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Venturini (Popolari per l’Italia): “Crescita debole e debito in aumento: Europa troppo rigida, Italia sprecona”

"Occorre un cambio di passo, senza chinare la testa di fronte agli altri Paesi, ma nemmeno lanciandosi senza coperture in avventate disposizioni che aumentano il debito pubblico".

Roma – “Dopo le previsioni di Bruxelles, che vedono un ulteriore peggioramento dei conti dell’Italia, si complica il percorso che porterà alla legge di Bilancio. Una manovra che dovrà trovare i 23 miliardi necessari per fermare gli aumenti Iva e accise e altri soldi – fino ad arrivare a circa 35 miliardi – per mantenere la promessa gialloverde di calo delle tasse. Questi numeri sono la rappresentazione di tutto ciò che non va nel sistema economico europeo: da un parte la rigidità eccessiva nel definire il rapporto deficit/pil come unico parametro di sviluppo per gli Stati, dall’altra gli stessi Stati che azzardano promesse e interventi non sostenibili, aggravando il quadro generale”.

Lo afferma Antonfrancesco Venturini, capolista dei Popolari per l’Italia, alle prossime elezioni europee, nel collegio Italia Centro.

In medio stat virtus, dicevano i latini, e nel caso di queste elezioni europee il centro, incarnato dai Popolari per l’Italia, rappresenta quell’equilibrio che immagina investimenti per il nostro Paese senza dover rincorrere il consenso di prima mano, ma nel contempo una interlocuzione più serrata con Bruxelles per permettere all’Italia investimenti non di sussidiarietà ma di prospettiva.

Mai come oggi sembra opportuno rivalutare nuove politiche di tutela per il lavoro dipendente, perno fondamentale della classe media. Il mercato del lavoro va rilanciato anche favorendo le piccole e medie imprese, sostenendole con il credito, e tutelandole in sede comunitaria rispetto a decisioni che riguardano interi settori (latte, arance, pescato, ecc.)

Ad oggi registriamo una crescita debole, attorno allo 0,1-0,2% del Pil, un debito in aumento, un deficit proiettato oltre il 2,04% concordato con l’Ue a dicembre scorso.

E’ del tutto evidente – conclude Venturini – che occorre un cambio di passo, senza chinare la testa di fronte agli altri Paesi, ma nemmeno lanciandosi senza coperture in avventate disposizioni che aumentano il debito pubblico”.