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Nuova vita per il mercato coperto di Latina, Slow food: “Disponibili a concorrere per il progetto di recupero dell’ex sede”

Slow food: "L'interesse dell'Arsial a intervenire nel rilancio dell'ex mercato, suscita in noi la speranza di un atto di concreto sviluppo per Latina, la nostra città."

Latina – Nei giorni scorsi, il sindaco di Latina Damiano Coletta, il presidente dell’Arsial Antonio Rosati, i tecnici e i presidenti di commissioni, hanno svolto un sopralluogo all’interno dell’ex Mercato Annonario di Latina, ormai da anni in stato di totale abbandono. 

Il motivo? Un progetto di rilancio dell’ex sede, che si trova nel cuore del capoluogo pontino. Un progetto che ha subito attirato l’attenzione di Slow food, che, in una nota, fa sapere: “L’interesse dell’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura a intervenire nel rilancio dell’ex mercato, suscita in noi la speranza di un atto di concreto sviluppo per la nostra città.

Da anni Slow Food Lazio collabora con l’Arsial in tutti gli eventi nazionali e internazionali quali il “Salone del Gusto”, “Slow Fish”e nel prossimo mese di settembre il “Chees” a Bra; ad ogni evento si rinnova tale collaborazione, specificatamente nella selezione di prodotti e produttori e le relative attività da portare alla ribalta di questi eventi di risonanza nazionale e internazionale.

In virtù del rapporto che ci lega all’Arsial, e la conoscenza di tante realtà di valore nel campo alimentare della terra pontina, annunciamo la nostra disponibilità a concorrere a tale progetto di recupero e valorizzazione dell’ex sede storica del mercato, magari tramite la nostra rete internazionale i “Mercati della Terra”, che – prosegue la nota – rappresentano non il solito mercato, ma spazi di vendita gestiti collettivamente da contadini-produttori, luoghi di incontro dove i produttori locali presentano prodotti di qualità direttamente ai consumatori, a prezzi giusti e garantendo sistemi di produzione sostenibili per l’ambiente.

Inoltre, preservano la cultura alimentare delle comunità locali e contribuiscono a difenderne la biodiversità. I “Mercati della Terra”, infatti, sono riservati solo a produttori selezionati, in particolare i piccoli agricoltori e i produttori artigianali, quelli che trovano più fatica a confrontarsi con il circuito della grande distribuzione, ma la cui dimensione aziendale permette spesso di presentare prodotti di alta qualità. Chi viene ammesso nei “Mercati della Terra” vede riconosciuta la possibilità di una retribuzione corretta del proprio lavoro.

Una filosofia, questa di Slow Food, che – conclude la nota – contribuirebbe, nella fase di studio e rilancio del mercato di Latina, a partire “con il piede giusto”.”

(Il Faro on line)