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Luci e ombre a Terracina, a dirlo è il rapporto di Legambiente “Ecosistema urbano 2018”

Subiaco: "Il Rapporto non è una pagella, ma uno strumento di lavoro che serve a comprendere il funzionamento della Città su temi ambientali importanti."

Terracina – Il Circolo Legambiente “Pisco Montano”, in coordinamento con Legambiente Lazio e Legambiente Nazionale, venerdì scorso ha presentato il “II Rapporto Legambiente Ecosistema urbano 2018.”

Il Rapporto che il Dipartimento Scientifico del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”, diretto dall’ingegner Gabriele Subiaco, ha elaborato, è basato su alcuni degli indicatori che Legambiente, assieme ad Ambiente Italia e al Sole 24 Ore, ogni anno pubblica per i capoluoghi di provincia italiani all’interno del Rapporto Nazionale Ecosistema Urbano, Rapporto Nazionale che è stato presentato in tutte le sue articolazioni da Mirko Laurenti, Referente Legambiente Nazionale per il Rapporto Ecosistema Urbano. Successivamente, la presentazione del Rapporto è stata integrata da due importanti interventi su teorie e modelli di sostenibilità e di moderna governance ambientale: quella del professor Cesaretti, presidente della Fondazione Simone Cesaretti e della professoressa Rossella Poce, presidente della FIDAPA BWP ITALY sezione di Terracina.

Il quadro che emerge per Terracina, confrontata con analoghe città italiane, è – fanno sapere dal Circolo- sicuramente di luci e ombre.

Qualità dell’aria

Buona la qualità dell’aria (biossido di azoto, ozono e polveri sottili)  a Terracina, anche se i valori relativi al PM10 e PM2,5 risultano comunque superiori ai limiti stabiliti dal OMS (organizzazione Mondiale della Sanità), e anche se i dati del modello teorico adottato da ARPA andrebbero meglio consolidati, predisponendo centraline di misura fisse o aumentando il numero e la frequenza delle campagne di misura soprattutto per la rilevazione dell’ozono nel periodo estivo.

 

Qualità dell’acqua e del sistema idrico

Ottimo il consumo idrico pro-capite (110 litri/giornalieri ad abitante), ma occorre investire di più sulle nuove tecnologie, sulla manutenzione straordinaria e sulla qualità della rete di distribuzione dell’acqua per usi civili, industriali e agricoli, per contenere la dispersione idrica molto elevata (siamo quasi al 70%) e ampliare la raccolta della rete fognaria, tenendo sotto controllo gli adeguamenti tariffari, la morosità e l’abusivismo degli allacci.

 

Rifiuti

Siamo sulla buona strada, relativamente alla raccolta differenziata (70%) (che conferma anche nel 2017 Terracina nella classifica dei Comuni Ricicloni del Lazio di Legambiente) anche se quest’anno in diminuzione rispetto al 2016 (73%), ma occorre fare più attenzione sia alla produzione pro- capite di rifiuti, che alla produzione pro-capite della costosa e inquinante frazione indifferenziata (entrambe in aumento rispetto all’anno precedente), ottimizzando i costi di gestione del servizio (più elevati della media nazionale) anche per poter ridurre significativamente la Tari, applicando al più presto la Tariffa puntuale che premia chi fa bene la raccolta differenziata.

Particolarmente importante, dato l’impegno profuso dalla Rete Plastic Free Beaches di Terracina, è l’indicatore di produzione come rifiuto della Plastica (il cui indicatore a Terracina è di 17,39 KG/abitante anno, ancora lontano dalla soglia dei 10 KG che determina l’ingresso nella classifica dei Comuni #plasticfree, tra quelli premiati da Comuni Ricicloni di Legambiente.

 

Mobilità

Ancora troppe – proseguono dal Circolo – le auto nella nostra Città (59,25 ogni 100 abitanti), e continua ad essere scarsa la domanda di trasporto pubblico locale (6,9 viaggi ad abitante annui rispetto ad una media delle città confrontabili di 31,8), che va sicuramente promossa con campagne mirate di comunicazione e sensibilizzazione, così come è necessario ampliare l’offerta del trasporto pubblico locale (9,71 km/vettura ad abitante rispetto ad una media delle città confrontabili di 20,2) anch’essa di molto sotto la media.

La mobilità ciclabile va migliorata, riqualificando le piste ciclabili esistenti e utilizzabili in sicurezza (7,5 Km complessivi) e creando nuove piste integrate nei flussi di spostamento reale delle persone casa-scuola-lavoro.

Intanto, resta ancora fortemente penalizzata la mobilità lenta (soprattutto pedonale) con poche isole pedonali, e assenza completa di ZTL, zone 20 e zone 30.

Sono poi completamente assenti i servizi di green mobility (car sharing, car pooling, bike sharing). Importante dotarsi, infine, finalmente del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, che deve scaturire da una progettazione partecipata con tutti i portatori di interesse, per una pianificazione della mobilità cittadina con moderni criteri europei.

 

Verde urbano

Gli indicatori di Verde Urbano per Terracina (verde pubblico disponibile, verde urbano fruibile, densità degli alberi in città, aree dedicate a orti urbani e sociali, superficie percorsa dal fuoco, strumenti di pianificazione come il Piano del Verde, Regolamento del Verde, Censimento del Verde, Carta del Verde, Catasto degli Alberi) sono assolutamente scarsi rispetto alla media delle città confrontabili, in particolare con riferimento all’estensione pro-capite di verde fruibile a Terracina, che e’ di 4,7 mq/abitante contro una media di città confrontabili di ben 45 mq/abitante, e addirittura sotto la media degli standard urbanistici che è di 9 mq/abitante, e questo è davvero molto critico per una città a vocazione turistica.

Devono essere adottati al più presto moderni strumenti di pianificazione, vanno aperte, curate, sistemate edattrezzate le aree esistenti e create nuove aree verdi vista la carenza storica nella nostra Città di aree destinate al Verde pubblico.

Importante la riapertura dei Parchi chiusi e abbandonati, come recentemente avvenuto per il Parco del Montuno, anche grazie all’impegno del nostro Circolo Legambiente, sviluppando progetti di forestazione urbana, o assegnare gli spazi per gli orti urbani e sociali, e continuare a gestire con cura il rischio incendio per non ripetere i disastri anche del recente passato.

A Terracina, infatti, la Percentuale di superficie (boscata e non boscata) bruciata 2012-2017 risulta pari allo 4,24% con un totale di 578 ettari bruciati, ben 4 volte la media nazionale, che è dello 1,49%.

 

Consumo di suolo

Il consumo di suolo alto (12,46%) va ridotto e regolamentato meglio anche con norme urbanistiche specifiche, va posta notevole attenzione al dissesto idrogeologico del territorio (frane e inondazioni) che interessa un terzo (32,29%) della superficie del nostro Comune con migliaia di persone a rischio e al fenomeno dell’erosione costiera che impatta su oltre il 50% delle nostre coste mettendo a rischio un pezzo importante dell’economia balneare della nostra Città.

Vanno sviluppati progetti di recupero ambientale delle cave, avendo Terracina ben 6 cave sul proprio territorio contro una media di città confrontabili di soli 2,5, cave che deturpano fortemente il paesaggio della città e costituiscono un grave fattore di degrado ambientale.

Inoltre, negli ultimi anni – prosegue la nota – abbiamo assistito ad una progressiva diminuzione della superficie agricola utilizzata che si è ridotta di oltre il 25% e questo è un dato critico per un Comune a vocazione agricola come Terracina.

 

Energie rinnovabili

Il dato davvero inconsistente del fotovoltaico installato nella nostra Città, (83 KW/1000 abitante contro una media nazionale di 325KW/1000 abitante), che ci allontana inesorabilmente anche da altre città della nostra Provincia e ci dice che occorre iniziare con convinzione a pianificarle, promuoverle e svilupparle sfruttando le ottime condizioni di soleggiamento di cui gode la Città, partecipando ad iniziative importanti nazionali come Comuni Rinnovabili di Legambiente e aprendo uno Sportello dedicato all’energia.

Così come è ormai irrinunciabile dotarsi del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC) per la riduzione delle emissioni di C02 e per l’adattamento ai cambiamenti climatici in atto, più che mai necessario visto anche quanto amaramente sperimentato in questa Città lo scorso 29 ottobre.

Reati ambientali

I dati dell’illegalità ambientale nella provincia di Latina (11° posto nella classifica nazionale delle provincie italiane – Rapporto Ecomafia Legambiente 2017) relativi ai reati nel ciclo dei rifiuti, contro gli animali e la fauna, negli incendi boschivi e nel ciclo del cemento, testimoniano di una situazione che merita grande attenzione nell’azione di controllo e di repressione del fenomeno. Da quest’anno inizieremo come Circolo locale, un monitoraggio sugli ecoreati a Terracina, in collaborazione con tutte le Forze dell’Ordine.

Conclusioni

“L’Ecosistema Urbano è uno studio analitico sulla città di Terracina che il nostro Circolo porta avanti da due anni applicando la stessa metodologia che Legambiente assieme ad Ambiente Italia e al Sole 24 Ore utilizza per il rapporto annuale dedicato alle Città capoluogo di provincia.

Uno studio che vuole essere non una pagella, ma uno strumento di lavoro che ha l’obiettivo di aiutare a comprendere il funzionamento della Città su temi ambientali importanti quali la qualità dell’aria, il servizio idrico e la Gestione dei Rifiuti.

Un quadro di riferimento analitico, chiaro e basato su dati ufficiali e certificati, che consente finalmente di confrontare la Città di Terracina con altre realtà analoghe. Un quadro complesso fatto di luci e di ombre che consente di individuare proposte operative e priorità di azione nell’ottica del miglioramento continuo dell’Ambiente e della Qualità della vita.

Ecco, se pensiamo alla Città come ad una macchina, con l’Ecosistema Urbano l’abbiamo dotata di un cruscotto che consentirà sicuramente di guidarla con una maggiore consapevolezza di dove siamo oggi complessivamente come Città e di dove vogliamo arrivare domani” conclude Gabriele Subiaco, responsabile Scientifico e Vicepresidente del Circolo Legambiente Terracina, autore del Rapporto.

(Il Faro on line)