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Operazione “reti fantasma”: l’impegno della Guardia Costiera a tutela dei fondali marini fotogallery

Solo nel 2018 recuperati 3.500 i chili di reti abbandonate sui fondali grazie all'attività dei nuclei sub.

Fiumicino – Migliaia di metri quadrati di reti da pesca abbandonate, meglio note come “reti fantasma”, sono disseminate in aree sempre più vaste dei fondali lungo le coste italiane, provocando una crescente forma di desertificazione degli ecosistemi marini.

reti fantasma

Questo fenomeno da alcuni anni è particolarmente attenzionato da parte della Guardia Costiera che ha avviato una campagna di pulizia dei fondali attraverso la componente operativa del corpo: solo nel 2018, sono 3.500 i chili di reti recuperati dai 5 nuclei sub delle Capitanerie di Porto.

Il fenomeno delle reti fantasma non è certo recente. In secoli di storia marinara le reti abbandonate hanno trovato dimora un po’ dappertutto. La differenza oggi sta nella crescita delle flotte di pescherecci e l’impiego di attrezzi da pesca realizzati industrialmente, in materiale sintetico.

La canapa è stata sostituita dalle fibre plastiche e la bonifica dei fondali va ad aggiungersi quindi al più vasto impegno della Guardia Costiera, e del Ministero dell’Ambiente, a tutela del mare e del suo prezioso ecosistema.

Impegno che è stato rinnovato ieri con la presentazione del progetto #plasticfreegc presso la Base navale della Capitaneria di porto di Fiumicino, alla presenza del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, del Comandante Generale del Corpo, ammiraglio Giovanni Pettorino, del sottosegretario di Stato all’Ambiente, Salvatore Micillo, con delega alla tutela dell’ambiente marino, e del Segretario generale del Ministero, prefetto Silvana Riccio.

#plasticfreegc: il progetto

Sensibilizzare i cittadini ad una maggiore responsabilità, promuovere e stimolare comportamenti attivi e virtuosi finalizzati al rispetto e alla conservazione dell’habitat marino, attraverso iniziative di educazione ambientale, per la lotta alla dispersione delle microplastiche nell’habitat marino: sono questi, in sintesi, gli obiettivi della Guardia Costiera e del Ministero dell’Ambiente per la tutela del mare del progetto #plasticfreegc presentato ieri a Fiumicino.

“Il Mediterraneo ha il 7 per cento dei prodotti di plastica dispersi tra i mari del mondo – ha detto il Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto e Guardia Costiera, ammiraglio Giovanni Pettorino –  Sul tema della plastica in mare siamo arrivati ad un punto che, o la presa di coscienza è forte oppure prendiamo una china sbagliata. Dobbiamo dare la giusta attenzione al tema come non è stato fatto per anni”

Importante, quindi, una nuova cultura della sostenibilità, soprattutto tra le nuove generazioni, con le scuole in campo, con percorsi educativi e con campagne di comunicazione ambientale che accendano i riflettori sul tema: per sensibilizzare il grande pubblico sul tema della lotta alla dispersione delle microplatiche anche uno spot televisivo, realizzato dalla Guardia Costiera e dalla Rai, che è stato mostrato ieri in anteprima nazionale.

(Il Faro online)