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Grandi pulizie a ponte Marconi: torna la spiaggia libera Tiberis

Detenuti del progetto #MiriscattoperRoma al lavoro sulle sponde del Tevere per preparare la riapertura della contestata spiaggia Tiberis. Quest'estate anche telecamere di videosorveglianza

Roma – Grandi pulizie sulla sponda del Tevere all’altezza di Ponte Marconi: il Campidoglio riaprirà Tiberis, la tanto contestata spiaggia libera cittadina.

I lavori fervono a valle di Ponte Marconi nello stesso spiazzo dove nell’estate 2018 il Comune di Roma ha allestito la spiaggia libera “Tiberis“. L’area ieri, martedì 21 maggio, brulicava di divise arancioni dell’Ama in uso ai detenuti del carcere di Rebibbia impegnati nei lavori socialmente utili del progetto #MiriscattoperRoma. I giardinieri sfalciavano l’erba alta e incolta mentre altri operai posavano sacchetti di sabbia, evidentemente per ricreare la duna con palmetta spianata durante l’inverno e riformare i campi di beach volley.

Al momento nessun atto a tal proposito risulta pubblicato sul sito istituzionale del Campidoglio riguardo agli impegni finanziari assunti per la riapertura di Tiberis. Lo scorso anno l’apertura al pubblico arrivò il 6 agosto (vedi qui l’articolo) e vennero spesi 240 mila euro e l’iniziativa si meritò l’appellativo di “abusivismo” da parte della Soprintendenza ministeriale ai Beni culturali.

La spiaggia libera Tibers sotto Ponte Marconi in un'immagine dell'estate 2018

La spiaggia libera Tiberis sotto Ponte Marconi in un’immagine dell’estate 2018

Nonostante l’assenza di documenti ufficiali, che si tratti della sistemazione propedeutica alla riapertura della spiaggia libera Tiberis è confermato anche dal sopralluogo effettuato dai tecnici per il posizionamento delle telecamere di videosorveglianza. Gli occhi elettronici dovrebbero essere posizionati per proteggere gli arredi dell’arenile comunale e del vicino accesso al porticciolo dal quale salpano i turisti per le discese sul Tevere in barcone.

C’è da immaginare che a Ostia l’iniziativa non verrà accolta con apprezzamento: l’amministrazione capitolina e quella municipale non riescono a organizzare un dignitoso servizio di salvataggio a mare e di pulizia sulle spiagge libere naturali. Evidentemente per Roma il suo mare non è un bene da valorizzare sul pianto turistico e dei servizi.