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Terracina a rischio esclusione dal tracciato della via Francigena, ecco la proposta del “Pisco Montano”

Il Circolo: "Valuteremo ogni alternativa e spingeremo affinché Comune e Regione individuino presto una linea di finanziamento per la messa in sicurezza del tracciato."

Terracina – La Via Francigena è un cammino medievale che attraversa tutta l’Europa da nord a sud per raggiungere i principali luoghi santi: Santiago di Compostela, Roma e Gerusalemme.

Il Consiglio d’Europa dal 1994 ha riconosciuto questo grande itinerario culturale europeo come itinerario ufficiale del Cammino d’Europa. La Via Francigena del Sud si snoda lungo il basso Lazio, passando per la Campania e la Puglia, e di lì proseguendo, via mare e via terra, sino a Gerusalemme. Nel basso Lazio attraversa località che si trovano nella provincia di Roma sud e gran parte della provincia di Latina,, ricche di fascino dal punto di vista paesaggistico, naturalistico, artistico e storico culturale.

Il percorso, inoltre, attraversa molti Parchi Regionali (Aurunci, Lepini, Ausoni, Castelli Romani), dell’Appia Antica e oasi naturali come quella di Ninfa e del Lago di Giulianello (monumento naturale). L’accordo tra le 5 regioni interessate alla Via Francigena del Sud (Lazio, Campania, Molise, Basilicata e Puglia) esiste già da tempo, ma è ormai vicinissima la scadenza del 2019 con la completa georeferenziazione del tracciato, il completamento della segnaletica standard e la certificazione del tracciato anche dal punto di vista della sicurezza, da parte della Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF).

Il modello che si vuole importare in Italia è quello vincente del Cammino di Santiago: sotto un unico brand internazionale (Via Francigena) saranno raggruppati tutti i brand territoriali delle vie storiche del Sud Italia (per esempio Traiana e Micaelica). A tale proposito e a testimonianza dell’importanza della Via Francigena per lo sviluppo turistico e culturale del nostro Paese, è stata presentata lo scorso 27 gennaio a Monteriggioni la App Via Francigena, strumento gratuito fruibile in lingua italiana e inglese, per i pellegrini e i turisti che vogliono intraprendere l’itinerario, permettendo la navigazione Gps lungo l’intero percorso da Nord al Centro- circa mille chilometri divisi in 45 tappe dal Colle del Gran San Bernardo a Roma-.

Il prossimo sabato 16 Marzo nel complesso dell’Abbazia di Fossanova le Associazioni dei pellegrini e camminatori/viaggiatori e le Associazioni ambientaliste dell’ area a Sud di Roma  festeggeranno il riconoscimento della Via FRANCIGENA Nel Sud, Cammino Culturale Europeo.

Il culmine della Festa si avrà alle 15.00 quando inizierà la conferenza dal titolo “La Via Francigena del Sud, Cammino Culturale Europeo”. Essa avrà il compito di descrivere il tracciato e lo stato dell’arte del procedimento di approvazione, di coinvolgere i Comuni, gli Enti Istituzionali locali e regionali sull’importanza e le ricadute culturali spirituali, turistiche e economiche sui territori. Alla discussione parteciperanno numerose Associazioni, Sindaci e rappresentanti istituzionali, che hanno aderito alla manifestazione, tra cui il nostro Circolo.

“Il nostro Circolo parteciperà con una propria delegazione sia ai Cammini che alla Conferenza ribadendo l’assoluta centralità della Via Francigena per lo sviluppo culturale, ambientale e turistico del nostro Territorio. Il tracciato della Via Francigena del Sud che coinvolge Terracina, tracciato che per la prima parte risulta di proprietà del Comune di Terracina e per la seconda parte di un privato, ricadente sempre nel comune di Terracina, prevede il percorso sulla Strada e il Sentiero Panoramico “Sentiero del Tempio”  (recentemente proposto come variante proprio dal nostro Circolo) verso Giove ANXUR e Piazza Palatina e prosegue, prima della Cava, dopo la casa Minghella, per l’Appia strada statale 7, e  purtroppo presenta importanti problematiche di sicurezza per i pellegrini che si troverebbero, nella ultima parte, a camminare direttamente sull’Appia.

Purtroppo anche la proposta di modifica con il passaggio sopra la Cava per scendere poi all’Epitaffio, ex dogana pontificia, e quindi con il passaggio su una strada secondaria, parallela all’Appia 7 verso sud sino a congiungersi con la traccia regionale, fino alla  Portella, ex dogana di confine del Regno di Napoli, presenta ulteriori difficoltà, in quanto ad alto rischio idrogeologico (R4), come riportato dal Piano di Assetto Idrogeologico regionale (PAI).

A tale proposito il nostro Circolo, al fine di evitare che Terracina possa essere addirittura esclusa dal tracciato oggetto di certificazione, dato l’approssimarsi della scadenza del 2019, considerando che ad oggi si prevede già il passaggio diretto da Sonnino a Monte San Biagio, si impegnerà a valutare ogni possibile alternativa e spingerà affinché il Comune di Terracina, di concerto con la Regione Lazio, anche alla luce della L.R. 2/2017 – (Rete dei Cammini nel Lazio), individui presto una linea di finanziamento, anche al di fuori della delibera CIPE che riguarda la Francigena nel Sud, per la messa in sicurezza del tracciato.

Per essere certificato, un percorso deve infatti rispondere a dei requisiti precisi anche di sicurezza e a tale proposito strategico è il ruolo di AEVF (Associazione Europea Vie Francigene) come ente garante, al Consiglio d’Europa, che tutto il percorso (da Canterbury sino a Leuca, attraverso Inghilterra, Francia, Svizzera e Italia) risponda ai requisiti previsti, una certificazione che ha validità triennale. Il 18 settembre scorso infatti le Regioni del Centro Sud hanno trasmesso ufficialmente al Mibac le tracce del percorso della VFS, secondo un processo trasparente ma anche dinamico e continuo che ogni tre anni offre la possibilità di aggiornare il percorso valutando le proposte del territorio, seguendo gli standard europei per le azioni di segnaletica, ma – ribadisce la Presidente del Circolo -dato l’approssimarsi della scadenza per la certificazione del percorso, è assolutamente necessario per Terracina mettere in priorità gli interventi necessari.”

Inoltre il nostro Circolo Legambiente, oltre ad aver proposto come variante ALTA il rinnovato e recentemente riaperto Sentiero del Tempio di Giove, una delle zone più preziose di Terracina, dal punto di vista naturalistico (Zona Speciale di Conservazione inserita nella rete NATURA 2000) e dal punto di vista Archeologico, con l’Antico Tempio di Giove a picco sul mare, è autore anche della proposta di inserire come variante BASSA (urbana) della Via Francigena del Sud- Direttrice Via Appia, il Cammino della Via Appia di Traiano, come parte del più ampio progetto nazionale APPIA DAY-APPIA NET di Legambiente.

Un cammino che prevede un anello urbano con partenza dal Parco del Montuno, parco panoramico di grande pregio con vista sulla città,  con visita ai resti dei magazzini dell’antico Porto Traianeo, riaperto recentemente grazie all’impegno del Circolo Legambiente, con visita all’Area Archeologica di Via Stella Polare (banchina Est-Ovest dell’Antico Porto Traianeo) e al Taglio traianeo del Pisco Montano per la Via Appia, una delle opere di ingegneria stradale più imponenti dell’eta’ imperiale, per arrivare a Appia Antica a Villa Salvini, uno dei tratti in basolato originale meglio conservati dell’Appia dopo Roma, inserito in una Villa privata situata in un contesto storico-archeologico-naturalistico di grande pregio, solo recentemente riaperta grazie all’impegno Circolo Legambiente e che per la particolare rilevanza ha ricevuto anche il patrocinio gratuito della Regione Lazio – Visit Lazio.

(Il Faro on line)