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Le Rubriche di Il Faro Online - Papa & Vaticano

Il Papa: “Niente pregiudizi, solo misericordia: così si diventa veri discepoli di Gesù”

Appello del Pontefice per il Venezuela: "Si giunga presto ad un accordo che ponga fine alle sofferenze della gente"

Città del Vaticano - "Non ci lasciamo trascinare dall’insensibilità egoistica. La capacità di compassione è diventata la pietra di paragone del cristiano, anzi dell’insegnamento di Gesù. Gesù stesso è la compassione del Padre verso di noi".

E' il monito che Papa Francesco lancia a tutti i credenti durante la tradizionale preghiera dell'Angelus domenicale, recitata in una piazza San Pietro gremita di fedeli nonostante il caldo. Ripercorre il Vangelo odierno, che presenta la nota parabola del “buon samaritano” (cfr Lc 10,25-37), "una delle più belle parabole del Vangelo", secondo Bergoglio, soprattutto perché "è diventata paradigmatica della vita cristiana", ovvero "il modello di come deve agire un cristiano".

E spiega: "Protagonista del breve racconto è un samaritano, che incontra lungo la strada un uomo derubato e percosso dai briganti e si prende cura di lui. Sappiamo che i giudei trattavano con disprezzo i samaritani. Non è dunque un caso che Gesù scelga proprio un samaritano come personaggio positivo della parabola".

"In questo modo vuole superare il pregiudizio, mostrando che anche uno straniero, anche uno che non conosce il vero Dio e non frequenta il suo tempio, è capace di comportarsi secondo la sua volontà, provando compassione per il fratello bisognoso e soccorrendolo con tutti i mezzi a sua disposizione", fa notare il Papa.

Anche noi pensiamo a tanta gente che conosciamo, forse agnostica, che fa del bene. Gesù sceglie come modello uno che non era un uomo di fede. E questo uomo, amando il fratello come sé stesso, dimostra di amare Dio con tutto il cuore e con tutte le forze – il Dio che non conosceva! –, ed esprime nello stesso tempo vera religiosità e piena umanità.

In questo modo, prosegue il Papa, Gesù "ci fa capire che non siamo noi che, in base ai nostri criteri, definiamo chi è il prossimo e chi non lo è, ma è la persona in situazione di bisogno che deve poter riconoscere chi è il suo prossimo".

"Essere capaci di avere compassione: questa è la chiave", sottolinea il Pontefice. Aggiungendo: "Se tu davanti a una persona bisognosa non senti compassione, se il tuo cuore non si commuove, vuol dire che qualcosa non va. Non ci lasciamo trascinare dall’insensibilità egoistica. La capacità di compassione è diventata la pietra di paragone del cristiano, anzi dell’insegnamento di Gesù".

Se tu vai per la strada e vedi un senzatetto sdraiato lì e passi senza guardarlo o pensi: “Ma, effetto del vino. È un ubriaco”, domandati non se quell’uomo è ubriaco, domandati se il tuo cuore non si è irrigidito, se il tuo cuore non è diventato ghiaccio. Questa conclusione indica che la misericordia nei confronti di una vita umana in stato di necessità è il vero volto dell’amore. È così che si diventa veri discepoli di Gesù e si manifesta il volto del Padre.

Dopo la benedizione, il pensiero del Papa va all' "amato popolo venezuelano, particolarmente provato per il perdurare della crisi". Quindi, un appello: "Preghiamo il Signore di ispirare e illuminare le parti in causa, affinché possano quanto prima arrivare a un accordo che ponga fine alle sofferenze della gente per il bene del Paese e dell’intera regione".

Infine, l'immancabile saluto: "A tutti auguro una buona domenica e, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!"

(Il Faro online)