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Primo maggio e il rito del Pic-Nic fuori porta

Tutte le regole e le ricette per affrontare al meglio la prima di una lunga serie di scampagnate

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Cucina e Sapori – Si è ufficialmente nel pieno della primavera, e dopo gli stravizi della Pasqua con le lunghe soste a tavola a banchettare si ha voglia di un po’ di aria fresca, libertà, e cibi naturali. E quale modo migliore se non quello di organizzare un bel pic-nic per vivere tutte queste cose insieme. Il periodo è quello giusto. Il pic-nic è da sempre, nel nostro immaginario collettivo, un momento conviviale perfetto, senza formalismi ed etichette particolari, perciò sinonimo di spensieratezza e serenità.

La parola pic-nic, che deriva dal francese “pique e nique”, indica già di cosa si tratta; la prima parola richiama lo spizzicare cibi semplici, e la seconda qualcosa di minuto o piccolo.
L’antica origine di tale tipologia di convivio all’aperto pare risalga all’epoca medievale quando i branchi di cacciatori solevano fermarsi per rifocillarsi e risposarsi prima di ricominciare la caccia. Successivamente, con l’epoca vittoriana, questa modalità si trasformò acquisendo più cultura e estetismo, dando più importanza all’apparecchiatura e alla location. Nell’alta società inglese venne fondata addirittura la Picnic Society, un vero e proprio club che fece dei pranzi fuori porta una filosofia di vita e di arte, diventata poi nei secoli sempre più informale e alla portata di tutti. E così sono nati e diffusi nel tempo anche i vari strumenti per approcciarsi ad un pranzo sul prato o su di un tavolo di legno all’aperto: a cominciare dall’immancabile cestino in vimini fino alla metà del secolo scorso all’invenzione delle stoviglie di plastica.

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Ma come si può preparare un pic-nic perfetto? Quando si ha voglia di riconciliarsi con una vita più lenta e con la natura non si deve far altro che rispettare poche e semplici regole:

Le regole del Pic-Nic

Il meteo: prima di decidere se fare o meno un pic-nic si deve fare i conti con il signor “che tempo fa?”; è fondamentale assicurarsi che sia una giornata serena e che non ci sia troppo vento per la riuscita di una rilassante scampagnata.
La location: scegliere il posto più giusto per deliziarsi del bel paesaggio primaverile in un giardino, una pineta, una spiaggia a seconda delle preferenze e di ciò che si vuol fare dopo aver pranzato. La location va scelta anche in base alla domanda “pranzare per terra o seduti ad un tavolo di legno?”.
Il menù: in queste occasioni sono da preferire i cibi freddi e soprattutto facili da prendere. Non essendo accomodati su di una confortante sedia con in mano tutti gli strumenti per mangiare o bere, ci si deve adattare ad un pasto consumato anche distesi. Del resto è questo il bello del mangiare all’aria aperta!
Bisognerà rispettare la stagione garantendosi prodotti freschi e di qualità, preparare gustose merende contadine, valorizzare in cucina gli avanzi da consumare, scegliere la giusta carne per grigliate in sicurezza. Da evitare i cibi altamente deperibili al sole come salumi e formaggi freschi.
Le bevande: possibilmente trasportate con una borsa frigo ben attrezzata per tenerle sempre fresche.
Il cestino e l’apparecchiatura: utilizzare un cestino adatto per ogni tipo di menù; la grandezza giusta per il contenuto e le persone da sfamare, classica tovaglia a quadri e stoviglie leggere di plastica; ultimamente si usano molto i contenitori richiudibili e termici stile bento box oppure tupperware. In questo modo il cibo è ben organizzato ed è più facile porzionarlo. Si consiglia sempre di portare più di una coperta su cui sedersi.
Igiene e sicurezza: non meno importante è il rispetto della natura che ci ospita! Portare sempre con se delle buste per differenziare i rifiuti e non abbandonare i sacchetti nelle aree verdi ma riporli negli appositi casonetti è segno di civiltà umana; usare sempre piatti e bicchieri biodegradabili. Lasciare l’area circostante esattamente come è stata trovata, cioe pulita! Non utilizzare fuochi a terra o corrente elettrica, è un pic-nic e non un campeggio. Se si fa la grigliata negli appositi siti essere sempre accorti alla brace e pulirla al termine.
Un vecchio clichè vuole che l’organizzazione del menù da pic-nic sia affidato alla praticità della donna di casa, mentre all’uomo andrebbe la competenza della grigliata accompagnata da una fresca birra in mano; oggi non esiste più questa rigidità nei ruoli e tutti fanno tutto.

Le ricette che si possono preparare da portare nel vostro cestino sono davvero tantissime, tutte gustose e facili da preparare.

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Piatti per il menù del pic-nic

Primi di pasta fredda: si può iniziare con una fresca e invitante pasta fredda come i fusilli conditi con pesto, tonno, olive nere e pomodorini; se preparati la sera precedente il giorno dopo avranno preso un sapore più gustoso e invitante. Fredda è buonissima anche la pasta in teglia come quella al forno addizionata di formaggio, salame, piselli e altre infinite combinazioni.
Le Insalate: altro piatto freddo che non può mancare; le combinazioni sono tantissime: insalata di riso,
di pollo, di farro, greca, di polpo e patate, insalata russa, etc..
I ripieni: buonissime le torte salate ripiene come quella di patate e porri, salsiccia e scarola o ricotta e spinaci; i pomodori ripieni di riso o di tonno e i rotoli di pasta sfoglia farciti di mozzarella bresaola e rughetta o formaggio e salmone. La focaccia è sempre gradita, ripiena e non. E poi l’apprezzatissimo panettone gastronomico con il quale chiunque può sbizzarrirsi nei più svariati condimenti.
Le salse più in voga: il greco tzatziki e le salse tonnate. Da assaggiare “pucciandoci” una fragrante fetta di pane casareccio o come condimento a panini o insalate.
Frittate: la frittata è la regina del pic-nic; c’è quella di cipolla, di patate, con la salsiccia o con spinaci. Un pochino alta, tagliata a tringoli, da sola o tra due fette di pane. Semplici o composte con strati di formaggio e salumi tra due sottili frittate.

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La carne fredda: si va dalle polpette di ogni genere fino alla carne in fettine panata e fritta, da mangiare da sola con le mani oppure in un panino con le salse.
La carne fresca per la grigliata (se prevista): scegliere dei buoni tagli di carne è di grande importanza non solo per la riuscita della braciata ma anche per l’economia delle tasche. Uno degli aspetti del pic-nic è l’economicità oltre che la semplicità.
Poi gli immancabili: la parmigiana di melanzane, la torta al formaggio e la panzanella, che condita un poco prima è più buona. Ovviamente le varie forme e gusti di pizza, onnipresente in ogni occasione, fino ad arrivare all’abbinamento più godurioso senza il quale non sarebbe un vero primo maggio: gli indiscussi Fave e Pecorino; insieme sono un esplosione di sapori sul palato, croccante, dolce, piccante, da non poter smettere mai. Unica accortezza è quella di imparare a riconoscere una fava fresca e scegliere il giusto abbinamento con l’ampia gamma di pecorini che l’Italia è in grado di offrire.
I dolci: il dolce per eccellenza del pranzo all’aperto è la crostata con la confettura, che sia di frutti di bosco o albicocche. Lo strudel, torta di mele o muffin invece come scelta di riserva.
Frutta: senza ombra di dubbio quella di stagione; le fragole, nespole, ciliegie, pere o macedonie varie.

Gli imprevisti del pic-nic

Non è un vero pic-nic però se non c’è l’imprevisto! Chi ha dimenticato cosa, chi non ha fatto cos’altro.
Il contrattempo tutto sommato è accettabile, come lo stappa bottiglie dimenticato, la birra tiepida o peggio la borsa frigo unta di olio. Il vero mood è la spontaneità e la leggerezza; mangiare all’aperto con le mani o con posate di circostanza dà godimento come poche altre cose al mondo. Poi a seguire magari un buon libro, una pennichella, due chiacchiere o un po’ di estemporaneo sport con i primi vestiti estivi. Se all’improvviso il tempo malandrino fa le bizze tutti a scappare sotto il primo rifugio per attendere insieme la sperata spiovuta.

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(Il Faro online)

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