BERRUTI PER TORTU |
Sport
/

Livio Berruti: “Tortu, un campione pulito da prendere da esempio”

28 maggio 2019 | 22:31
Share0
Livio Berruti: “Tortu, un campione pulito da prendere da esempio”

Ha parlato del recordman dei 100 metri la leggenda dei 200 metri al Coni. In occasione dei festeggiamenti per gli 80 anni, il campione olimpico di Roma 1960 ha designato Filippo. Un atleta che porta un messaggio di pace

Il Faro on line – Aveva già parlato di lui, Livio Berruti. E Tortu suo grande ammiratore spesso aveva dichiarato di prendere il campione olimpico dei 200 metri a Roma 1960, da esempio.

Ha restituito oggi al Coni quelle parole Berruti, al recordman dei 100 metri delle Fiamme Gialle. Durante la grande festa che ha celebrato i suoi 80 anni, la leggenda dell’atleticaleggera italiana ha omaggiato il fenomeno dei 100, che si appresta a diventare egli stesso leggenda della velocità azzurra. E solo il vento lo ha fermato a Rieti. Un 9”97 ventoso venerdì 24 maggio. Ma quel record sceso di due centesimi lo ha siglato. Non omologato. Ma ce l’ha nelle gambe. E Livio ad osservare da lontano il campioncino gialloverde, futuro campionissimo dell’atletica leggera.

Lo ha apostrofato allora in quel concetto lì. In quello sport pulito che nel 1960 c’era. Altri tempi quelli, probabilmente più sani, più genuini anche nello sport. Ne ha parlato Berruti. Nella sua intervista rilasciata all’Ansa, ha descritto quegli anni e ha parlato proprio di Filippo: “Seguire l’esempio di uno che sta diventando un grosso personaggio nel mondo dell’atletica, Filippo Tortu”. I destinatari di questo esempio sono sicuramente anche i giovani. Tortu è un campione pulito. Generoso. Semplice. Sempre sorridente. Come anche Manuela Mennea lo ha descritto. Nella sua intervista rilasciata a Il Faro on line, la moglie del grande Pietro ha raccontato della sua amicizia con Filippo. E ha colto carattere di Tortu, quelle particolarità che il grande Livio al Salone d’Onore del Coni ha sottolineato: “Riuscire a praticare lo sport lontano dagli schemi condizionati da motivi economici e politici, è importante”. Aggiunge Berruti, tenendosi stretta la figura di Tortu nella mente. E conclude: “Sarebbe un messaggio importante da dare ai giovani. Lo sport può essere un mezzo di pace e non di guerra”.

Reciprocamente esempi allora. L’uno per l’altra. Vuol dire che lo sport ha tessuto bene le sue tele. E forse anche il destino. Quindi Filippo Tortu. Colui che Berruti stesso ha riconosciuto come suo legittimo erede in pista. Un esempio da seguire per i giovani, secondo Berruti. Un atleta che esce fuori dagli schemi di oggi, tenendosi legato a valori importanti che danno linfa vitale alla vita di tutti i giorni. Un campione messaggero di pace e non di guerra. Probabilmente, è questa l’idea tra le righe espressa dal campione olimpico dei 200 metri. E l’atleta gialloverde li correrà quei 200 al Golden Gala. Due anni fa fece 20”34. E vuole scendere ancora. Un primato personale da conquistare, nell’evento che porta il nome di Pietro Mennea e nella distanza e nello stadio in cui Berruti divenne leggenda olimpica, per sempre.

E per sempre potrebbe diventare anche la sera del 6 giugno per Tortu. 9”97 a Rieti. E se la matematica non è un’opinione, nei 200 dovrebbe semplicemente segnare il doppio in cronometro, conquistando forse un altro grandioso record. Solo il tempo lo dirà e solo il Golden Gala potrà mostrarlo. Intanto Filippo è un esempio da imitare per il grande Livio. Per Tortu che è già grande. Veloce e imprendibile.