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Libia, bombardato un centro di detenzione per migranti: 40 morti foto

Strage a Tajoura, alla periferia a est di Tripoli. Il governo appoggiato da Onu e Usa accusa il sedicente Esercito nazionale libico guidato dal generale Khalifa Haftar

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Tripoli – Strage di migranti in Libia. Durante un bombardamento a Tajoura, nella periferia a est di Tripoli, è stato colpito un centro di detenzione per migranti. Almeno 40 i morti.

Ad annunciarlo, con un tweet, è Emergenza 24. Guma El Gamaty, capo del partito dei Taghyeer in Libia e membro del gruppo libico per il dialogo politico, sempre su Twitter, riferisce che “oltre 100 persone, incluse donne e bambini, sarebbero stati uccise”.

In un comunicato, il governo appoggiato da Onu e Stati Uniti accusa del bombardamento il sedicente Esercito nazionale libico guidato dal generale Khalifa Haftar. La Libia è divisa tra due governi in guerra e le forze di Haftar controllano gran parte dell’est e del sud del Paese. Ma l’autoproclamato Esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar ha negato di aver bombardato il centro di detenzione. ”E’ una situazione estremamente tragica, ci sono ancora corpi sotto le macerie”, ha dichiarato il corrispondente di al-Jazeera, spiegando che nel centro di detenzione si trovavano in prevalenza migranti provenienti dal Sudan, dall’Eritrea e dalla Somalia.

”Non è la prima volta che le forze di Haftar hanno preso di mira il centro. E’ finito sotto attacco ad aprile, quando le forze di Haftar hanno iniziato la loro campagna per catturare Tripoli”, ha aggiunto.

La condanna di Moavero

“Apprendo, con sgomento, del bombardamento notturno a Tajoura, nei pressi di Tripoli, che ha colpito un centro per migranti, causando la morte di decine di persone, tra i quali donne e bambini. Un’ulteriore tragedia che mostra l’atroce impatto della guerra sulla popolazione civile”: lo ha dichiarato in una nota il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero.

“La netta condanna dei bombardamenti indiscriminati di aree civili, si accompagna all’appello a fermare un aggravarsi delle ostilità che mette continuamente in gravissimo pericolo vite umane e distrugge infrastrutture essenziali per la popolazione – ha proseguito -. Occorre garantire, immediatamente, misure di seria protezione per i civili e, in particolare, trasferire i migranti che si trovano nelle strutture di raccolta in luoghi al sicuro dai combattimenti e sotto la tutela delle Nazioni Unite”.

(Il Faro online)

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