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Rischio tsunami sul litorale romano, a Pratica di Mare l’esercitazione interforze fotogallery

Il premier Conte: "Orgoglioso delle nostre Forze Armate", la ministra Trenta: "La Difesa deve diventare un sistema integrato"

Pratica di Mare – Un terremoto al largo del Mar Tirreno. Poi l’allarme tsunami sul litorale romano e l’attivazione di una Joint task Force. E’ questo lo scenario simulato all’aeroporto militare di Pratica di Mare alla presenza del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, del Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, e del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Enzo Vecciarelli.

esercitazione interforze pratica di mare

Duplice uso sistemico: impiego innovativo delle Forze Armate al servizio del Paese”: questo il nome dell’evento, al quale hanno assistito anche mille e duecento studenti romani, caratterizzato dal susseguirsi di possibili scenari di crisi causati da una calamità naturale come può essere uno tsunami.

Davanti agli occhi meravigliati delle scolaresche si sono alzati in volo droni, elicotteri e aerei impegnati in diverse missioni, come il trasporto sui mezzi dell’Aeronautica Militare di pazienti affetti da malattie altamente contagiose all’interno di barelle di biocontenimento, o l’Esercito Italiano che interviene per uno sversamento di materiale tossico pericoloso. E ancora: i Carabinieri della task Force “Unite4heritahe” che effettuano un intervento di recupero dei beni culturali da un edificio investito dall’onda anomala mentre gli elicotteri del soccorso aereo che recuperano i feriti.

Tramite questi scenari addestrativi, la Difesa ha mostrato agli studenti delle scuole romane le capacità con cui le Forze Armate e l’Arma dei Carabinieri supportano la Protezione Civile in caso di emergenze nazionali. Capacità queste che – sottolinea una nota del ministero – discendono dal continuo e capillare addestramento del personale militare per mantenere e migliorare continuamente le capacità di difesa della Patria, salvaguardia dello spazio aereo nazionale e per assolvere i compiti assegnati nelle missioni all’estero in cooperazione con altri attori della comunità internazionale.

Gli eventi sismici e il maltempo che hanno più volte colpito l’Italia, la lotta al terrorismo e il rafforzamento della sicurezza interna, hanno comportato un progressivo coinvolgimento delle Forze Armate che – prosegue il comunicato – hanno messo a disposizione dei cittadini le proprie capacità, il proprio addestramento e i propri mezzi in un quadro di attività sinergiche svolte dalle diverse Amministrazioni dello Stato e coordinate dal Dipartimento della Protezione Civile.

Poi un fuori programma nell’hangar dove il Premier e il Ministro della Difesa hanno visitato gli stand allestiti dalle Forze Armate. Conte è stato “abbracciato” da Zagor, un cane in forza ai Carabinieri con cui il capo del governo si è intrattenuto per diversi minuti.

“Con Zagor, amico a quattro zampe in forza ai nostri Carabinieri”, è il tweet con cui Conte rilancia il video che lo vede sollevare il cane – probabilmente un Bloodhound, sovente usato dai Carabinieri – e scherzare con lui all’interno dell’aeroporto militare di Pratica di Mare.

Conte: “Orgoglioso delle nostre Forze Armate”

“Il mio ringraziamento alle nostre Forze Armate che operano all’estero, in scenari anche pericolosi. Siamo orgogliosi del loro operato: spesso ho ricevuto complimenti dai miei colleghi su di voi”, ha detto il premier Conte al termine dell’esercitazione a Pratica di Mare.

“Questo evento, se mai ce ne fosse stato bisogno, dimostra le mirabili capacità organizzative e di coordinamento delle nostre Forze Armate negli interventi a supporto delle attività della Protezione Civile”, ha concluso il capo del governo. Poi alcune battute sul caso Siri e la situazione in Libia (clicca qui).

Trenta: “La Difesa deve diventare un sistema integrato”

“Oggi vogliamo fare in modo che la Difesa venga considerata come un vero e proprio ‘Sistema integrato’, connesso a più livelli, che opera in piena sinergia con le altre articolazioni dello Stato, per consentire al Paese di accrescere la sua capacità di risposta nei confronti di tutte quelle emergenze di vario tipo che possano turbare il regolare svolgimento della vita dei cittadini”.

Così il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, nel suo intervento a Pratica di Mare davanti agli studenti delle scuole romane. “Fondamentale sarà, in tal senso – ha proseguito – anche la collaborazione con l’industria, l’accademia, il settore privato, e soprattutto il coraggio di investire di più nella ricerca e nell’innovazione tecnologica del comparto Difesa, per sviluppare nuove capacità militari ‘multipurpose by design’, vale a dire nuove capacità multiruolo e multiscopo per compiti duali”.

“L’attività odierna – ha proseguito la Trenta- è il frutto dell’addestramento che i nostri militari conducono quotidianamente per svolgere i loro principali compiti istituzionali, sia in patria sia all’estero, e che consente loro di intervenire efficacemente anche in attività di concorso con le altre articolazioni dello Stato in caso di emergenze, calamità e supporto alla popolazione. E’ questo lo spirito interforze e interagenzia ed è questa la valenza ‘duale’ che oggi contraddistingue l’operato dei nostri militari di fronte alle necessità del Paese e dei cittadini, che devono poter contare sulla presenza, sulla risposta e sulla solidarietà delle proprie Forze armate ogni qual volta ne hanno bisogno”.

Con il progetto “duplice sistemico” si è avviato, ha spiegato il ministro della Difesa, “un percorso inter-dicasteriale per sollecitare una riflessione comune sul tema di difesa collettiva, mappare le capacità a duplice uso della Difesa, recepire indicazioni circa le ulteriori capacità a duplice uso che la Difesa potrebbe sviluppare e mettere a disposizione”.

Tutto ciò, tenuto conto che “nel corso dell’ultimo decennio, alla Difesa è stato chiesto sempre più spesso di mettere a disposizione degli altri dicasteri le proprie competenze e capacità per lo svolgimento di compiti non prettamente militari, proprio nell’ambito più ampio del concetto di ‘resilienza nazionale’. In questi anni il contributo delle Forze armate è stato fondamentale nella gestione delle emergenze, delle calamità naturali e, in generale, nelle operazioni di supporto alle altre articolazioni dello Stato”.

“Siamo certi – ha concluso Trenta – che l’applicazione del Duplice Uso Sistemico favorirà la rimodulazione del concetto di Difesa, contribuendo in tal modo ad accrescere la resilienza del Sistema-Paese e a rendere la Difesa stessa ancora più moderna e sostenibile”.

Vecciarelli: “Non è un semplice dispiegamento di mezzi”

“Un’attività utile a dimostrare sul campo la capacità di fare sistema, collaborando e sviluppando un’azione integrata ed efficace per la sicurezza del paese e dei suoi cittadini”. Con queste parole il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Enzo Vecciarelli, ha riassunto l’obiettivo e lo spirito che hanno fatto da filo conduttore all’evento.

Non si tratta solo di dispiegare mezzi ma di essere in grado di immaginare in maniera innovativa l’impiego, adattandolo a scopi non prettamente militari e di integrarsi con una marcata caratterizzazione inter-agenzia perché tale è l’unico approccio che può essere dato nell’affrontare scenari caratterizzati da una pluralità di emergenze co-esistenti”, ha spiegato Vecciarelli.

Ciò non significa ridimensionare i compiti militari di difesa del Paese, che sono l’essenza delle Forze Armate, ma migliorare il loro apporto per essere sempre più utili al Paese”, ha concluso.

(Il Faro online)