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Manuela Mennea: “Auguro a Filippo Tortu tutti i successi possibili”

Racconta la moglie del Mito Pietro. Un’amicizia speciale con la famiglia del campione delle Fiamme Gialle. Felice che proprio lui sia il nuovo detentore del record sui 100 metri. E la figura di Mennea non passa. Da esempio. Anche per Tortu

Il Faro on line – A volte la vita crea intrecci incredibili e ci si accorge che là dove le cose sembrano state scritte dal caso, è il destino a tessere la tela della storia. E il caso non esiste per niente. E probabilmente anche per loro è stato così.

Filippo Tortu e Pietro Mennea. Legati forse da sempre. Talenti sublimi dell’atletica leggera. Il primo giovane e già campionissimo di fama internazionale. E il secondo. La Leggenda. Il Mito. E il record che li tiene stretti stretti l’uno con l’altro. Sin dall’infanzia Filippo conosceva Pietro. Lo racconta sua moglie Manuela. Oggi grande narratrice della storia infinita e splendida di un campione che ha cambiato la storia dell’atletica leggera.

Per i lettori de Il Faro on line, Manuela racconta di quelle estati in Sardegna. La famiglia Tortu insieme a loro. Lei e Pietro. E il recordman dei 100 metri delle Fiamme Gialle, bambino e già così generoso e trasparente con le persone. Lo sottolinea la Sig.ra Mennea. Con molto affetto per un ragazzo, che da bimbo, già mostrava un carattere pulito e lieto. Come quello che oggi lo contraddistingue dai suoi coetanei. E insieme allora. Fatti incontrare dal destino. Un campione di quel tempo, uno dei più grandi sui 100 metri piani, con medaglia olimpica a Mosca nei 200 metri e lui. Il bambino Tortu che 20 anni dopo in Spagna, si sarebbe preso quel record sui 100: “Sono molto felice che proprio Filippo abbia abbattuto il record di Pietro. Lo conosco da bambino”. Ha dichiarato Manuela.

E’ molto felice di poter parlare di Filippo, come ancora del suo Pietro che ha segnato la storia. Ed entrambi e in tempi e in modi diversi hanno firmato prestazioni eccezionali. Hanno fermato cronometri e cuori sul traguardo. Stupore e gioia. Da infarto. E forse in quei pomeriggi in Sardegna, già Pietro passava il suo testimone a Filippo nella corsa e nella specialità regina dell’atletica. Lo ha sempre ammirato Tortu. E ne ha spesso parlato. Adora e ammira Pietro Mennea e ora il racconto di Manuela ne svela alcuni motivi: “C’è un rapporto che va oltre quello che è accaduto per il record italiano – ha sottolineato – è tanto che ci conosciamo”. Sembra una favola. Un predestinato Filippo. Insieme a Pietro e sin da bambino. E un giorno avrebbe proprio lui superato quel primato da sempre appartenuto a Mennea: “Non sapevo che il record dei 100 appartenesse a Pietro – ha detto Manuela – l’aveva fatto solo lui il 10”01 quindi c’era solo lui in questo ambito storico. Per Pietro il record tuttavia andava oltre. E sono stata felicissima che proprio Filippo abbia raggiunto questo traguardo”.

E che traguardo. Sulla pista di Madrid e alle porte dell’estate del 2018, ecco la storia di nuovo scritta. 9”99 sui 100 metri. Velocissimo. Meno di due centesimi rispetto a Pietro. Ma Manuela ammira questo campioncino, campione, che oggi ha una promettente strada di fronte a sé e già conferma : “E’ un esempio di imitare Filippo. Spero che faccia il meglio possibile. I record ci sono per essere abbattuti e se fosse ancora Tortu a farlo e anche sui 200, non sarei che contenta”. Ha aggiunto.

E l’appuntamento sui 200 metri è segnato in calendario. Il prossimo 6 giugno al Golden Gala, Tortu scenderà di nuovo in pista sui 200 metri e vorrebbe rosicchiare qualche secondo o centesimo al suo personal best sulla distanza: “Sicuramente Filippo fa il suo primato personale. E’ molto concentrato in questo”. Lo profetizza Manuela. Lo desidera per un ragazzo che merita e per quella famiglia di grandi valori, che ha saputo tirare su un campione del genere.

L’evento della Iaaf Diamond League in Italia, che porta il nome di Pietro. E Filippo là sui 200 a cercare la storia ancora una volta allo Stadio Olimpico di Roma. La sua personale. Il suo record da firmare oltre il 20″34 del 2017. Ancora insieme allora. Lui e Pietro. Come in quelle lontane estati sarde. E l’estate del 2019 si potrebbe aprire ancora con una favola da raccontare nell’atletica leggera. In simbiosi insieme. L’ombra benevola di Mennea su Tortu. Benefica. E caricante. In questo si somigliano. Lo dice Manuela: “A Pietro caricavano 80 mila persone. E anche per Filippo è così. Lo ha detto al Coni, alla conferenza stampa di presentazione del Golden Gala”. E quando Il Faro on line le chiede se queste due grandi figure dell’atletica si somiglino in qualche modo, Manuela risponde: “Probabilmente in questo. Nel sentire il pubblico. E aspettare senza paura lo start davanti a migliaia di occhi che guardano”.

Si incontreranno ancora, allora. Filippo e Pietro. Su quella partenza dei 200 sotto la Tribuna Tevere e verso la Monte Mario. Nella manifestazione che porta il nome del Mito Mennea. E sui 100 metri di Rieti il prossimo 24 maggio, tornerà il ricordo di Pietro. Nel cuore e nelle menti. Vedendo proprio lui, Filippo Tortu, impegnato nella Fastweb Cup. Fermo, deciso e pacifico. Verso il traguardo. E’ così che la storia dello sport va avanti. Da campione a campione. Sempre. Con rispetto. Un passaggio di vite, di storie e di record. Ed è il destino a fare la sua parte. Come la fece in Sardegna. E sin da quegli inizi. Il bambino Tortu un giorno avrebbe conquistato il record di quel signore più grande con cui giocava in spiaggia. Incredibile. Una storia da raccontare. Una magnifica favola di sentimenti, valori e velocità. Verso il traguardo. Dello sport e della vita.

Cara Manuela, puoi raccontare l’origine del legame di amicizia che ti lega alla famiglia Tortu ?

“Il papà di Filippo è il cugino di una mia amica di infanzia. La mamma era la compagna di banco di mia mamma. Praticamente loro hanno casa in Sardegna, dove l’abbiamo noi. Quando Filippo era piccolino, siamo andati spesso a cena da loro. Io e Pietro. C’è un rapporto che va oltre quello che è accaduto per il record italiano. E’ tanto che ci conosciamo. Sono molto felice che proprio Filippo abbia abbattuto il record di Pietro. Lo conosco da bambino. Me lo ricordo da piccolo. Un angelo e solare da sempre. Sono una splendida famiglia. L’importanza di essa coincide poi anche con i risultati sportivi e con il carattere della persona”.

Con Filippo vi siete visti lo scorso 14 maggio al Coni. In occasione della presentazione della prossima edizione del Golden Gala Pietro Mennea. Puoi dire che cosa vi siete detti ?

“L’ho incontrato alla conferenza stampa del Golden Gala e non vedeva l’ora di dormire nel suo letto..dopo il viaggio da Yokohama (ride). Me lo ha detto. Da tanto  tempo lontano da casa.. . Nonostante la stanchezza era disponibile con tutti. Non poteva esserci persona migliore per me, che abbattesse il record di Pietro. E’ come una favola. Sono contentissima”.

Che cosa di particolare diceva Pietro a Filippo e alla sua famiglia in Sardegna ? Parlavano di atletica ?

“Al tempo il fratello Giacomo correva e Salvino chiedeva a Pietro dei consigli. Si confrontavano con tutto quello che era il mondo dell’atletica. Al mare. Loro sono della Brianza e andavano in vacanza in Sardegna. Origini sarde. Lo zio di Salvino era il padre di questa mia amica. C’era questo bimbo, me lo ricordo benissimo, un angioletto. Sempre sorridente”.

Quando Filippo ha abbattuto il record di Pietro, come ti sei sentita ?

“Sono stata contenta. Non sapevo che il record dei 100 appartenesse a Pietro. L’aveva fatto solo lui il 10”01 quindi c’era solo lui. Per Pietro il record andava oltre. Sono stata contentissima. Non è giusto creare tuttavia una contrapposizione tra Pietro e Filippo. Non è giusto caricarlo di questo peso. Pietro ha avuto una carriera durata 20 anni.. e Filippo è solo all’inizio e ha 20 anni. Quindi non è neanche giusto caricarlo di questo peso. Lui è sereno. E’ molto carino. E’ un esempio di imitare. Spero che faccia il meglio possibile. I record ci sono per essere abbattuti e se fosse ancora Tortu a farlo e anche sui 200, non sarei che contenta. Un po’ di rammarico c’è e solo perché sento che un pezzettino di Pietro andrebbe via.. ma è un fatto mio personale ed emotivo, ma sarei strafelice per Tortu. Non perché un giorno si cancella il primato”.

..E che cosa hai detto a Filippo?

“Gli ho detto che ero molto contenta. Gli ho fatto i complimenti”.

Pietro Mennea ha scritto la storia dell’atletica leggera. E ancora oggi è ricordato nel mondo dello sport..

“Quando giro l’Italia mi accorgo di quanto Pietro abbia fatto. Mi ha scritto una mamma di un bambino di 11 anni alla Fiera del Libro di Torino e mi ha detto che le era spiaciuto non essere potuta arrivare in tempo, perché suo figlio è super tifoso di Pietro e sa tutto di lui.  Mi fa piacere che i giovani sappiano, senza averlo conosciuto direttamente. Resta nell’immaginazione collettiva. Un campione normale e umile. Tutti ce la possono fare. Lui lo diceva sempre : “Con umiltà, determinazione e sacrificio tutti possono raggiungere grandi traguardi”. Crederci e impegnarsi. Recentemente in una sua intervista, Alessia Maurelli, la capitana della squadra delle Farfalle azzurre ha detto: “Mi ispiro a Mennea. Quando avevo 12 anni, lui venne a Ferrara e mi abbracciò. Ricordati che la fatica paga”. Colpisce che poi questa ragazza allora bambina è rimasta con il ricordo di un campione dell’atletica che l’abbia incoraggiata. Le parole di Pietro sono state la goccia che l’hanno spinta ad arrivare così in alto nello sport..”.

Tortu ha dichiarato che al Golden Gala vorrebbe conquistare il suo primato sui 200 metri. La distanza simbolo di Pietro. E in un evento che porta il suo nome. Cosa pensi ?

“Nei 200 metri al Golden Gala. Sicuramente Filippo fa il suo primato personale. E’ molto concentrato in questo. Anche suo papà Salvino è molto molto accorto e attento. Non solo perché è il padre e suo allenatore, ma è anche un bravissimo tecnico competente. Filippo riesce a gestire tutto”.

Secondo te, c’è qualcosa che accumuna Filippo con Pietro ?

“Quando ero bambina e avevo una gara mi veniva il mal di stomaco. E ricordando questo fatto, chiedevo a Pietro come facesse a tenere la tensione e a correre davanti a 80 mila persone. Mi diceva sempre: “A me caricavano. Mi esaltavano”. Ecco.. Filippo ha detto la stessa cosa. Ha dichiarato: “Non vedo l’ora di andare allo Stadio Olimpico per sentire tutte quelle persone che fanno il tifo per me. Mi da forza”. Sono più o meno le stesse parole che diceva Pietro. Lui questo non lo può sapere in fondo. E’ una specie di predestinato probabilmente. In questo si somigliano. Senza spacconeria e voglia di esibirsi. E’ molto carino Filippo. Disponibile. Non montato. Con tutte le persone che adesso lo conoscono”.

Cosa auguri a Filippo ?

“Auguro a Filippo tutti i successi possibili. Non solo nello sport, ma anche nella vita. Tutte le cose migliori per lui e sempre in serenità e gioia. Non posso che augurargli questo”.

Secondo te si somigliano in pista, nel modo di correre ?

“Non sono un tecnico. Filippo ha una bellissima corsa..sembra più sciolto rispetto a Pietro. Lui sembrava più contratto. Ma sono assolutamente atecnica. Ho visto Pietro correre solo in tv. Filippo l’ho visto correre e allenarsi dal vivo. Non riesco a confrontarli in modo diretto. Forse hanno un fisico non grosso entrambi. Naturale. Non massiccio. Ricorda Pietro probabilmente in questo”.

E’ importante la figura di un campione. E’ un modello da seguire per la società civile. Cosa diceva Pietro di questo ?

“Pietro parlava della responsabilità sociale di un atleta. Eticamente deve dimostrare che deve essere preso di esempio. Diventare un campione”.