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Raddoppio dell’aeroporto, il Comitato FuoriPista: “Archiviare subito il Masterplan 2030”

Fiumicino – “Una faccenda veramente sporca quella della sospensione di 10 mesi e del successivo riavvio, concessi dalla Direzione Generale per le Valutazioni e le Autorizzazioni Ambientali del Ministero dell’Ambiente, al procedimento per ottenere la Verifica di Impatto Ambientale per il Masterplan 2030 dell’Aeroporto di Fiumicino”.  E’ quanto si legge in un comunicato diffuso dal Comitato FuoriPista.

“Mentre l’Amministratore delegato di Atlantia che controlla AdR, si spertica a dichiarare di non voler più realizzare il Raddoppio dell’Aeroporto e che l’efficientamento di Fiumicino avverrà ‘senza consumo di suolo’ e pure senza espropri – ma guardandosi bene dal far ritirare il progetto che giace dal 30 marzo 2017 (da 52 mesi!) sulle scrivanie della Commissione Via – veniamo a sapere che la procedura per la Via, sospesa per 10 mesi, è stata ‘riavviata’, come se nulla fosse. Cioè riparte l’iter per il Raddoppio!”, proseguono.

“A nostro avviso, ciò facendo è stato disatteso quanto previsto dal D.Lgs 152/2006, art. 24 e da quanto pubblicato dallo stesso Ministero dell’Ambiente nelle ‘Indicazioni operative per la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale'”.

“Enac sapeva che l’esistenza della Riserva impediva – impedisce tuttora – non solo la realizzazione della quarta pista che insisterebbe proprio in Zona 1 di massima salvaguardia, ma praticamente di tutte le nuove infrastrutture che ricadrebbero all’interno della Riserva. Per superare tale ostacolo, già nel 2014 Enac aveva presentato ricorso al Presidente della Repubblica contro la nuova perimetrazione, indicando – peraltro non correttamente – che la decisione di ampliare la Zona 1 rendeva impossibile la costruzione della quarta pista. Nonostante la permanenza di tale ostacolo ha ritenuto di presentare nel 2017 il Masterplan al 2030, scrivendo che si sarebbe potuto individuare un percorso ad hoc per chiedere la deperimetrazione della Riserva dall’area interessata al Raddoppio. Avendo constatato che tale percorso ad hoc era impraticabile ha chiesto una dilazione di 10 mesi sperando che nel frattempo il Consiglio di Stato arrivasse a una sentenza a lei favorevole e/o che il Piano di Gestione della Riserva – in attesa di essere pubblicato in Gazzetta – potesse offrire qualche spiraglio. Nulla di ciò è avvenuto.”

“Nel frattempo, l’unico atto nuovo è stato il Decreto n. 139 del 20 maggio 2019, firmato dai due ministri Bonisoli e Costa, che congiuntamente hanno chiesto di rafforzare ulteriormente nella stesura del Piano di Gestione e del regolamento la vincolistica della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano. E’ a dir poco curioso che, in questo contesto, la Direzione di quello stesso Ministero dell’Ambiente che ha firmato il suddetto decreto – e che ha difeso la nuova perimetrazione della Riserva davanti al Consiglio di Stato – invece di archiviare, come previsto, la procedura di Via per il Masterplan 2030 abbia deciso al contrario di riattivarla.”

E concludono: “Sia il Comune di Fiumicino, che il l’Associazione FuoriPista hanno scritto al ministro Costa protestando contro tale decisione e chiedendo l’immediata archiviazione del Masterplan al 2030“.

(Il Faro online)