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Le Rubriche di Il Faro Online - Lo scaffale dei libri

Parco Leonardo, Milano e il “Codice di Giuda”: un giallo tutto da leggere

Incontro con lo scrittore e giornalista milanese, Fabrizio Carcano, che ha presentato in libreria il suo ultimo romanzo

Fiumicino – “Milano, marzo 2018. Il corpo di un sacerdote appeso a una trave, un sacchetto con trenta monete, uno scritto che richiama il Vangelo apocrifo di Giuda e una catena di delitti inquietanti sotto la Madonnina”.

Cosi, si legge, sulla copertina de “Il codice di Giuda”: l’ultimo libro del giornalista e scrittore di gialli milanese, Fabrizio Carcano, uno tra i più amati del genere e che è arrivato a Parco Leonardo, in libreria, per presentare e firmare le copie del volume.

“Scrivo libri gialli ambientati tutti a Milano – racconta – oggi mi trovo qui perché la sfida è di farmi conoscere anche dai lettori romani, far conoscere in chiave diversa, quella che viene considerata solo la città della moda, del lusso, della Scala. Invece Milano ha tante anime…anime ‘oscure’ ed esoteriche che io racconto attraverso i miei libri”.

Arte, religione ed altri misteri milanesi legati ai grandi personaggi storici della città, ispirandosi al filone di Dan Brown ( l’autore di thriller tra i più popolari e di maggior successo) intrecciati in situazioni ‘particolari’ che svelano misteri di una Milano che in pochi conoscono.

Ed è in questa situazione che il commissario Ardigo’ dovrà indagare sulla scia di sangue ed orrori, con la collaborazione di uno psichiatra uxoricida che lo condurrà sulla pista dell’assassino che uccide interpretando, appunto, il Vangelo.

Per il momento, l’autore che ha vissuto due anni a Roma, dice di voler raccontare Milano; ma se dovesse scrivere, in futuro, ispirandosi ai misteri della città eterna, si concentrerebbe sul Vaticano: sulla Santa Sede e le sue vicende celate; le tombe papali, oppure dice:

“Sono anche molto affascinato dalla cronaca romana: dalla Banda della Magliana, al mistero sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e tante altre vicende ‘strane’, rimaste irrisolte. Ma – conclude – Roma ha grandi scrittori, quindi non serve che arrivi proprio io”.

(Il Faro online)