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Le Rubriche di Il Faro Online - Salute & benessere

Addio cocaina, un campo magnetico per resettare il cervello

E' una tecnologia che consiste nell’applicare impulsi magnetici ad un’area del cervello ben localizzata

di JUSY COPPOLA

Un campo magnetico per “resettare” le cellule del cervello e distruggere la dipendenza da cocaina. E’ l’ultima frontiera per la cura della dipendenza da cocaina e crack (forse l’unica, visto che ad oggi ci si basa per lo più sulla psicoterapia, utilizzando i farmaci solo per bloccare lo stimolo all’assunzione, il cosiddetto craving). Peccato che una possibilità del genere non sia inserito nel Servizio sanitario nazionale, e che ad oggi sia possibile accedervi solo a pagamento.

Pubblicata sulla rivista scientifica European Neuropsychopharmacology la terapia, rapida, indolore, ed efficace, sembra persistere nel tempo. Una possibile soluzione del problema per il 70% dei circa 500 mila italiani cocainomani. Il suo nome? Stimolazione magnetica transcranica.

Per tutte le famiglie che ogni giorno vivono il dramma della tossicodipendenza con adolescenti o ragazzi che non riescono ad uscire dal vortice, che provano le Comunità ma poi vengono risucchiati dall’astinenza, dal ricordo “bello” della cocaina, la possibilità di accedere a questa terapia rappresenta l’oasi nel deserto, il miraggio di una guarigione, in una parola: una speranza. Ma, come detto, ad oggi questa speranza viene sostanzialmente negata, ed è un peccato, per non dire un dramma.

Come funziona la stimolazione magnetica transcranica?

Ogni cellula del corpo possiede un potenziale elettrico di membrana a riposo. Questo valore varia in base al tipo di cellula e alla sua funzione, andando da -55 a -90 mV. In seguito a un trauma, una malattia o una fonte di stress le cellule tendono a perdere la loro carica elettrica. La magnetoterapia tramite il campo magnetico è in grado di trasferire carica elettrica alle cellule, ristabilendo i normali valori.

Chi l’ha “inventata”?

Il neuropsicofarmacologo Antonello Bonci, direttore scientifico del prestigioso National Institute on Drug Abuse (Nida) di Bethesda, ha posto le basi scientifiche; la terapia poi è stata messa a punto e sperimentata a Padova da Luigi Gallimberti, psichiatra tra i maggiori esperti italiani in terapia delle dipendenze, per anni direttore del Servizio di tossicologia clinica delle farmacodipendenze del policlinico e del Sert dell’Asl padovano, e da uno psicologo, Alberto Terraneo, entrambi ricercatori dell’Irccs San Camillo di Venezia.

Come si fa praticamente e cosa accade?

La stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTms) è dunque una tecnologia che consiste nell’applicare impulsi magnetici ad un’area del cervello ben localizzata grazie a una sonda appoggiata sulla superficie esterna della scatola cranica: le stimolazioni magnetiche generano all’interno del cervello un campo elettrico. Questo “resetta” l’attività delle cellule: può sedarle o accenderle a seconda della frequenza utilizzata.

Con quali risultati?

Nei pazienti cocainomani, la stimolazione a 15 Hz della corteccia prefrontale dorsolaterale, area che dal punto di vista funzionale corrisponde a quella stimolata nei topi, ha consentito al 70% dei pazienti trattati di uscire dalla dipendenza in modo definitivo.

E’ una terapia sicura?

È un approccio terapeutico ben testato, non invasivo e molto sicuro, usato ampiamente in neurologia e in psichiatria, dove si è già dimostrato utile nel trattamento di condizioni quali, ad esempio, il dolore neuropatico e la depressione. La TMS viene
usata in alternativa alla Terapia Elettro Convulsiva (ECT). Al posto di una corrente elettrica, vengono applicati potenti campi magnetici per provocare modificazioni nel tessuto cerebrale.

Come si è arrivati a questa scoperta?

Lo studio ha coinvolto 32 persone in cerca di un trattamento per la dipendenza da cocaina. Un gruppo “sperimentale” di 16 pazienti è stato trattato con stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTMS), mentre gli altri 16 pazienti “di controllo” hanno ricevuto dei farmaci mirati ad alleviare i sintomi astinenziali associati alla dipendenza da cocaina (depressione, ansia, insonnia, etc…). Durante il periodo di trattamento si sono eseguite analisi delle urine periodiche per verificare il reale consumo di cocaina.

Nei pazienti del gruppo sperimentale si è riscontrata una forte riduzione dell’uso di droga e dei sintomi da astinenza, rispetto al gruppo di controllo. Inoltre il 69% (11 pazienti) del gruppo trattato con TMS non ha avuto ricadute nell’uso di cocaina, mentre solo il 19% (3 pazienti) dei soggetti trattati con farmaci ha avuto lo stesso risultato positivo.

Al termine di questa prima fase dell’esperimento, i pazienti del gruppo sperimentale hanno continuato a sottoporsi settimanalmente al trattamento con TMS, mentre ai pazienti del gruppo di controllo è stato proposto di abbandonare il trattamento farmacologico per passare a quello con TMS. Dopo 63 giorni i risultati hanno nuovamente confermato gli effetti benefici della rTMS nell’aiutare i pazienti a mantenere l’astinenza da cocaina.

Quanto è diffusa la cocaina?

L’uso di cocaina è molto diffuso nel mondo occidentale. Circa 2,3 milioni di giovani europei (tra i 15 ed i 34 anni) hanno fatto uso di cocaina. Sebbene nel mondo vi siano più di 20 milioni di persone che soffrono per la dipendenza da cocaina, non esistono trattamenti efficaci per curare le persone con questo devastante problema. Al momento, il principale elemento di ogni trattamento di questo disturbo consiste nelle terapie comportamentali.