Seguici su

Cerca nel sito

Universiadi, Carlotta Ferlito oro nel corpo libero: “Contenta, ci voleva proprio!”

Campionessa di Napoli l’atleta dell’Esercito. Un corpo libero perfetto e armonioso. Argento da Lala Mori nella trave

Il Faro on line – Gli azzurri di artistica maschile e femminile hanno sfidato i campioni di tutto il mondo nelle finali di specialità alle Universiadi di Napoli 2019.

La storia nella storia. Dopo il bronzo di squadra, la femminile impreziosisce l’albo d’oro della FGI continuando a far sognare ai Giochi universitari. Bronzo, argento e oro, un crescendo di metalli pregiati che ripaga l’intero comitato organizzatore guidato da Cristina Casentini – nella foto insieme al vice presidente della FGI nonchè capo delegazione, Rosario Pitton – con Marco Castaldo, Carola Citton e Marta Pagnini. Emozioni incredibili anche dal folto e caloroso pubblico partenopeo che ha riempito il PalaVesuvio, sventolando tricolori e regalando un tifo degno di uno stadio.

Carlotta Ferlito, dopo l’amaro in bocca per il risultato alla trave, ha dato il massimo sulla pedana del corpo libero, accendendo il pubblico di casa quando il suo nome è comparso al primo posto sul tabellone. Il caporale dell’Esercito italiano – con il suo esercizio montato su un mash-up di “La La Land” e “Smile” di Michael Jackson dalla coreografa dell’Accademia di Milano, Tiziana Di Pilato – vince la medaglia d’oro sul quadrato partenopeo conquistando 13.200 punti. “La trave non l’ho fatta al meglio ma la ginnastica, e lo sport in generale, è anche questo: cadere ma sapersi rialzare. Sapevo di poter vincere e ho fatto del mio meglio. Il pubblico mi ha caricata all’inverosimile. Sono contenta di aver regalato l’oro qui all’Universiade di Napoli. Ci voleva proprio!” La ginnasta catanese, classe 1995, si lascia dunque alle spalle la giapponese Aiko Sugihara (13.000) e la russa Uliana Perebisonova (12.700).

Lara Mori, salita più determinata che mai sulla trave, ha conquistato la medaglia d’argento con 12.850 punti. Meglio di lei fa solo la giapponese Hitomi Hatakeda, oro con 13 tondo. “Sono felicissima – ha detto subito dopo la gara il “giglio” di Montevarchi –  Per me questa medaglia vale molto perché la trave è sempre stato un mio attrezzo di punta. Altre volte ho commesso qualche errore ma con questo argento di oggi mi sono riscattata”. Sul terzo gradino del podio la russa Uliana Perebisonova con 12.800 punti. Carlotta Ferlito, anche lei qualificatasi per questa finale, deve accontentarsi del quinto posto a quota 12.400.

Martina Rizzelli è stata una delle otto protagoniste della finale alle parallele asimmetriche. Il caporale dell’Esercito italiano si è piazzata in quinta posizione (13.200) alle spalle della tedesca Janine Berger (13.450), che si è fermata ai piedi di un podio diviso tra due giapponesi e una russa.

Stefano Patron ha affrontato il cavallo con maniglie con la concentrazione che lo contraddistingue. Prima di salire lo ha guardato come ad intendere: “E ora a noi due”. Alla fine della rotazione mette in bacheca un settimo posto (13.550) finendo davanti al canadese Jacob Bonnay. Il ginnasta della Spes Mestre, al suo esordio in una competizione internazionale così importante, ha gareggiato poi sulle parallele asimmetriche, girando con il compagno di squadra, Marco Sarrugerio, che lo supera di un decimo ritagliandosi, con 14.150 punti, la quinta posizione davanti al mestrino, sesto con 14.050.

Andrea Russo, invece, ha gareggiato prima al corpo libero e poi alla sbarra. Ha aperto la competizione alle 11 di mattina sul quadrato di un PalaVesuvio gremito, finendo all’ottavo posto in classifica a causa della caduta su una diagonale. Anche alla sbarra – ultimo attrezzo di giornata che ha ufficialmente chiuso le competizioni per la ginnastica artistica – il ginnasta romano ha commesso un errore che lo ha relegato in ultima posizione.

Fonte : federginnastica.it