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Lettere al direttore

Campo di Mare… tra palco e realtà

Luci e ombre del concerto in programma a luglio: "Non appena si spegneranno i riflettori del concerto, il degrado tornerà protagonista"

Cerveteri – Non sembra esserci pace per Campo di Mare. Si sono accesi i riflettori su questa piccola frazione, in genere spesso al buio, nel vero e proprio senso della parola. Per chi, infatti, ha la fortuna (o sfortuna) di avere una casa in questa località spesso deve combattere con l’illuminazione pubblica spesso assente, con strade impercorribili, marciapiedi tramutati in giungle metropolitane, tombini che sprofondano, alberi privi di potature e quanto di più fantasioso e disagevole si possa immaginare.

Tanti disagi e pochi, pochissimi servizi. Chi ha una casa a Campo di Mare non può non sentirsi un cittadino di serie B, dimenticato da tutti, in primis da un’Amministrazione che promette da anni cambiamenti epocali e non mantiene non solo le promesse, ma neanche il decoro cittadino.

Ma a far parlare di Campo di Mare (o più precisamente Marina di Cerveteri) ci pensa ora Jovanotti che con il suo tour nelle spiagge più cool dell’Italia si è imbattuto nella nostra amena località. Che sia una bella spiaggia non ci sono dubbi: un arenile lungo, largo, bella sabbia nera, adesso anche le dune che stanno timidamente riapparendo ricoperte di fiori, ma che sia un arenile attrezzato è tutto da vedere…

In questi giorni di giugno chi ha raggiunto il litorale ha potuto vedere all’opera ruspe e decespugliatori che hanno ridato una minima parvenza di ordine al lungomare tra gli sguardi increduli di chi da anni lo percorre.

Incredulità accompagnata dalla consapevolezza che, non appena si spegneranno i riflettori del concerto, il degrado tornerà protagonista. In fondo basta fare un giro nelle vie intorno al Lungomare, che sono ancora al buio e con i marciapiedi infestati da erbacce alte ormai più di un metro, per capire che niente purtroppo è cambiato e il degrado è ancora, letteralmente, dietro l’angolo.

Campo di Mare sarà pronta ad accogliere e gestire un evento che potrebbe portare migliaia di persone tra spettatori, villeggianti e residenti?

Per ovviare al problema e gestire la situazione al meglio si è pensato di blindare la località nei giorni del concerto. Il transito sarà consentito solo ed esclusivamente ai residenti, ai proprietari di immobili e ai titolari di attività all’interno della frazione di Campo di Mare. Ma ottenere questo permesso si è rivelato tutt’altro che semplice. La mattina dell’8 giugno chi si trovava a passare al Bar Franco, punto deputato al rilascio dei pass, ha assistito a questa scena: file lunghissime, elenchi incompleti dei residenti e proprietari di casa e documentazione cartacea da produrre al momento senza il minimo preavviso (atti di compravendita, bollette, deleghe, documenti…).

E chi aveva la bolletta fotografata sul proprio smartphone doveva andarla a stampare per farla visionare all’addetto che rilasciava i pass. Dopo l’attesa a colpi di documentazione si riusciva ad ottenere 1 pass ad abitazione: un foglietto di carta fotocopiato in bianco in nero dove veniva apposto a penna il numero di targa. Non un timbro, non un codice a barre o QRcode, non una firma. Il tutto con buona pace della semplificazione e della digitalizzazione della PA.

Questo evento sarà senz’altro di richiamo, ma porterà davvero un benificio al territorio, ai cittadini e al turismo? Forse sarebbero altri gli interventi da porre in essere per rendere questo territorio una degna attrazione turistica che si faccia ricordare non solo per un concerto, né tantomeno per il degrado.

Michela Petti