più probabilità di giocare, non sto parlando di Pastore ma in generale”

Non poteva mancare un pensiero per Di Francesco: “Eusebio non l’ho sentito, capisco l’amarezza per chi viene esonerato, ma ho fatto un tifo spaventoso per lui: il primo anno e adesso e mi dispiace molto. E’ un gran professionista e lavoratore. Ha fatto errori? Tutti ne facciamo, non c’è un allenatore esente. 

Siparietto finale sul contatto telefonico con Totti e l’entità dell’ingaggio: “Che fa Mister, dove sta ?” “A Londra, a casa …” è stato il via alla telefonata … “Non ho trattato il mio ingaggio, ho perso di più quando sono andato via che quello che prendo adesso … non importa, non mi hanno fatto venire qui i soldi, ma la maglia”.

Marco Emberti Gialloreti