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Catacombe e rifugi: un progetto per valorizzare sotterranei delle città

Salvarani: "I processi di valorizzazione possono favorire l'integrazione di gruppi religiosi e identitari diversi proprio a partire dalle strutture che sono nascoste e sconosciute"

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Roma – Catacombe, grotte, gallerie militari, cisterne, cantine e fondazioni di palazzi, sistemi di rifugi, sono un patrimonio spesso poco accessibile, sottovalutato, esposto al rischio di crolli o ai danni degli agenti atmosferici. Eppure potrebbe essere un’opportunità di valorizzazione per le città.

Allo studio di queste opportunità è dedicato il progetto Cost “Underground Built Heritage as catalyzer for Community Valorization“, che ha l’obiettivo di promuovere approcci sostenibili per la conservazione del patrimonio sotterraneo sviluppandone le potenzialità sociali, economiche e culturali. L’Università Europea di Roma partecipa al progetto grazie al coinvolgimento nel Management Committee di Renata Salvarani, professore ordinario di Storia del Cristianesimo nello stesso ateneo.

Il progetto ha dato vita ad un network di esperti di oltre venti Paesi europei e mediterranei con l’obiettivo di promuovere approcci efficaci e sostenibili per la conservazione del patrimonio ipogeo.

Il progetto, che si svilupperà in quattro anni, è promosso dal Cnr-Istituto di Studi sulle Società del Mediterraneo ed è stato ideato da Giuseppe Pace, che ne è il chair. Il primo appuntamento operativo è il congresso internazionale che si terrà ad Ancona il 6 e 7 giugno intorno alle potenzialità del patrimonio sotterraneo nei contesti urbani dei diversi Paesi.

“Spesso il patrimonio culturale sotterraneo conserva la storia stessa di una comunità, come avviene a Roma o a Napoli, che possiedono sistemi complessi di gallerie, catacombe, cripte, quasi città sotto le città di oggi – spiega Renata Salvarani dell’Università Europea di Roma -. L’Europa e il Mediterraneo offrono numerosi esempi di come il patrimonio ipogeo è espressione delle identità anche religiose e può diventare un elemento di coesistenza e di coesione nella società di oggi. I processi di valorizzazione possono favorire l’integrazione di gruppi religiosi e identitari diversi proprio a partire dalle strutture che sono nascoste e sconosciute”.

(Il Faro online)

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