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Caso Wind Tre, Santori e Conte (Lega): “Subito un tavolo ministeriale sul settore Telecomunicazioni”

Il settore delle telecomunicazioni nel Lazio, oltre che con Windtre anche con Vodafone e Tim, rischia di perdere oltre 6000 posti di lavoro.

Roma – “E’ necessario che il management aziendale fermi questa operazione e intraprenda con le parti sociali un dialogo costruttivo che porti a gestire in maniera saggia e responsabile eventuali problematiche organizzative”. E’ il grido d’allarme lanciato qualche giorno fa da Luigi Le Pera, Segretario di Roma dell’Ugl Telecomunicazioni, in merito alla vertenza Wind Tre.

L’azienda ha fatto sapere di voler spostare la sede da Roma a Milano per “efficientamento aziendale”. In sostanza questa operazione coinvolge più di 100 lavoratori di cui il 70% sono donne.

Sul caso si è già espresso il Segretario Generale dell’Ugl Lazio, Armando Valiani: “Chiediamo alla Regione di prendere in mano seriamente la situazione ed evitare una nuova delocalizzazione creando invece opportunità sul nostro territorio. Non possiamo essere la Regione con più tasse che perde continuamente aziende”.

Una “spalla” è arrivata da Fabrizio Santori, dirigente della Lega nel direttivo regionale e Alessandro Conte delegato Alle politiche del Lavoro per Roma e Provincia; “Continua la desertificazione aziendale sul territorio della capitale – affermano in un comunicatoi -, questa volta sarebbe in procinto di chiudere la sede Wind Tre di Viale Cristoforo Colombo.

Un altro duro colpo ai livelli occupazionali della nostra città e della nostra regione, come giustamente sostenuto dal capogruppo della Lega in Regione, Angelo Orlando Tripodi, e dal segretario Ugl Lazio Armando Valiani. Il tutto nel silenzio di Zingaretti che, preso a parlare della qualunque, si è dimenticato che è soprattutto governatore del Lazio.

Chiediamo che venga immediatamente affrontata la situazione da chi di competenza, al fine di scongiurare questo ennesimo addio, e per tutelare i circa cento lavoratori che si vedrebbero costretti a un trasferimento a Milano, separando con tutta probabilità intere famiglie o facendo perdere loro il posto di lavoro.

Il settore delle telecomunicazioni conta nel Lazio diverse decine di migliaia di dipendenti che con i piani di riorganizzazione aziendale presentato da vari operatori, oltre a Windtre anche Vodafone e Tim, rischia di perdere oltre 6000 posti di lavoro, che se pur incentivati economicamente rischiano di restare disoccupati.

Urge avviare un tavolo tecnico ministeriale che valuti le proposte di rilancio di un settore ormai fortemente in mano a proprietà straniere che non hanno interesse a valutare il costo sociale delle loro scelte.