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Le Rubriche di Il Faro Online - Scuola

Scuola, ritardi sul concorso straordinario per i precari con 36 mesi di servizio della secondaria

Orizzonte Scuola: "Altro che concorsi lampo entro l’estate. A rischio pure le assunzioni del 2020"

Scuola -Il titolare di viale Trastevere ammette che la procedura non potrà essere bandita prima di fine anno. Per il ministro Bussetti la ragione sta negli approfondimenti in corso. Per il sindacato Anief, invece, l’allungamento dei tempi deriva dalla mancata volontà di approvare un decreto legge ad hoc.

Risultano anche insufficienti i posti banditi per il Tfa sostegno, per i quali il Tar si pronuncerà a breve sul difetto di istruttoria. E sul personale Ata, sarebbe palesemente discriminatorio stabilizzare i soli collaboratori scolastici delle cooperative escludendo quelli assunti dallo Stato a tempo determinato: decisione contro la quale il sindacato è ricorso al Tar del Lazio.

Altro che concorsi lampo entro l’estate: le procedure selettive della scuola secondaria, per individuare 48 mila nuovi insegnanti, slittano di almeno alcuni mesi, tanto che oggi il ministro dell’Istruzione ha parlato di uscita dei bandi entro dicembre. Intervistato da Orizzonte Scuola, Marco Bussetti ha detto che “i concorsi per la secondaria, ordinario e straordinario, arriveranno entro la fine del 2019”. Entrambi, erano e rimangono molto attesi, perché metteranno in palio 24 mila posti ciascuno.

Quello aperto a tutti, anche a coloro che sono privi di abilitazione, sarà rivolto a tutti coloro che sono in possesso del titolo di accesso all’insegnamento, ovvero la laurea di secondo livello (specialistica o magistrale). Per l’accesso al concorso ordinario, però, serviranno i 24 Cfu previsti dal Decreto Legislativo n. 59/2017: si tratta di crediti formativi universitari riguardanti “discipline antropo-psico-pedagogiche e metodologie e tecnologie didattiche”.

Per quanto riguarda, invece, il concorso straordinario, sempre con 24 mila posti da assegnare, questo sarà riservato al personale precario con 36 mesi di supplenze: l’importante è che abbiano svolto tre annualità di servizio (180 giorni minimi per ognuna) solo nella scuola statale negli ultimi otto anni ed almeno un’annualità dovrà obbligatoriamente riguardare la classe di concorso specifica per la quale si concorre. I partecipanti dovranno svolgere una prova scritto-pratica, computer based, per la quale sarà prevista una soglia di punteggio minimo, una seconda prova, orale non selettiva: la graduatoria finale si realizzerà dando anche adeguato rilievo ai titoli di servizio.

“Stando così le cose – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – allungandosi ulteriormente i tempi di uscita e attuazione dei concorsi, considerando pure la loro lentezza storica di attuazione, diventano a forte rischio assegnazione addirittura le cattedre vacanti nell’estate del 2020”. Già oggi la situazione è difficile, visto che i posti accertati dal Miur vacanti e disponibili sono 64.149 (di cui 47.770 di posto comune e 16.379 di sostegno), a cui aggiungere 50 mila di sostegno in deroga e decine di migliaia su disciplina in organico di fatto ma in realtà anche questi vacanti. Già nelle prossime settimane, si prevede il record di supplenze annuali fino al 30 giugno o al 31 agosto, con quasi 200 mila contratti da sottoscrivere, come anche confermato pochi giorni fa dalla Corte dei Conti.

“Per evitare che la scuola vada verso la paralisi organizzativa, con gli Uffici scolastici e i capi d’istituto a caccia di docenti che non si trovano, perché colpevolmente relegati dalla stessa amministrazione in graduatorie inutili – dice ancora il presidente Anief -, serve più che mai un decreto legge d’urgenza, creato ad hoc, per permettere l’assunzione a tempo indeterminato di tutti i docenti inseriti nelle graduatorie di merito e nelle GRAME – le graduatorie regionali di merito del concorso 2018 -, dei docenti abilitati dalle GaE e dei precari con 36 mesi collocati nelle graduatorie d’istituto”.

Nel corso dell’intervista alla stampa specializzata, il ministro Marco Bussetti parla anche del “decreto che consente di far partire i corsi per i primi 14 mila posti. Proseguiremo – dichiara il titolare del Miur – nei prossimi due anni, con una precisa programmazione che mette al centro il bene della scuola e degli alunni con disabilità”.