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Dolci di Pasqua e diabete, Fiumicino e Latina sorvegliate speciali. E sul litorale…

Gli scienziati: "Evitare il cioccolato per diabetici: costa di più e contiene dolcificanti"

Roma – E’ arrivata la Pasqua, e con essa tutte le prelibatezze della cucina italiana: pastiere, agnelli, pasticciotti, pizze di ricotta e le immancabili uova di cioccolato. Poi c’è il barbecue di Pasquetta (tempo permettendo), e le varie “sbraciolate” delle gite fuori porta grazie ai ponti del 25 aprile e del 1 maggio.

Piccole tentazioni alle quali tutti, sotto le feste, cediamo. Dopotutto la cioccolata fa bene. Lo dimostrano recenti studi scientifici, pubblicati sulla rivista inglese  Diabetes UK, secondo i quali il cioccolato avrebbe effetti positivi sull’umore e sulla salute. Infatti, se è di buona qualità, migliorerebbe il metabolismo degli zuccheri, riducendo anche la pressione e il rischio cardiovascolare.

L’importante è non esagerare. Il cioccolato, infatti, fa bene solo a piccole dosi. Per chi ha il diabete il cioccolato non va eliminato totalmente, basta solo sapere quando fermarsi. Un monito valido soprattutto per i cittadini di Latina e Fiumicino, le due città del litorale laziale nelle quali si registra il numero più alto di cittadini affetti da questa malattia.

Stando all’ultimo dato pubblicato sul sito della Sanità del Lazio (leggi qui), il capoluogo pontino, con 8.416 casi, è la seconda città della regione (dopo Roma) con più diabetici. Segue Fiumicino, con 4.325 malati di diabete.

Leggermente inferiore ad Anzio, Civitavecchia e Nettuno (rispettivamente 3.870, 3.728, 3.513). Seguono poi Terracina (3.281), Ardea (3.070) e Formia (2.677).

Numeri più bassi si registrano a Ladispoli (2.514) e Cerveteri (2.238). Meno di duemila casi a Minturno (1.434), Gaeta (1.334), Tarquinia (1.209), Sabaudia (1.207) e Santa Marinella (1.132). Diversa, invece, la situazione sulle isole pontine: a Ponza sono 300 i cittadini malati di diabete, appena 30 a Ventotene.

Cosa fare allora con i dolci pasquali? Secondo Diabetes UK, il primo passo è eliminare il così detto cioccolato per diabetici che “non ha alcun beneficio in più per la salute rispetto al cioccolato normale, oltre ad avere tendenzialmente la stessa quantità di calorie e grassi”.

Non solo: secondo gli scienziati, “nel cioccolato per diabetici spesso sono contenute le tipologie peggiori di grassi, come quelli saturi. Il cioccolato normale contiene carboidrati sotto forma di zuccheri aggiunti che influenzano i livelli di glucosio nel sangue, mentre il cioccolato per diabetici contiene al posto dello zucchero alcuni dolcificanti, come il fruttosio e il sorbitolo, che influenzano comunque i livelli di glucosio nel sangue. A parità di caratteristiche, quindi, è consigliabile preferire il cioccolato normale, più economico e con minori effetti lassativi“.

(Il Faro online)