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Universiadi, Bogliolo e Bruni d’oro al San Paolo

100 ostacoli e salto con l’asta. L’Italia si prende altre due medaglie nell’atletica leggera. Lacrime per entrambe in pista

Il Faro on line – Bellissima serata azzurra all’Universiade di Napoli per l’atletica leggera. Piovono medaglie d’oro, e sempre da donne: Luminosa Bogliolo conquista il titolo nei 100 ostacoli con il tempo di 12.79 (+0.6) a tre centesimi dal record italiano e Roberta Bruni festeggia nell’asta con la misura di 4,46.

È la terza e la quarta vittoria azzurra del San Paolo, tutte al femminile, dopo quelle di Daisy Osakue (disco) e Ayomide Folorunso (400hs). La 24enne ligure Bogliolo (Fiamme Oro), allenata da Antonio Dotti ed Ezio Madonia, sfiora anche il primato personale e si conferma a pochi giorni dal 12.78 di La Chaux-de-Fonds, battendo sul rettilineo di Napoli la finlandese Reetta Hurske (13.02) e la francese Coralie Comte (13.09).

La 25enne laziale Bruni (Carabinieri), primatista italiana assoluta indoor allenata da Riccardo Balloni, vince con l’ultimo tentativo a 4,46 e scalza dalla prima piazza la statunitense Rachel Marie Baxter (4,41), con il terzo posto per l’altra USA Bridget Antioniette Guy (4,31). È un ritorno su un podio internazionale dopo il bronzo dei Mondiali U20 di Barcellona 2012 e dopo tante stagioni difficili segnate dagli infortuni.

BOGLI…ORO! – Continua a stupire Luminosa, alla quarta volata regolare sotto i tredici secondi nel giro di venti giorni. Il 12.89 di Nancy era soltanto l’antipasto di quello che sarebbe accaduto prima a La Chaux-de-Fonds (12.78 in batteria, senza dimenticare il 12.76 ventoso della finale) e poi a Napoli, con una doppia perla sub-13 in un paio d’ore: 12.86 controvento in batteria (-0.9) e 12.79 in finale, a soli tre centesimi dal primato di Veronica Borsi (12.76) che traballa sempre di più. È un’altra conferma della nuova dimensione raggiunta dall’ostacolista e futura veterinaria che si allena tra Alassio e Pinerolo e che punta dritta ai Mondiali di Doha.

BRUNIVERSIADE – Fenomenale da ragazzina con quel 4,60 che nel 2013 le valse il record italiano assoluto al coperto, qualche mese dopo aver vinto il bronzo iridato U20 al Montjuic. Poi Roberta Bruni ha attraversato l’inferno: infortuni, cambi tecnici e molti anni bui: le lacrime di gioia e di liberazione versate sul podio di Napoli li raccontano benissimo. È il secondo 4,46 dell’anno per l’astista che si allena a Rieti e che, con la medaglia d’oro già al collo, sferra anche un buon tentativo al 4,56 dello standard d’iscrizione per i Mondiali di Doha.

Fonte : fidal.it

Foto : Colombo/Fidal