Sport e danni erariali a Formia, dossier al veleno in Comune

17 marzo 2019 | 12:00
Share0
Sport e danni erariali a Formia, dossier al veleno in Comune

Nel mirino dell’amministrazione di Formia i concessionari degli impianti comunali che non hanno pagato il canone al Comune e/o le utenze agli Enti preposti.

Formia – Se per Stevenson esisteva “L’isola del tesoro”, Formia, invece, sembra essere diventata l’isola dei nodi da sciogliere.

Dopo lo strano caso del Distretto socio-sanitario e dei 5 milioni “scomparsi”  (Leggi qui) che, più volte, nei mesi scorsi, ha portato ad un acceso dibattito con il limitrofo Comune di Gaeta, questa volta, il nuovo caso dell’amministrazione targata Villa nasce proprio da una sorta di dossier interno al Municipio di via Vitruvio, circa l’impiantistica sportiva comunale.

Un dossier che ha dato vita a una vera e propria indagine, tant’è che nel documento si legge: “È necessario che i dirigenti provvedano, ciascuno per quanto di competenza, ad un istruttoria circa le attuali modalità di gestione delle strutture sportive di proprietà del Comune di Formia al fine di verificare la loro conformità a legge e con particolare riferimento a tali aspetti: esistenza o meno di un formale titolo legittimante l’affidamento della gestione; l’attuale vigenza dello stesso e, in caso negativo, il provvedimento formale che ne autorizzi il proseguo (proroga, rinnovo…); […] come sono disciplinate le spese di ordinaria manutenzione e quelle di gestione corrente.”

Un punto interrogativo fondamentale, oltre all’esistenza di un formale titolo legittimo per l’uso dell’impianto, che l’amministrazione ha evidenziato è il “Chi paga le utenze?” scrivendo: “Le stesse devono essere poste in capo al soggetto che effettivamente utilizza le stesse non potendo, giammai, rimanere in capo al Comune né la loro intestazione, né l’obbligo conseguente di pagamento delle fatture.”

E, ancora, sottolineando come: “Per giurisprudenza costante una tale prassi costituisce violazione delle norme giuscontabili, qualificando la condotta degli agenti (dipendenti e/o amministratori) come “grave”, e a cui consegue la relativa responsabilità contabile per nocumento – danno – all’erario comunale.

Per questo, si legge ancora, nel dossier: “I dirigenti e gli organi di controllo interno a cui la presente è indirizzata (Oref e Ndv) valuteranno le opportunità di procedere alle necessarie verifiche, in relazione alle specifiche competenze di legge (rispetto delle norme giuscontabili e controllo di gestione), anche con riferimento agli adempimenti del Piano Triennale Anti-corruzione.”

Qualche dato

Ma perché nel dossier il punto focale sono le utenze e, addirittura, si accenna a un possibile danno all’erario comunale? Ebbene, secondo sempre l’indagine interna effettuata dal Comune di Formia, risulta che su20 impianti comunali (comprese le palestre scolastiche) 3 sono esenti sia dal pagamento del canone che dalle bollette (Pluriuso Gianola/ Palestra esterna della scuola media Pollione/ Comunale di Maranola), 4 sono non affidati (Pluriuso Trivio/ San Giulio e Penitro e Scuola media Pollione), 2 risultano non in uso (Ex Enaoli/ S. Nicola a Castellonorato) 1 è interessato da lavori (Scuola Media Dante Alighieri) e 1 è sotto sequestro (Pluriuso Di Donato).

Mentre, dell’esatta metà restante, da una prima ricognizione è risultato che: 3 sono gli impianti con concessione scaduta (Palamendola /Campi da tennis di via Ponteritto – la cui concessione è scaduta nel 2013 – / Pluriuso di Via Cassio – scaduta addirittura nel 2009). Di cui uno (Pluriuso di Via Cassio), contestualmente a tale scadenza ha smesso di pagare sia il canone che le utenze, uno (Campi da tennis di via Ponteritto) pur avendo la concessione scaduta, risulta aver pagato il canone fino al 2018 e, infine, l’ultimo (Palamendola), per il quale, al momento, non è previsto alcun canone, ma che, attualmente, risulta in regola, con il pagamento delle utenze. A loro si aggiungono il campo pluriuso di Scacciagalline, esente dal canone, ma che, attualmente, non paga le utenze e, infine, la Palestra Fabiani, che risulta non versare al Comune il contributo mensile (300 euro).

Per venire a capo della situazione, il Municipio di via Vitruvio ha, in primis, inviato ai concessionari una nota con richiesta di documentazione, molte delle quali ancora in attesa di risposta. Per poi specificare: “Nulla risulta che sia stato posto in essere al fine delle criticità segnalate con l’aggravarsi delle possibili fattispecie di danno erariale soprattutto con riferimento all’illegittima fornitura di utenze varie a carico del Comune. La particolare situazione di criticità gestionali degli impianti sportivi e della regolamentazione delle varie utenze, era ben conosciuta dall’Amministrazione anche in periodi precedenti…”

Ora, la domanda è: nel rispetto dei restanti concessionari che pagano quanto dovuto, e nel rispetto di coloro che, magari, non possono permettersi di fare sport perché in città non vi è una struttura adeguata, riuscirà l’amministrazione di Paola Villa a sciogliere tutti questi nodi e a rilanciare, così, non solo lo sport, ma anche l’economia nostrana?

(Il Faro on line)