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Omicidio Vannini, fissata al 7 febbraio l’udienza in Cassazione

A presentare ricorso contro la sentenza d'appello sia il pg Saveriano che i legali della famiglia Ciontoli

Ladispoli – Si svolgerà il 7 febbraio 2020 l’udienza in Cassazione per discutere ancora una volta dell’omicidio Vannini. Dopo la sentenza di condanna di secondo grado, infatti, sia il Pg Saveriano che i legali della famiglia Ciontoli si sono rivolti all’ultimo grado di giudizio per cercare di ottenere un risultato diverso.

In primo grado Antonio Ciontoli, il capofamiglia, era stato condannato a 14 anni per omicidio volontario con dolo eventuale, mentre la Corte d’Appello di Roma ha derubricato il reato per il capofamiglia ad omicidio colposo con colpa cosciente, condannandolo a 5 anni.

In appello rimasero invariate le condanne per gli altri componenti della famiglia. Una sentenza, quella della Corte d’Appello, non condivisa dalla famiglia del giovane Marco che ha continuato ad urlare e chiedere “giustizia”.

Già nel processo d’appello il sostituto procuratore generale Vincenzo Saveriano aveva chiesto una pena di 14 anni per omicidio volontario per tutta la famiglia. Ora, nel ricorso in Cassazione il pg ha chiesto l’annullamento della sentenza impugnata e il rinvio a un’altra sezione della Corte d’Assise d’Appello affinché sia riconosciuta la responsabilità penale in relazione al delitto di omicidio volontario per tutti gli imputati.

In subordine si chiede che vengano “disconosciute per il capofamiglia le attenuanti generiche ovvero siano le stesse attenuanti riconosciute subvalenti rispetto all’aggravante” contestata; per i familiari che venga riconosciuta l’aggravante della colpa cosciente, del delitto di omicidio colposo, come confermato dalla Corte. In 22 pagine il pg ripercorre le carenze e le manifeste illogicità motivazionali, nonché le contradditorietà della sentenza impugnata.

A presentare ricorso in Cassazione sono stati anche i legali della famiglia Ciontoli. I due avvocati chiedono l’eliminazione dell’aggravante di “colpa cosciente” per ottenere uno sconto di pena. Per i legali “la Corte d’Appello – si legge nel documento – nel pronunciare la derubricazione del reato di omicidio volontario al Ciontoli Antonio in quello di omicidio colposo, aggravato da colpa cosciente, non ha fornito alcuna adeguata motivazione in ordine alla sussistenza di elementi di fatto, relativi al comportamento addebitato all’imputato, dai quali sia possibile desumere con la dovuta certezza che lo stesso abbia ‘agito nonostante la previsione dell’evento’, così come letteralmente richiede la norma applicata”.

Obiettivo dei legali è quello di cercare di ottenere per il capofamiglia un’ulteriore riduzione della pena. Per il resto della famiglia invece (fatta eccezione per Viola Giorgini, già assolta in primo grado) gli avvocati Messina e Miroli chiedono l’assoluzione secca e in alternativa uno sconto di pena.

E, mentre anche la Procura di Civitavecchia prosegue con le indagini relative alla morte del 20enne di Cerveteri (è stato aperto un nuovo fascicolo e nei giorni scorsi sono stati interrogati Viola Giorgini, fidanzata di Federico Ciontoli, e il maresciallo Roberto Izzo ex comandante della stazione dei carabinieri di Ladispoli), continua a restare alta l’attenzione mediatica sul caso.

Nei giorni scorsi Franca Leosini ha annunciato un doppio appuntamento con il caso che ha scosso l’Italia intera. Nel suo programma, che andrà in onda sulla Rai, sarà mandata in onda un’intervista in esclusiva ad Antonio Ciontoli.

A commentare questa notizia a Chi l’ha visto, mercoledì sera è stata la mamma di Marco Vannini, Marina Conte: “Ho saputo dalla televisione e dai giornali che durante la trasmissione di Franca Leosini verrà mandata in onda un’intervista a Ciontoli. Noi non siamo stati avvisati di questa intervista. Questa cosa mi ha fatto rimanere molto male perché stiamo parlando del caso che riguarda mio figlio“. Sulla notizia, poi, che Antonio Ciontoli, durante l’intervista, chiederà scusa alla famiglia Vannini per quanto accaduto, Marina è stata chiara: “Io e Valerio non lo perdoneremo mai“.

(Il Faro online)