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Isis, le “cellule coccodrillo” pronte a colpire in Europa

Dentro un hard disk, in parte danneggiato, i file dei piani dell'Isis in caso di sconfitta sul terreno.

L’Isis non è sconfitto. Le dichiarazioni delle SDF Forze democratiche siriane e degli Stati Uniti sulla sconfitta del gruppo jihadista sembrano alquanto precipitose alla luce di quanto scoperto tra le rovine dell’ultima roccaforte del Califfato.

Il mistero dell’hard disk

Un hard disk, in parte danneggiato, ha permesso di trovare numerosi file con i file dei piani dell’Isis in caso di sconfitta sul terreno. Hard drive contiene lista di nomi, armi consegnate, fogli excel con il budget dell’organizzazione e i pagamenti per i miliziani e le loro mogli. Alcuni file contengono la mancanza di disponibilità di mezzi da usare come autobomba e anche di aspiranti shahid, kamikaze pronti ad immolarsi.

Fin qui notizie utili per conoscere meglio l’organizzazione ma i file contengono anche altro che ha fatto salire lo stato di allarme delle agenzie di intelligence di mezza Europa.

I piani di vendetta

Europa e Siria nel mirino

Si tratti di piani dettagliati per lanciare attacchi attacchi di “vendetta” in Europa e in Siria. Gli operativi dell’Isis che hanno compilato i file sostengono di avere contatti con numerosi jihadisti pronti a compiere attacchi nelle città europee. Sono state formate squadre per essere pronte a colpire anche in Siria nel momento in cui il califfato fosse sconfitto.

Abu Bakr al Baghdadi

Abu Bakr al Baghdadi

I particolari emergono da alcune lettere a firma di Abu Taher al Tjiiki, che come dice il nome è un combattente proveniente dal Tajikistan. “Abbiamo combattenti disposti ad azioni lontane dallo Stato Islamico. Siamo in contatto per portare a termini il lavoro e facilitare il lavoro” anche fornendo armi.

Le missive indirizzate al capo supremo Abu Bakr al Baghdadi sostengono la necessità di creare un Ufficio operazioni esterne al quale deve essere collegato un Dipartimento operazioni in Europa.

Le “cellule coccodrillo”

Nel dettaglio le azioni saranno portate a segno da “cellule coccodrillo”, sicari dell’Isis che si muovono nell’ombra, vivono nascosti, pronti a portare a compimento la loro missione : “l’uccisione dei nemici di Dio e il recupero del loro denaro”. Sottintendo quindi anche azioni di autofinanziamento. “Hacker e tecnici sono pronti ” per attacchi senza armi.

“Prima di eseguire l’azione ci invieranno obiettivi e modalità – spiega l’emiro Abu Taher al Tajiki – se la connessione è sicura. Altrimenti agiranno per volontà di Allah e noi incontreremo i loro bisogni”. La pianificazione è quindi stata preparata già prima che le ultime roccaforti del Califfato cadessero. Una strategia temuta da tempo che ora, alla luce di questi documenti, deve tener conto non solo dei returnée, i foreign fighters di ritorno, ma anche di personaggi radicalizzati già presenti in Europa che hanno avuto contatti con l’Isis solo attraverso il web .