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Ostia, Michelangelo Pistoletto crea il Terzo Paradiso sulla spiaggia

Performance artistica di Michelangelo Pistoletto allo Sporting Beach per il riscatto delle periferie, contro l'erosione anche culturale e per l'unione dei due paradisi umani

Ostia – L’obiettivo è dissetare la voglia di agire dei giovani puntando al riscatto delle periferie e alla lotta all’erosione, non solo costiera ma soprattutto culturale. E’ il senso della performance offerta stamattina sulla spiaggia dello Sporting Beach da Michelangelo Pistoletto, artista eclettico al limite della filosofia.

Ostia

Cappello nero in testa, sciarpa stretta al collo per ripararsi dalla brezza pungente del mare, Michelangelo Pistoletto, artista di caratura internazionale, approda sulla spiaggia nera e ferrosa del litorale romano, chiamando a raccolta i ragazzi delle scuole per una speciale versione del Terzo Paradiso/Sulla sabbia di Ostia. Lo accompagna Francesco Saverio Teruzzi per una live perfomance, ultima tappa del progetto internazionale Rebirth/Terzo Paradiso che conta già più di mille eventi nel mondo e tre milioni di partecipanti in tutti i continenti, questa volta ospite dello SBA Sporting Beach Arte, programma che dal 2016 porta nello storico stabilimento balneare di Ostia mostre e artisti per affrontare problematiche legate all’ambiente naturale e sociale. Non è un caso che tra gli ospiti assista il professor Leopoldo Franco, ingegnere d’idraulica marina artefice di progetti di difesa della costa nonchè docente della facoltà di Ingegneria del mare di Roma 3 nell’ex Enalc di Castelfusano.

«I ragazzi sono affamati di iniziative. Vogliono essere chiamati a una missione. Perché nella vita non si ha bisogno di un impiego, ma di missioni» anticipa Pistoletto prima di portare gli studenti sulla sabbia per disegnare i tre grandi cerchi della sua opera-simbolo. Cerchi che rappresentano l’unione e intersezione del Paradiso naturale con quello artificiale, formando un terzo Paradiso, che è la prassi politica, economica, scientifica, tecnologica. Una sagoma che, in definitiva, richiama alla memoria il simbolo dell’infinito matematico.

«Il fatto che si intitoli Terzo Paradiso – spiega l’artista – indica già che ne esistono altri due precedenti: uno naturale e uno artificiale, che abbiamo costruito uscendo dalla natura e che ci ha portato molti benefici, ma anche disguidi. Ora dobbiamo trovare un equilibrio tra artificio e natura. E l’artificio è la politica, l’economia, soprattutto scienza e tecnologia. È un progetto globale, universale, che coinvolge tutti, per fare in mondo che l’artificio non allontani, ma ci avvicini alla natura».

Ecco che fluisce quella che Pistoletto denomina «trinamica» ovvero «nell’uso dell’intelligenza, la nostra e quella della natura», la nascita di «una democrazia pratica, la demopratica». Anche qui, nelle grandi periferie metropolitane come Ostia, «volutamente trascurata – suggeriscono la curatrice della performance Paola Pallotta, insieme con la direttrice dello Sporting Beach, Alessandra Borzacchini – colpita da un’erosione che non è solo ambientale», nonostante negli anni della sua fondazione sia stata «spazio per la sperimentazione di artisti come Moretti, Libera, Mazzoni o De Chirico che abitò qui in una palazzina del razionalismo architettonico con affaccio sul mare».

Prossimo appuntamento allo SBA sarà il 14 aprile (fino al 5 maggio) con «Erosioni» di Oreste Casalini, che ha realizzato il progetto in alcuni mesi di residenza d’artista trascorsi al lavoro in alcuni ambienti dello Sporting Beach, messi a sua completa disposizione l’ex bar sulla piscina. Mentre per l’autunno è in preparazione una grande collettiva Cabine d’artista – Take care, con la presenza di più di trenta artisti italiani e stranieri.