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Latina, 8 anni di reclusione per l’uomo che aveva massacrato di botte il piccolo Lucky

Una pena severa per non rendere vano il sacrificio di Lucky, che ha portato alla luce una storia di violenza e maltrattamenti in famiglia.

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Latina – Quasi 1 anno fa, la storia del piccolo Lucky, il cagnolino trovato, ormai moribondo, in un cassonetto dell’immondizia di Latina, dopo che qualcuno l’aveva massacrato di botte (Leggi qui), aveva commosso l’intero capoluogo pontino, portando anche l’associazione “Amici del cane” a sporgere denuncia prima e a costituirsi parte civile, poi (Leggi qui).

Ora, per il 69enne che avrebbe agito contro Lucky per vendetta contro la moglie (Leggi qui), è arrivata la condanna: 8 anni di reclusione. A infliggerla, nell’udienza preliminare, il giudice del Tribunale di Latina, Giuseppe Cairo.

Una pena più severa rispetto ai 5 anni e 4 mesi chiesti dal Pm al termine della sua requisitoria, proprio per non rendere vano il sacrificio del piccolo Lucky, che, con la sua prematura scomparsa – aveva soltano 2 anni -, ha portato alla luce una storia di violenza e maltrattamenti in famiglia, che andavano avanti da ben 17 anni.

Un’orrore che era venuta fuori dopo che, tramite l’individuazione dell’auto che si era fermata nei pressi del cassonetto per abbandonare il cagnolino, si era risaliti all’uomo, scoprendo come, il movente del gesto, fosse da ricondurre a un atto di vendetta contro la moglie.

Una tesi, poi, confermata anche dagli altri familiari duranti gli interrogatori: un uomo violento, che non conosceva ne limiti, ne pudore – alcuni mesi prima dell’accaduto si era masturbato, in casa propria, di fronte ad alcuni minorenni.

Un contesto drammatico che, ad agosto dello scorso anno, aveva, poi, convinto il gip Pierpaolo Bortone a procedere con l’arresto dell’uomo per maltrattamenti familiari e violenza sessuale aggravata.

(Il Faro on line)

 

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