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Giulia Cortesi: “Adoro il karate, non potrei mai farne a meno” foto

Si racconta la campionessa di kumite e kata del Mushin Karate Eschilo. 14 anni di carriera e 7 ori in bacheca. Consapevole di se stessa e della sua lucidità, E' maturata tanto. Studentessa in Giurisprudenza, insegna ai bambini

Ostia – Tenere testa all’avversaria. E starci con la testa. Parla di questo Giulia. In una sera come tante al Mushin Karate Eschilo, di allenamenti e condivisione con la sua “famiglia sportiva”, la Cortesi campionessa di kumite e di kata racconta della sua passione per il karate.

Appena tornata dal Torneo 8 Nazioni in Irlanda del Nord, dove lei stessa ha contribuito ad appesantire il bottino di medaglie, vincendo due ori e un bronzo, si confida e descrive se stessa sul tatami. E’ un’atleta forte Giulia. Ama spassionatamente il suo kumite. Forse anche più del kata. Il  combattimento la rende libera e può rimediare se sbaglia, di fronte ad una indispensabile avversaria che serve a farla crescere. E’ maturata nel tempo. L’esperienza serve a rinforzare, non solo la tecnica, ma anche il suo carattere e in Irlanda del Nord, in finale, è riuscita ad essere lucida.

Ricorre spesso questa parola nelle sue dichiarazioni. Ed è questo il traguardo più importante per lei. Non bastano le medaglie, riflesso del suo talento e delle sue vittorie sul tatami, ma per lei, donna e studentessa di 23 anni, è fondamentale essere concentrata e lucida, quando serve. Si sa che in pochi attimi è complicato ragionare in combattimento. Cosa fare e come reagire. Lo ha fatto Giulia all’8 Nazioni e ne parla con particolare soddisfazione. Correggere gli errori, capirli e seguire la strada giusta fino all’oro nel kumite individuale non è stato semplice. Ma lo ha fatto la Cortesi colonna indispensabile di un Mushin che fa praticare anche i bambini. E Giulia oltre ad essere atleta e campionessa in palestra, è anche lei stessa figura di riferimento dei piccoli. Secondo il progetto di crescita del dojo di Casal Palocco, gli atleti grandi e quelli medagliati devono insegnare ai bambini. E’ una crescita condivisa e virtuosa.

E allora, ecco che Giulia parte da sola e se ne va all’Erasmus. In altro Paese. A Bruxelles, è stata lontana sei mesi dal karate. Grande dolore e nostalgia per lei. Ma gli impegni di studio sono stati importanti, come le medaglie conquistate. E’ abituata a viaggiare. Fa parte da tanti anni della Nazionale Fiam e conoscendo bene anche l’inglese, si è trovata bene in questa particolare avventura. Rientrata a gennaio, le mancano cinque esami per laurearsi in Giurisprudenza. Una quasi Dottoressa in Legge allora, con il karategi indosso.

Insieme alle tante emozioni dentro. Ha il cuore pieno d’amore per la disciplina orientale e non come mai, quel giorno lontano, si è innamorata. E’ stato il fratello ad instradarla nel karate e dopo una parentesi negativa con il nuoto. Per Giulia la cosa importante è imparare a crescere, nello sport. Non solo vincere. E allora eccola sul tatami della Federazione Italiana Arti Marziali, che ringrazia per la vicinanza e per l’organizzazione. Nonché per la condivisione. Con gli altri compagni di tatami.

Sono 18 le medaglie che l’atleta del Mushin conserva. Tutte vinte. In 14 anni di carriera, è stato bello crescere e vincere. Come migliorare il proprio carattere, insieme alla tecnica. Il Maestro Paolo Gabbarini è stato fondamentale per lei e lo è ancora, insieme alla figura di Libera Del Lungo, che segue i tesserati sul lato psicologico. E’ una crescita a tutto tondo e non solo per Giulia. Comprendersi, cogliere difetti e insistere nella propria forza sono probabilmente i segreti poi per salire sul podio. E Giulia è felicissima di averlo fatto tante volte. Campionessa assoluta in Irlanda del Nord, con due medaglie d’oro al collo, nel kumite individuale e a squadre è orgogliosa di questo. Come è contenta delle altre vinte in carriera. Nel 2016, vinse due argenti e due bronzi al Campionato Mondiale della World Karate Confederation. Due volte campionessa iridata anche nella competizione riservata ai club e vincitrice nella Coppa Italia Wadokai 2019, appena trascorsa. Due argenti per lei. Nel kata e nel kumite senior.

E finché le gambe glielo permetteranno, salirà sul tatami per esprimere Giulia, prima di tutto. Con testa e cuore. Ludica e concentrata.

Cara Giulia, sei appena tornata dall’8 Nazioni. Come è andata la tua competizione ?

“Nonostante, non siamo arrivati sul tetto del podio, credo che il kata sia andato bene per me. Ho dato il meglio. Le atlete prima di me, meritavano. Bronzo ok. Il kata non è propriamente la mia specialità. Non riesco a dare quanto succede nel kumite. Invece quest’ultimo, al di là della medaglia che ho vinto, che fa sempre piacere, mi ha fatto particolarmente felice. Sono riuscita a mettere in pratica quello che ho allenato. La gara a squadre ha quell’elemento in più, non sei da sola. Hai due compagne di squadra con te. Bisogna sempre mantenere la lucidità. In altre gare non è accaduto spesso, in Irlanda sono riuscita a mantenere la lucidità. Un grande traguardo per me. Sono soddisfatta”.

Come sei riuscita ad essere lucida sul tatami, durante la finale ?

“E’ una questione di tanto allenamento. Credere in quello che faccio a volte, mi fa sfociare nella mia emozione. Il voler fare troppo, va a minare la tecnica e il modo di affrontare la competizione. Mi porta ad essere deconcentrata. Allenandomi invece su questa cosa, (la parte psicologica deve sempre andare con l’elemento tecnico), sono riuscita ad andare e a conciliare tranquillamente questi due aspetti. Durante la gara, c’è stato un momento in cui ho fatto un errore. Stavo perdendo. Mi sono detta: “Ricominciamo”. E ho recuperato. E ho vinto. In finale dell’individuale nel kumite.

Come hai fatto Giulia a correggere i tuoi errori in quei pochi secondi?

“E’ difficile. Se mi trovo in svantaggio entro nel pallone. Allora mi dico che bisogna cambiare strategia. Ho notato la tecnica dell’avversaria efficace su di me. Ho pensato di bloccare questo, non facendogliela fare più. Sono contenta di questo. Sono mentalmente cresciuta”.

Pensi di essere maturata sul tatami Giulia ? L’esperienza probabilmente lo fa. Qual è il tuo pensiero ?

“C’è ancora tanta strada da fare. Sempre, posso ancora migliorare su certi aspetti, evidenziati con l’allenatore. Mi sento cresciuta sull’aspetto psicologico. Pochi mesi fa non ero così. Adesso è tutto diverso. In poco tempo sono riuscita a cambiare il mio approccio in gara. Sono stata fuori a studiare. In Belgio. In Erasmus. In quei sei mesi, mi sono allenata ma non sul tatami. Questa assenza mi ha pesato. Mi è mancato molto. Sono rientrata a gennaio. Quindi a causa della mia forte nostalgia..sono riuscita a rientrare e dare di più, rispetto a prima. La base non la perdi in sei mesi. Ma ti manca la quotidianità”.

Cosa studi ?

“Studio Giurisprudenza. Mi mancano 5 esami. Mi  vorrei laureare a marzo 2020. E’ stata bello studiare all’estero. Volevo imparare a stare sola e ad adattarmi ad un altro luogo non abituale mio. Sono voluta andare sola. La lingua la conoscevo, avendo studiato al Liceo. Tuttavia, mi sono lanciata in questa avventura, con entusiasmo. Ho realizzato un sogno. Mi dispiaceva lasciare il karate. Ma sarei tornata e avrei ricominciato più forte di prima”.

Quando hai cominciato a praticare il karate ? Cosa ti ha dato praticarlo ?

“Ho iniziato a 9 anni. Adesso ne ho 23. Quindi sono 14 anni che pratico la disciplina. Il karate mi ha dato tanto. Avendolo fatto da sempre a tutto tondo, kata e kumite, e insegnandolo ai bambini, in parte come atleta e poi figura di supporto per i piccoli, mi ha formata in tutto. Psicologicamente soprattutto. Lavorare duro, raggiungere gli obiettivi, anche fallire a volte e ricominciare..mi da un’altra spinta nella vita. Mi da tante emozioni. Non potrei starci lontana. Sono stati belli quei sei mesi a Bruxelles, ma il karate mi è mancato tantissimo. Avevo un vuoto dentro. Mi ha aiutata a crescere, mi ha formata nel carattere. Quando ho cominciato, ero molto piccola. Le insicurezze le ho affrontate in un altro modo. Non sono mai stata timida, insicura si. Pian piano ho messo i tasselli per lavorare e migliorare. Mi ha insegnato. Mi ha portato tante amicizie. Nel Mushin, ci sono tanti compagni di avventura e grandi amici. E’ bello quando partiamo tutti insieme. Sono fratelli. In Nazionale Fiam, ormai  conosco gli altri atleti. C’è una grande magia tra noi. Vecchi e nuovi. Ma i raduni e le gare ci uniscono. Anche con gli allenatori e dirigenti”.

E poi c’è il Mushin. Cosa pensi della tua palestra ?

“Il Maestro Paolo è un secondo papà. Tira fuori il meglio di me. Lui dice sempre che educare significa tirare fuori. Lui questo fa. Con noi e con me. Lo sa fare. Questa cosa gli appartiene. Siamo tutti diversi. E lui sa come approcciare con tutti. Anche Libera Del Lungo ci accompagna nella nostra crescita. Mi ha aiutata tanto. Siamo tutti una grande squadra. Libera è stata fondamentale non solo per l’aspetto della insicurezza, quando siamo in gara ci aiuta a pensare, di metterci nella condizione giusta per affrontarla. Restare lucidi in competizione. Io domino le mie emozioni. L’ansia c’è. Ma non mi faccio prendere da questo”.

Tu alleni anche i bambini. Come vivi questo tuo ruolo ?

“Ho messo del tempo ad interiorizzare la strategia della lucidità. A non sbagliare in gara. E proprio perché l’ho messo sempre io, l’ho fatto anche con loro. Cerco di trasmettere questo. Non pensare. Ma concentrarsi solo su se stessi. Non ti concentrare sulla paura di sbagliare, ma pensa alla tua performance. Alcuni lo vivono come un gioco, altri hanno più pressione. Se capiscono come fare, crescono e da piccoli lo fanno tantissimo. Quando vedi che sono riusciti a comprendere, anche senza medaglia, è una soddisfazione. Se anche in Irlanda del Nord non avessi vinto, ma sarei andata sul tatami con questa testa, sarebbe stato comunque un successo. L’obiettivo era me stessa. Io lucida sul tatami. Sicura di me. Sarei stata contenta. Raggiungere questa consapevolezza di me. Faccio il mio. E’ stata una gara. Non tra le più difficili che ho fatto. Ad esempio al Wadokai lo è stato. Sono contentissima di questo risultato. Mi impegnerò affinché sia convocata anche per il Mondiale. Mi farò trovare pronta”.

Perché hai scelto il karate ?

“Una casualità. Ho fatto per tanti anni nuoto. Ma non mi trovavo bene con il mio allenatore. La competizione è giusta, ma non è l’unica cosa che uno sport deve insegnare. Allora, ho cambiato. Mio fratello ha cominciato con un amichetto a fare karate e mi è piaciuto subito. Mi sono innamorata. Non so che cosa mi abbia attratto. Tanti miei compagni hanno iniziato anche prima di me. Io volevo tanto farlo”.

Cosa preferisci in modo particolare ? Il kumite o il kata ?

“La mia preferenza è nel kumite. Mi sento più libera di esprimermi nel combattimento singolo. Nel kata è più difficile. Ma la bravura sta nel rispettare i criteri tecnici. E’ un lavoro certosino. Non puoi sbagliare. E si vede subito. Il kumite mi da altre emozioni. Stai sul tatami con un avversario diretto”.

14 anni di carriera. Quali emozioni ti hanno colpito in modo particolare ?

“Gare a squadre. Kumite. Mi ricordo una gara. Tre contro tre. Prima perse la mia compagna, la seconda pareggiò. Io ero la terza. Tutto su di me. Eravamo a Cervia. Avevo 16 anni. Campionato Nazionale. E’ stato bello, mi sono sentita responsabile. Appoggiata da loro con tanta forza e sono riuscita a vincere. La gioia è stata tanta. Tutte avevano contribuito, ma sono stata poi io a terminare la gara. Mi piace la sinergia delle gare a squadre. E poi l’individuale. Quando ho vinto la cintura nera. Mi ruppero il naso. Sanguinavo. Andai in finale. Stanchezza tanta. Ero atleta e coach insieme. Non potrei fare diversamente. Anche lì in finale. Sorta di parallelismo con la gara in Irlanda del Nord. Avevo fatto “casino” per arrivare in finale (ride)..naso rotto..e mi sono detta : “Adesso perdo ? Non esiste”. E allora ho vinto. Avevo 16 anni. Ho conquistato la cintura. Quella mi è rimasta nel cuore. Poi il Mondiale per Club a Ferrara. Due anni fa. Avevo vinto la mia gara individuale di categoria. Poi c’erano gli Open. Competere con la vincitrice di ogni categoria nella gara Open. Tutte supercampionesse. Mi sono gasata tantissimo. E’ stato divertente. Mi sono confrontata con tante belle avversarie. In finale ho incontrato Francesca Sini. Con lei. E’ stata una bella gara. Avevo vinto tutti i combattimenti prima:“Vediamo cosa riesco a fare adesso”. Mi sono detta. Ci sono stata di testa. Francesca fortissima. Ha vinto lei. Combattimento tirato. Poi insieme a lei e con Ginevra Cavalieri abbiamo fatto la gara a squadre e abbiamo vinto. Bella gara quella”.

Allora come sei tu Giulia, di testa o di cuore ?

“Entrambi forse. Prima ero cuore e basta. Adesso metto più la testa. Ho imparato ad usarla (ride). Tuttavia, quando sei sul tatami sento entrambi”.

Com’è il Mushin ?

“Una famiglia”.

Pensi già a quando smetterai ? Oppure vuoi ancora per tanti anni praticare il karate ?

“Ho quasi 23 anni. Finché ho le gambe..farò il mio meglio e praticherò il karate”.

E’ importante per te, avere una Federazione forte alle spalle che vi aiuta e vi appoggia nel vostro cammino agonistico ?

“È molto positivo. Si cresce insieme. Riuscire a fare combattimento con uno più bravo di te, ti aiuta a migliorare. Una bella energia. E’ un valore la Fiam. Io partecipo a tutto tondo alla sua vita, da quando sono cadetta. Posso dire che mi è servito tanto. Fortuna vuole che ho una palestra forte. Ma serve il confronto. Con le gare, i raduni e i Cpr. Anche la visione degli altri maestri. Essere allenata da un altro ti arricchisce. Ci permette di crescere”.

Dove conservi i tuoi trofei e le medaglie ?

“I più importanti sono in una bacheca. Non amo mostrare. Tengo le medaglie in una scatola”.

Di seguito il palmares di Giulia Cortesi :

Gare Internazionali:

 2014 Coppa Europa WADOKAI  – Varese

kumite junior -60 kg bronzo ;

2016 Campionato Mondiale WKC – Rimini

kata senior wadoryu bronzo,

kata junior interstile bronzo;

kumite junior -60 kg argento;

kumite senior a squadre argento;

2017 International Tournament Libertas  – Caorle

kumite junior -60 kg bronzo ;

2017 Campionato Mondiale per Club  – Ferrara

kata junior wadoryu oro;

kumite junior -60 kg oro;

2017 Coppa Europa WADOKAI – Parigi

kumite a squadre senior bronzo;

2018 Campionato Europeo WKC – Resita

kata senior wadoryu argento;

kata senior wadoryu a squadre oro;

kumite senior -60 kg oro;

kumite senior a squadre oro;

2019 8 Nations Championships – Derry

kata senior bronzo;

kumite senior -60kg oro;

kumite senior a squadre oro.

(Il Faro on line)