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Omicidio Vannini, l’ex comandante Izzo ascoltato nuovamente in Procura

Chiesti chiarimenti, dopo l'analisi dei tabulati telefonici, in merito ad alcune chiamate

Ladispoli –  L’ex comandante della stazione dei Carabinieri di Ladispoli, il maresciallo Roberto Izzo, nuovamente in Procura per l’indagine aperta sul caso dell’omicidio di Marco Vannini.

Il maresciallo è finito sul registro degli indagati, nella nuova indagine avviata dai magistrati di Civitavecchia, per favoreggiamento e falsa testimonianza. Indagine che come si ricorderà è partita dopo la testimonianza rilasciata dal tolfetano Davide Vannicola in merito ad alcune confidenze che il maresciallo gli avrebbe fatto sulla vicenda relativa alla tragica morte del ragazzo.

Vannicola prima a Le Iene e poi a Quarto Grado ha raccontato che Izzo, di cui era molto amico, gli avrebbe confidato di aver ricevuto una chiamata da parte di Antonio Ciontoli ben prima di quella certificata, all’1.18. In quella chiamata Ciontoli spiegava a Izzo che la sua famiglia aveva fatto un ‘‘guaio’’, chiedendogli aiuto. Sempre Vannicola, davanti alle telecamere ha poi spostato i riflettori sul figlio di Antonio Ciontoli, Federico. Secondo quanto dichiarato nelle trasmissioni televisive, Izzo avrebbe raccontato di aver suggerito lui a Ciontoli padre di prendersi la responsabilità di quanto accaduto.

Parole che il ‘‘Pioniere’’ aveva confermato anche davanti ai magistrati che, dopo le trasmissioni televisive lo avevano convocato. Il maresciallo era stato già sentito dalla Procura di Civitavecchia che nelle settimane scorse ha prelevato anche il suo cellulare per effettuare dalla verifiche. E ora, giovedì scorso, il maresciallo sarebbe stato riascoltato dal procuratore capo Vardaro e dal procuratore Savelli proprio su alcune chiamate ritrovate sul suo telefono cellulare.

Sempre nei giorni scorsi, inoltre, a quanto pare, i magistrati avrebbero ascoltato anche il medico del Pit di Ladispoli, Daniele Matera che per primo si era reso conto di quanto fosse realmente accaduto quella notte, allertando immediatamente il 118.

(Il Faro online)