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Siti archeologici e rivoluzione turistica a Formia, ecco i traguardi e i nuovi obiettivi del “Sinus Formianus”

Tante le novità lanciate in conferenza, tra cui l'istituzione di un numero verde per chiedere informazioni e prenotare visite guidate per i siti di Formia.

Formia – Stamattina, nella magica e inusuale “cornice” dell’Area archeologica di Caposele, la Rta “Sinus Formianus” – gestore di alcuni siti di proprietà del Comune di Formia – ha presentato una vera rivoluzione turistica per Formia e per i suoi monumenti, resa possibile dalla buona volontà e dalla professionalità dei volontari.

Più di 6000 – dati ufficiali, grazie alla bigliettazione elettronica -, infatti, sono gli accessi registrati nell’ultimo anno al Cisternone romano.

Un’affluenza destinata ancora a crescere grazie a una novità lanciata proprio durante la conferenza: la nascita di un numero verde (800.14.14.07), a chiamata gratuita, che sarà attivo dal 2 aprile, grazie alla collaborazione con il consorzio “Le due Torri”, che servirà sia a fornire informazioni sia per prenotare le visite guidate.

Non solo.  La Rta ha annunciato che si sta già muovendo oltre che per le visite guidate in inglese, anche per quelle accessibili alle persone non udenti e per attivare, in maniera continuativa, collaborazioni con tour operator provenienti da fuori città.

Sempre in materia di novità è arrivata la rivelazione dell’assessore al Turismo Kristian Franzini: per il ripristino delle “Notti di Cicerone” – iniziativa messa in campo, in prima battuta, dalla giunta Forte – il Comune di Formia starebbe pensando a un collegamento con Ventotene, attraverso uno spettacolo volto a legare alla figura di Cicerone quella di Giulia Maggiore (figlia dell’imperatore Augusto, nonché prima esiliata sull’isola), per intercettare e mettere insieme, così, un nuovo tipo di turismo culturale.

Non solo traguardi, però, anche obiettivi. Il nutrito programma di iniziative di aprile (comprese le Giornate della Cultura in data 5, 6 e 7) ha dato, infatti, la possibilità al presidente del “Sinus Formianus” Vito Auriemma e all’archeologo Gianmatteo Matullo di illustrare quali sono le difficoltà riscontrate finora, su cui bisogna ancora lavorare.

In primis, la mentalità, che non permette ai più di comprendere fino in fondo quante e quali competenze occorrono per lavorare nel comparto turistico, passando per la mancanza di senso civico che, spesso, vede i monumenti formiani sommersi da rifiuti e, per ultimo ma non in ordine di importanza, la quasi completa assenza di bagni pubblici in città.

Infine, sotto una pioggia scrosciante di applausi e di complimenti dalle autorità presenti per il lavoro svolto dai volontari, è calato il sipario sulla conferenza.

(Il Faro on line)