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Rumors Hangout: “Chiusura per una settimana è un provvedimento abnorme”

L'avvocato dei titolari del pub chiuso per le conseguenze della sparatoria del 4 maggio presenta ricorso contro l'atto "illegittimo, sproporzionato e abnorme"

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Ostia – Per i titolari del pub Rumors Hangout, chiuso per una settimana su disposizione del Questore di Roma dopo i fatti del 4 maggio, l’atto è “illegittimo, sproporzionato e abnorme“.

E’ affidata all’avvocato Luca Mangiavacchi la replica alla sospensione dell’attività al Rumors per 7 giorni come segnalato in questo articolo. Per il legale non ci sono i presupposti per l’adozione di un provvedimento punitivo: è evidente che, così come si sono svolti i fatti quella notte del 4 maggio, i gestori del locale non hanno alcuna responsabilità. Per questo motivo l’avvocato Mangiavacchi presenterà un ricorso per chiedere la revoca del provvedimento.

Pubblichiamo volentieri la nota diffusa agli organi d’informazione da parte del Rumors Hangout.

Con la presente sono a rappresentare la volontà del Titolare, nonché dei soci, del Rumors Hangout di fornire alcune doverose ed opportune precisazioni in merito al provvedimento di sospensione delle licenze per giorni 7 ex art. 100 del T.U.L.P.S. adottato dalla Questura di Roma.
Il legale rappresentante della Società che gestisce il pub-ristorante ha già conferito al sottoscritto Avvocato apposito mandato volto ad impugnare, nelle competenti sedi, l’atto emesso dal Questore, ritenendolo del tutto illegittimo, sproporzionato e finanche abnorme.
In primo luogo, si ritiene necessario evidenziare che l’attività investigativa che ha portato all’individuazione del soggetto responsabile della sparatoria ha avuto origine ed è stata conclusa in così breve tempo, anche e soprattutto grazie alla freddezza ed il senso civico dimostrato dai dipendenti e responsabili del Rumors, i quali nell’immediatezza dei fatti, ed a rischio della propria incolumità fisica, hanno contattato le Forze dell’Ordine e fornito tutti i dati utili al riconoscimento dell’aggressore, poi confermato in caserma all’atto del fermo.
Dispiace rilevare, invece, che tali circostanze, che pure hanno provocato, nell’immediatezza, il plauso della Compagnia Carabinieri di Ostia, non siano state minimamente valorizzate ai fini dell’adozione del provvedimento.
Inoltre, non può non rigettarsi con forza l’assunto secondo cui il locale costituirebbe un punto di ritrovo abituale di persone pregiudicate o pericolose.
Tale asserzione è destituita di ogni fondamento, deponendo in senso contrario non solo l’alto gradimento e apprezzamento dimostrato dalla clientela abituale e non, ma, cosa ancor più significativa, la constatazione che il Rumors, nei tre anni di attività sino ad oggi, non è mai stato fatto oggetto di segnalazioni alle Autorità, e men che meno teatro di alcun episodio violento o di disordini, fatta eccezione per i fatti del tutto isolati del 4 maggio scorso.
Su questo punto specifico, poi, appare doveroso evidenziare che, come pacificamente emerso dalle attività di indagini, la sparatoria in questione non è avvenuta tra componenti di bande rivali e non è in alcun modo correlata a fatti di criminalità organizzata, ma, molto più banalmente, trova le sue cause in un episodio di gelosia, poi degenerato, e che avrebbe potuto verificarsi in qualsiasi altro locale o luogo del litorale.
Ulteriore riprova sta proprio nel fatto che alcuna contestazione è stata mossa alla struttura, ma anzi è stato lodato il comportamento dello staff e dei titolari.
Da ultimo, non ci si può esimere dal sottolineare che in data 24 maggio il Rumors è stato sottoposto ad un controllo a sorpresa da parte del personale della Polizia di Stato, in occasione del quale si è proceduto a verificare, con scrupolosa attenzione, e certificare il rispetto di tutte le normative in materia di somministrazione di alimenti e bevande, lavoro subordinato, sicurezza dei luoghi, norme igienico-sanitarie.
A fronte di tutte queste circostanze, appare del tutto comprensibile l’amarezza ed il rammarico del Titolare e dei soci del Rumors, ribadendo in ogni caso, la precisa volontà di impugnare il provvedimento della Questura al fine di ottenere l’accertamento della sua illegittimità e irrazionalità, nonché riabilitare il buon nome del Rumors Hangout“.

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