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Da “Il Manifesto di Ventotene all’Europa”, ecco l’iniziativa di Cgil, Cisl e Uil

Cgil, Cisl e Uil: "L’iniziativa ci riporta all’attualità del Manifesto e spinge a rinnovare l’impegno per un Europa unita e politicamente autorevole."

Ventotene e Latina – “CGIL, CISL E UIL – dichiarano i Segretari Generali Territoriali di Latina Anselmo Briganti, Roberto Cecere e Luigi Garullo ritornano sul tema dell’Europa per rilanciare i valori e i principi del “manifesto di Ventotene”, con un seminario sul futuro dell’Europa che doveva svolgersi proprio sull’isola di Ventotene il prossimo 13 maggio, ma che a causa delle condizioni meteo non ottimali, si terrà nello stesso giorno a Latina presso la storica sede del Circolo Cittadino. L’iniziativa sarà comunque strettamente legata e imperniata all’isola dove le segreterie unitarie ritorneranno.

All’evento parteciperanno oltre 200 fra quadri e delegati del sindacato, provenienti da tutta la provincia di Latina, oltre a Franco Martini, presidente assemblea CGIL Nazionale, Andrea Cuccello segretario Nazionale CISL e Pierpaolo Bombardieri segretario Generale aggiunto della UIL Nazionale.”

“Crediamo che questa giornata che vede insieme tutto il Sindacato Confederale – aggiungono Briganti, Cecere e Garullo -, proprio in una fase così delicata per la coesione dell’Europa stessa, possa divenire anche un momento di coinvolgimento delle istituzioni e di arricchimento di contenuti e valori.”

All’iniziativa sono stati invitati anche il sindaco di Latina Damiano Coletta, oltre ai Sindaci di S. Felice Circeo Giuseppe Schiboni, di Ventotene Gerardo Santomauro e di Ponza Francesco Ferraiuolo, che, per altro, hanno visto la recente assegnazione ai rispettivi comuni rappresentati, del titolo “Città della cultura della Regione Lazio 2019” con il progetto “Il Mare di circe – Narrazioni e mito”. Saranno, inoltre. presenti il presidente della Provincia di Latina Carlo Medici e il Presidente del Consiglio regionale del Lazio Mauro Buschini.

La pace – concludono CGIL CISL UIL – può essere raggiunta solo con l’autodeterminazione dei popoli, con la libertà e la democrazia. Sono questi i principi che fondano la legalità di una vita sociale e che vengono sovente compromessi in troppe aree del nostro pianeta.

Anche l’Europa del secolo scorso, dilaniata da una guerra e offesa da tracotanti totalitarismi, trovò un faro nel Manifesto di Ventotene quale argine al dispotismo per un Europa libera e unita.

Esiliati dai fascisti, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, nel 1941, intuirono che solo una Federazione Europea con un Parlamento autorevole può creare le condizioni per preservare la pace ed assicurare una prospettiva di crescita ed un futuro alle giovani generazioni.

Quegli obiettivi propugnati in quel documento così emblematico rischiano di allontanarsi in un Europa così disarticolata e lacerata che fatica ad affermare i valori della solidarietà e della condivisione. Eppure – proseguono dai sindacati – c’è sempre più bisogno di Europa!

Da decenni è venuta meno la dimensione nazionale della crescita e, nel contempo, è venuta meno la coincidenza del mercato nazionale con lo Stato.

Le stesse politiche economiche pensate all’insegna dell’austerità con ombrelli protezionistici, che giustificano differenze di velocità e sviluppo, sono rimaste spiazzate da irrefrenabili processi di internazionalizzazione e globalizzazione.

La vicenda della crisi economica della Grecia del 2010 deve interrogarci su come vanno governati processi economici complessi e quale deve essere in futuro il ruolo dell’Europa per superare le crescenti diseguaglianze e contribuire a costruire sempre più sistemi competitivi e processi d’integrazione economica all’insegna della democrazia, della libertà e della solidarietà.

La sfida è quella di costruire una nuova sovranità delle istituzioni europee partendo dal rafforzamento dei poteri reali in economia e in politica estera in una funzione essenzialmente sussidiaria. Principio questo secondo il quale l’esecuzione di alcuni compiti che, per le loro dimensioni e per l’importanza degli effetti, dovrebbe essere riservata alle istituzioni comunitarie e non agli Stati membri.

L’iniziativa organizzata a Ventotene ci riporta all’attualità del manifesto di Spinelli e – conclude la nota – ci deve spingere a rinnovare l’impegno del sindacato per la costruzione di un Europa davvero unita e politicamente autorevole, in grado di affermare la crescita, la solidarietà e il lavoro.”

(Il Faro on line)