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Aprilia campione d’Italia, La Penna: “Uno scudetto bello bello!” foto

Parla il trequartista della Juniores allenata da Mister Greco. Vittoria nelle Final Four e scudetto conquistato. Doppietta per il giocatore dell’Aprilia in semifinale e poi il gol in girata in finale.

Aprilia – Se l’è stretta forte al cuore la Coppa Riccardo. Al suo ritorno in pullman verso Aprilia come in campo prima, dopo che il fischio dell’arbitro aveva sancito la storia scritta dalla formazione di Mister Greco, il trequartista biancazzurro si è specchiato sul suo trofeo tricolore e ha realizzato in sé..quel pensiero probabilmente proibito e impossibile. Essere diventato campione d’Italia.

E’ accaduto per l’Aprilia Juniores lo scorso 15 giugno. E’ passato quasi un mese da quel giorno, da quella gioia senza limiti, da quella pazzia sportiva che ha contaminato tutti i suoi compagni. E lui. Da quella sbornia di felicità che ancora non lascia Riccardo La Penna. Ma lo stordimento bellissimo per una conquista storica avuta è ancora tangibile.

E’ un talento del calcio laziale, il calciatore del X Municipio. Ha segnato 4 gol nelle fasi finali del torneo della Juniores. Dopo una stagione calcistica passata in prima squadra, con il sogno sfumato dei playoff, lo ha convocato Mister Greco per il suo team di ragazzi e per dare un prezioso contributo..al sogno. Un gol a Cerignola ha siglato l’inizio di un cammino importante. Ecco poi i quarti giocati con l’Avellino e la conquista del turno successivo. Niente gol in questa partita per La Penna. Ma anche lui ci stava, pronto. E lo stupore si è impadronito degli undici di Aprilia. Mancavano pochi passi per il titolo. Per lo scudetto. Quello che poi si cuce sulla maglietta. E La Penna ce l’ha quel tricolore cucito addosso, come non passano quelle emozioni vissute a Forte dei Marmi. Una doppietta per lui con il Montevarchi in semifinale. Un infortunio lungo la strada ad infastidirlo e intimorirlo. Uno strappo è sempre un impedimento per chi vuole  giocare, per chi vuole vincere. Ma Riccardo è riuscito a tornare in campo e a prendersi le sue soddisfazioni. Allora ecco la doppietta, aggiunta al gol che al 48’ Martinelli aveva insaccato nella porta avversaria. Finale scudetto conquistata con il Chieri. Ad Aprilia tanti i batticuori ad attendere e non solo. E tante emozioni anche per loro, che in Toscana credevano all’impresa.

L’hanno fatta l’impresa. Quella di una vita. E se un giorno La Penna dovesse smettere con il calcio o cambiare strada, ci sarà sempre questo ricordo indelebile a renderlo orgoglioso. Ma è giovanissimo il centrocampista avanzato dell’Aprilia. Ha tanti sogni da avverare e la scuola superiore da terminare: “E’ importante studiare”. Sottolinea. E il prossimo anno allora si accingerà a conquistare questo traguardo, pure. E ammirando lo scudetto cucito sul petto, tutto probabilmente sarà più facile. Rientrerà in prima squadra, come lui spera. Ritroverà il suo allenatore del cuore. Giovanni Greco ha preso per mano i suoi giocatori e con grande competenza ha realizzato il sogno di una intera società sportiva. E’ stato promosso in prima squadra per la stagione 2019/2020. Ci hanno creduto tutti. Il presidente Pezone in primis. Lo dichiara Riccardo. E lo ringrazia per aver creduto ad un sogno che forse all’inizio sembrava impossibile: “Ha investito tanto il nostro Presidente. Tutta la società meritava questa vittoria. Li ringrazio”.

Due anni con l’Aprilia per il campione d’Italia di Acilia. Il X Municipio ha il suo titolato tricolore nel calcio. Come accade nei sogni più belli. Un sogno guadagnato in campo. 30 per lui le presenze rimediate in prima squadra lo scorso anno. Nella stagione regolare dell’Aprilia dei grandi, Riccardo ha segnato anche 4 reti. Un anno eccezionale. Due anni importanti e bellissimi. Uno scudetto perso in semifinale con il Livorno e con la Beretti. In panchina Mister Greco aveva creduto ancora in lui. Ma il sogno era sfumato. E La Penna si è evidentemente ripreso una bella rivincita quest’anno, con i suoi compagni della Juniores: “Ce lo siamo chiesti tutti.. siamo campioni d’Italia ? Non ci credevamo”. Lo racconta Riccardo. Al fischio finale di quel pomeriggio entrante del 15 giugno, la Juniores ha realizzato un sogno. E che bello il viaggio del ritorno a casa, cantando e aspettando la festa alla Pineta dei Liberti. Come tutto è stato bellissimo fino alla sera tardi. Lo dichiara Riccardo, con tanta emozione nella voce. Per un ragazzo di 19 anni, giovanissimo, vincere uno scudetto tricolore nel calcio è importante. Tantissimo. E allora Riccardo vuole ricominciare proprio dal suo titolo italiano conquistato e fare meglio, anche per la prossima stagione, che si sta per aprire. 8 in totale le reti segnate per lui, nel campionato appena terminato. E quel gol a girare in finale, in area di rigore, di fronte al portiere del Chieri, ha sancito un patto con quel Tricolore poi vinto.

Lo ha conquistato Riccardo, insieme a tutti i suoi compagni. Non smette mai di sottolinearlo nella sua intervista. una grande forza di gruppo. Per i lettori di testata torna a quel giorno indimenticabile di giugno e punta al futuro. Vorrebbe arrivare tra i professionisti e fare del calcio il suo lavoro.

Tutto è possibile per il campione d’Italia juniores Riccardo La Penna. E con lo scudetto cucito sul petto, attende di ricominciare un nuovo campionato. Sogna di replicarsi in prima squadra, per aver sul cuore il Tricolore della Serie D. Lui sta lì intanto, dietro le punte ad attendere. Palla al piede e un altro gol da segnare. Il più importante in Serie D ? Solo il tempo lo dirà. Solo il calcio lo svelerà. Intanto quella Coppa dei Campioni d’Italia se la stringe sul petto. Unica e sua. Sua e dei suoi compagni. Un gruppo eccezionale, che ha creduto al sogno. Quello dello scudetto. Per la Juniores dell’Aprilia è stato così. Per Riccardo La Penna è stato così e il bomber di Acilia ci crede. Palla al centro allora, tra poco si ricomincia.

Caro Riccardo, vincere il campionato con la Juniores è stato un traguardo importante. Cosa pensi ?

“E’ stata una bellissima conquista. Qualsiasi sia la categoria in cui giochi, vincere non è mai facile, quindi averlo fatto con l’Aprilia, con cui sto da due anni, è stato importante per me. Sia il presidente Pezone, che tutta la società meritavano la vittoria dello scudetto juniores. Soprattutto per la stagione a luci e ombre della prima squadra. Donare questa gioia al Presidente è stato il massimo. E’ passato un mese, però le emozioni dentro ancora sono tante..”.

Sono due anni che sei all’Aprilia. Puoi raccontare come sono andate queste due stagioni in biancazzurro ?

“Lo scorso anno ho fatto la Berretti e sempre con il presidente Pezone. Siamo arrivati in semifinale scudetto e siamo usciti contro il Livorno. Ho giocato poi in prima squadra. Insieme ai miei compagni Battista, Ruffino e altri della prima squadra siamo scesi in Juniores per le finali e abbiamo vinto il titolo under 19, con la squadra di Mister Greco”.

Qual è secondo te il segreto della vostra squadra, che è riuscita a vincere lo scudetto juniores ?

“All’inizio, con Manasse, Battista e Ruffini, i più grandi siamo del 2000, non immaginavamo che un team del genere potesse arrivare fino in fondo..poi abbiamo fatto gruppo e abbiamo capito subito che si poteva fare qualcosa di importante”.

Hai giocato tutto il campionato scorso con la prima squadra. Un torneo difficile, con i playoff sfumati nelle ultime giornate. Qual è il tuo pensiero al riguardo ?

“L’obiettivo era vincere. Come vuole sempre fare il Presidente. Sulla carta si poteva vincere. Purtroppo l’annata non è andata come doveva e non abbiamo conquistato i playoff. Però sono sicuro che il prossimo anno con Mister Greco in panchina riusciremo a toglierci tante soddisfazioni. Il nostro allenatore, insieme al direttore sportivo Battisti e al presidente Pezone faranno un team competitivo, se non per vincere il campionato, ma almeno arrivare ai playoff. Anche se ho ricevuto delle offerte, sono voluto restare all’Aprilia. Abbiamo un progetto ambizioso di crescita, quindi spero di vincere con la società anche in Serie D”.

Hai segnato quattro gol nelle fasi nazionali del torneo con la Juniores. Agli ottavi con il Cerignola e poi in semifinale e finale. Quali ricordi hai di queste reti che hanno fatto la storia della Juniores ?

“A Cerignola abbiamo giocato un cattivo primo tempo. La pressione era tanta per noi, che per la prima volta ci trovavamo a giocare in un palcoscenico così importante. Non abbiamo dimostrato chi eravamo veramente nei primi 45 minuti in Puglia. Siamo andati allora sotto di un gol e al termine della partita ho tirato da fuori area e per fortuna è entrata in porta. E’ merito di tutta la squadra, però. Siamo passati. Il gol dell’andata è servito. Ai quarti di finale mi sono infortunato. E Greco per la semifinale non ha voluto rischiarmi al primo tempo. Siamo andati in vantaggio al primo tempo con il Montevarchi, merito della squadra. Poi l’allenatore mi ha fatto entrare e ho fatto doppietta. Non ce l’avrei mai fatta se Martinelli non avesse segnato prima. Mister Greco è stato bravo ad intuire la mossa della mia entrata in campo..è bravo pure in questo (ride). Poi in finale il mio gol è nato da uno schema in fallo laterale che proprio Greco propone ad ogni squadra che allena. Lo scorso anno che eravamo in Beretti ce lo ha proposto. Abbiamo fatto tanti gol. Sono stato bravo ad inserirmi e per fortuna ho segnato”.

A 19 anni Riccardo cosa significa per te avere vinto un campionato di calcio al livello nazionale ? Una conquista storica anche per l’Aprilia..

“Un’emozione indescrivibile che mi porterò nel tempo. Quando sarò più grande e magari con il pallone non andrà bene, potrò sempre dire di essere stato campione d’Italia. Importante. Ripeto : in qualsiasi categoria non è mai facile vincere. Come in Serie D. Quindi è bello bello”.

Dopo la finale con il Chieri, siete tornati da Forte dei Marmi in pullman e con la Coppa dei vincitori tra le mani. Come è stato per voi ritornare ad Aprilia, a casa, con il titolo italiano conquistato ?

“Un viaggio di sei ore. Lungo. Non abbiamo mai smesso di cantare e festeggiare.. E’ questa credo la nostra grande vittoria. Quanto sia stato bello..ancora riesco a spiegarlo. Il presidente Pezone è tornato prima di noi in macchina e ci ha preparato una bella festa alla Pineta dei Liberti. E’ stato tutto bello fino alla sera tardi”.

Hai una dedica da fare per questo scudetto tricolore vinto ?

“Alla mia famiglia e alla mia fidanzata. Mi sono stati sempre vicini. Al presidente Pezone che ha investito tanto per questa vittoria. Una Juniores che ha fatto la storia. Ringrazio la società, ancora il Presidente, Mister Greco che da due anni è il mio bravissimo allenatore (tanta roba).. Gli faccio un grande in bocca al lupo per il prossimo anno che siederà sulla panchina della prima squadra con noi”.

Tu sarai in prima squadra anche il prossimo anno ?

“Eh..così dicono (ride). Quest’anno ci sono stato per stare in mezzo ai grandi (per dire), ho colto l’opportunità e ho fatto 30 presenze e 4 gol. Credo anche 9 assist. Per fortuna è andato molto meglio di quanto poteva andare per me”.

Cosa ti piace del calcio ?

“Tutto. Ho un fratello e una sorella più grandi di me. Loro sono sempre andati in piscina a fare nuoto. Mia madre ha sempre insistito affinché lo praticassi anche io..ma non ne ho mai voluto sapere (ride) anche ora faccio fatica ad immergermi in acqua.. l’acqua non è il mio mondo (ride). Allora sin da bambino ho giocato a calcio. Ho iniziato a giocare al Morandi ad Ostia. Tra oratorio, Ostiamare, Savio e Tor Tre Teste sono cresciuto e la mia passione pure. Sono andato poi a Fondi e poi all’Aprilia. Da due anni sono qua. Con grandi soddisfazioni avute.. lo scorso anno ho raggiunto le semifinali nazionali con la Berretti, quest’anno le ho raggiunte e vinto poi il titolo italiano con la Juniores. Campione d’Italia. E in prima squadra 30 presenze. Sta andando tutto bene. Speriamo che il prossimo anno vada ancora meglio”.

Hai un calciatore di riferimento a cui ti ispiri ?

“Il mio modello di riferimento è Kaka. Mi piace molto come giocava”.

Studi Riccardo ? Ti devi diplomare ?

“Si. La scuola è importante ed è importante diplomarsi”.

Qual è il tuo sogno nel calcio ?

“Non dico di voler arrivare in Serie A. Non è semplice. Ci puoi arrivare anche a 27 o 28 anni. Spero di entrare presto nei professionisti e giocarmela con calciatori di categorie superiori. Vorrei vedere l’ambiente e come potrei io affrontarlo”.

Quando l’arbitro ha fischiato la fine della partita con il Chieri, cosa vi siete detti ?.. Che eravate campioni d’Italia..

“Il nostro secondo allenatore Giorgio Atturi è corso in campo dagli spalti..a chiedere a tutti se davvero eravamo riusciti a compiere questa impresa.. E’ una domanda che ci siamo posti tutti.. eravamo increduli..troppo bello. Nessuno lo immaginava. Eccezionale”.

(Il Faro on line)