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Mister Matranga: “La Serie A ? Determinanti il gruppo e la società”

A una settimana dalla promozione nella massima serie, l’allenatore della Todis Lido di Ostia racconta l’eccezionale cavalcata della squadra. Una promessa mantenuta la vittoria del campionato. E sabato prossimo, ultima a Grosseto

Ostia – Un sogno realizzato grazie ad un gruppo fortemente unito. Lo ha sempre professato Mister Matranga nel suo lavoro. E oggi, con la Serie A del calcio a 5 conquistata quasi una settimana fa, la Todis si accinge a giocare la sua ultima partita in trasferta.

Massima attenzione però. Lo sottolinea l’allenatore della squadra lidense che nella prossima stagione disputerà il campionato massimo. Non bisogna disperdere ora, né energie, né quella preziosa eredità accumulata in stagione: “Abbiamo fatto una cavalcata eccezionale nel girone di ritorno”. Dichiara Matranga. E allora, siccome la seconda parte del torneo deve ancora terminare, è importante adesso restare concentrati e proseguire quella “cavalcata” bellissima nel Girone B della A2, che il roster lidense ha saputo mettere in campo.

Un lungo lavoro per Roberto Matranga. Un progetto messo a tavolino sin dal suo arrivo ad Ostia. 4 anni e mezzo di campionati e risultati. Ben tre promozioni raggiunte. Sin dalla C1. Categoria in cui Matranga ha preso per mano il gruppo. Insieme al suo staff che ci tiene a nominare, la guida tecnica della Todis applaude ai suoi ragazzi: “Sono un mix perfetto. Italiani e stranieri insieme. Tutti uniti verso un unico scopo”. E quella promozione giunta con la Tombesi Ortona venerdì scorso davanti al pubblico di casa è stato il frutto dei sacrifici, della determinazione e della resilienza dei giocatori. Sempre accanto a loro la società, anche nelle trasferte. E questo aspetto secondo Matranga, è stato determinante per portare la Todis Lido di Ostia in Serie A.

Un grande prestigio per tutto il territorio del X Municipio. Avere un team in prima divisione con dei giocatori di altissimo valore tecnico che hanno vestito anche la maglia della Nazionale, significa per i territorio incrementare il proprio valore. Con quell’alta qualità tecnica che la Todis già possiede. E’ orgoglioso di questo l’allenatore lidense. E racconta le sue impressioni a qualche giorno dalla vittoria del campionato. E’ felice. Fermo e deciso a proseguire il lavoro certosino di cura nei confronti di un gruppo di ragazzi, che in stagione, ha saputo interpretare in campo le richieste degli staff. Tecnico e dirigenziale.

Ha mantenuto la sua promessa Matranga. Lo racconta ai lettori de Il Faro on line. Una scommessa intessuta con il presidente Mastrorosato. La Serie A è arrivata. E Roberto è molto fiero di questo. E allora si che il lato umano viene prima. E si coglie dal suo racconto. 52 punti in cima alla classifica. E il sogno della massima serie avverato.

Una rivincita il passaggio in Serie A in stagione. Un treno perso lo scorso anno proprio all’ultima giornata. Un dolore per tutti. E una grande voglia di rifarsi. Un cammino anche interiore allora, sfociato nella vittoria del torneo odierno. Ostia ha il suo gioiello del calcio a 5. E sarà ancora il pallone a dire la sua. Adesso, tutti a Grosseto per finire in bellezza il campionato. E poi eccola, la Serie A. Dopo l’estate 2019.

Caro Mister Matranga, la Todis Lido di Ostia ha raggiunto una storica promozione. Quali sono le sue impressioni ?

“Venivamo dallo scorso anno. Nell’ultima partita avevamo fallito la promozione. Ci siamo  detti  che per migliorare dovevamo per forza vincere il campionato quest’anno. Grande merito va alla società.  Ha chiaramente messo a disposizione, sia del direttore sportivo che del direttore generale, le possibilità di investire in un importante roster di calciatori. I nostri dirigenti hanno acquistato i giocatori giusti. Nell’arco dell’anno, la squadra ha avuto dei miglioramenti e una crescita veramente esponenziale. Questo ha fatto in modo che, anche contro i pronostici, siamo riusciti a vincere il torneo”.

Cosa significa adesso trovarsi in Serie A ?

“Vuol dire tanto. Anche a livello di territorio. Portare Ostia nell’elite di uno sport è una grande responsabilità. Non dobbiamo quindi essere una meteora o una realtà di passaggio. Dobbiamo costruire qualcosa che possa rimanere e rendere ben visibili le potenzialità che ha questa società. Credo sia la volontà di tutti, di ben figurare. Credo allora ci siano le possibilità di allestire una rosa, per competere nella prima divisione.

Quali sono le caratteristiche e i meriti del suo gruppo di giocatori ?

“Sicuramente, ho trovato nei ragazzi una disponibilità assoluta nell’accettare quello che abbiamo chiesto. E’ normale che poi ci hanno messo del loro. Con capacità eccezionali. Se pensiamo che Gabriele Ugherani, Federico Barra e Cristian Cerulli sono stati convocati nelle Nazionali. Che Christopher Cutrupi è il nostro secondo miglior marcatore. Che Daniele Gattarelli è un giocatore chiaramente importante e attenzionato anche da grosse squadre, si può comprendere che il team ha un grande valore. Soprattutto negli italiani. Avendo tra le file giocatori come Jorginho, Jean Schacker e Papù che sono brasiliani, fa la differenza. Si è completato un mix perfetto che poi alla fine hanno collaborato e lavorato insieme, hanno fatto qualcosa di eccezionale”.

Cosa ha trasmesso come allenatore a questo gruppo di giocatori ?

“Il mio compito è stato quello di formare un gruppo di lavoro in cui tutti, reciprocamente, fossero importanti gli uni per gli altri. Ho lavorato molto su questo. Sul creare un gruppo solido e affiatato. Sin dall’inizio. Anche sulle dinamiche che poi io penso siano fondamentali per questo sport. Una compattezza e una situazione migliorativa che i ragazzi hanno seguito quotidianamente in modo assiduo e mettendoci anche del loro. L’esperienza che possiedo come ex giocatore, riportata anche come allenatore, ha fatto si che tante cose vissute, siano state trasmesse ai ragazzi. Hanno interpretato bene i miei insegnamenti, per facilitare il loro percorso. Queste sono le cose che insieme allo staff, Grassi, Briotti e Scalingella, ho messo sul piatto in questa stagione”.

Al fischio finale della scorsa partita, il sogno si è realizzato. A cosa ha pensato subito ?

“Ho rivissuto tutto quello che abbiamo fatto. Non solo quest’anno, ma sin dall’inizio della nostra personale esperienza alla Todis Lido di Ostia. Sono 4 anni e mezzo che alleno qui. Sono arrivato che la squadra era in C1 e oggi siamo arrivati in Serie A. Abbiamo fatto una bella cavalcata. Abbiamo conquistato tre promozioni. E’ stato un lavoro certosino, partito da lontano, poi c’era una promessa che dovevo mantenere. Una parola data. Tra me e il presidente Sandro Mastrorosato. L’avrei portato in Serie A. Sono stato contento che alla fine ho mantenuto la promessa. C’è molta unione tra noi e la dirigenza. Con Mastrorosato, Paolo Gastaldi e Lorenzo Salvi. Ci mettono a disposizione le risorse per gestire al meglio la squadra. C’è una situazione di condivisione. Un rapporto famigliare. Credo che il legame umano venga prima di quello lavorativo. Determinante questo”.

Manca ancora una partita alla fine del torneo di A2. Andrete in trasferta da campioni..

“Giochiamo sabato a Grosseto. Arrivare già campioni è bello. Si apre anche la possibilità di festeggiare ancora sul campo la promozione ottenuta. E magari far esordire qualche ragazzo italiano giovane che in stagione ha giocato poco. Vorrà comunque mettersi in mostra. Mantenendo sempre però in mente il nostro principale obiettivo. Nel girone di ritorno abbiamo fatto un cammino impressionate, non voglio disperderlo e rovinarlo nell’ultima partita. Massima attenzione sempre. I ragazzi dovranno dimostrare che sono in grado di stare in un gruppo che l’anno prossimo giocherà in Serie A”.

(Il Faro on line)