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Filippo Tortu: “Carico per i 200, al Golden Gala voglio un Olimpico stracolmo” foto

Chiama all’adunata i tifosi di atletica leggera il campione dei 100 metri. Sugli spalti chiede il grande tifo, per quei 200 che tornerà a correre dopo due anni

Il Faro on line – Aveva esordito nei 200 Filippo. L’urlo dello Stadio Olimpico, come un grande ruggito di fondo  e di incoraggiamento, lo aveva accompagnato fino al traguardo. E in curva, laggiù sotto la Nord, prima di piombare sugli ultimi 100 metri, il tifo si era infiammato.

Arrivò quarto il recordman dei 100 metri italiani con 20”34 in cronometro. Un grande tempo quello. E di lì a poco, solo a un anno di distanza, avrebbe superato il primato di colui, che ha dato il nome a quella manifestazione in cui Tortu tornerà a gareggiare il prossimo 6 giugno: “E’ un’occasione speciale. Correre i 200 metri al Golden Gala. Evento che di Pietro Mennea porta il nome”. E poi anche lui. Berrutti. A Roma vinse il titolo olimpico su quella distanza su cui Filippo sta rodando voglia e velocità. Lo ammette lui stesso: “..anche Berruti. Allo Stadio Olimpico vinse l’oro a Roma 1960”. Ci sono tutti gli ingredienti, per firmare di nuovo una grande prestazione. Quella che può fermare il tempo, un tempo storico sul traguardo e un tempo metafisico, come quello dell’equilibrio cosmico.

Lo cerca Filippo al Golden Gala per stupire ancora. Come desidera raggiungere il suo record personale: “E’ l’obiettivo minimo – ha ammesso al Coni – voglio capire se posso farli anche a Doha. Roma sarà fondamentale quest’anno, ma anche per il prossimo, a Tokyo”. E il sussulto arriva, quando si pensa alle Olimpiadi.

Tutta su di lui allora, l’attenzione. Alla conferenza stampa di presentazione del Golden Gala Pietro Mennea 2019, svoltasi ieri mattina al Salone d’Onore del Coni, è stato lui il protagonista principale. La stella della Fidal. Il campione a cui l’atletica leggera italiana guarda per crescere, tutta insieme. Era appena sbarcato da Yokohama e con il fuso orario ancora addosso, Filippo ha ammesso: “E’ stato grande il Mondiale in Giappone. Un 38”29 con la 4×100 è un risultato eccezionale. Una delle gare più belle della mia carriera”. Arrivata non solo grazie al suo talento sopraffino, ma anche grazie ad un team di campioni: “Un affiatamento speciale con i miei compagni. Uno spirito di gruppo, mai avuto prima. E’ stata l’arma in più”.

Ha staccato il pass della qualifica mondiale Tortu insieme a Davide Manenti, Marcell Jacobs e Fausto Desalu. Una finale sfortunata per gli azzurri. Spezzata lì. Su una involontaria gomitata di un avversario sul petto di Manenti. Là il testimone è scivolato dalla mano dell’azzurro che non ha potuto passare la frazione a Tortu. E lui non ha potuto correre. Fino al traguardo. 100 metri morti nelle gambe. E quell’immaginazione di una sorte che ha stuzzicato tutti: “Come sarebbe andata la finale..se Filippo avesse agganciato il testimone ?”. Non si sa. E Tortu lo dichiara: “Con i se e con i ma, non si fa la storia..”. Ha detto davanti a tutti. E allora, ciò che bisogna fare adesso, è guardare oltre. E prima del Golden Gala, l’atleta delle Fiamme Gialle scenderà in pista a Rieti. Il 24 maggio ecco la sua prima uscita stagionale in Italia, all’aperto sui 100.

Si farà rotta in seguito sulla manifestazione della Iaaf Diamond League. Una gara dei 200 a cui Filippo tornerà dopo due anni. Ci sarà anche Desalu con lui in pista: “Si..è la prima volta che ci gareggio contro. Sono curioso di sapere come andrà. Dovremmo correre veloci”. Ha ammesso in conferenza. E non solo. Lo staff organizzativo le ha disegnato intorno una distanza da grandi campioni. Insieme al campione europeo e vicecampione mondiale under 20 dei 100, loro. I big : Lyles, Norman e Guliyev. Ma Filippo freme: “Sarà bello sfidarli. Non vedo l’ora di capire, come posso esprimermi”. E se lo ricorda quel boato di fondo dello Stadio Olimpico. Non lo ha sentito solo nel 2017, nei 200, ma anche l’anno successivo in occasione della gara dei 100: “Ho vissuto quel calore e quel boato. Vorrei che lo stadio fosse stracolmo e carico”.

Pronto per tifare il pubblico del Golden Gala. Come Tortu lo è per scendere in pista. Si attende solo lo start allora. Laggiù sotto la Tribuna Tevere. Via verso i 200 metri.

Fonte dichiarazioni : Diretta Facebook Coni – fidal.it

Foto : Staccioli/Fidal