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Corinaldo, arrestate 7 persone per la strage in discoteca

Nell'incidente dovuto all'uso di uno spray al peperoncino in discoteca persero la vita 6 persone

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Ancona – I Carabinieri del Comando provinciale di Ancona hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Ancona, Carlo Cimini, nei confronti di 7 soggetti, residenti nella provincia di Modena, tutti ritenuti responsabili di “associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti con strappo e rapine”, e sei di loro anche di “omicidio preterintenzionale”, “lesioni personali” e singoli episodi di “rapine e furti con strappo”.

L’indagine, condotta dal Nucleo investigativo del reparto operativo di Ancona sotto la direzione della locale Procura della Repubblica e coordinata dal procuratore della Repubblica Monica Garulli e dai sostituti procuratori Paolo Gubinelli e Valentina Bavai, ha consentito di individuare sei soggetti, di età compresa tra i 19 e 22 anni, presenti all’interno della discoteca di Corinaldo, responsabili della morte di 5 giovani tra i 14 e i 16 anni e di una mamma di 39 anni, nonché di lesioni personali ad altre 197 persone, eventi verificatisi in seguito alla diffusione di uno spray al peperoncino all’interno del locale ‘Lanterna azzurra clubbing’.

È stato inoltre accertato che i predetti facevano parte di un gruppo criminale dedito a furti e rapine di monili in oro all’interno di discoteche del centro e nord Italia.

L’esito delle indagini

Grazie alle rapine compiute con lo spray al peperoncino la banda di giovanissimi che ha provocato la strage nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo (Ancona), dove il 7 dicembre scorso morirono cinque giovani e una madre, riusciva a mettersi in tasca circa 15mila euro al mese. E’ quanto hanno accertato gli investigatori che stanno ora indagando su tutta un’altra serie di episodi analoghi avvenuti in 60 locali del centronord e anche all’estero: uno dei colpi è infatti stato realizzato a “Chessy, presso il parco divertimenti Disneyland”. In tutti e 60 i casi è stata accertata la presenza dei giovani.

Sette gli arresti: in carcere sei ragazzi tra i 19 e i 22 anni, tutti residenti nel Modenese, accusati di omicidio preterintenzionale e lesioni: farebbero parte di una banda dedita alle rapine in discoteca spruzzando spray al peperoncino. Arrestato anche un ricettatore solo per associazione. Quella sera erano tutti alla Lanterna Azzurra. I sei ragazzi arrestati sarebbero responsabili di molteplici furti e “agivano con stabilità”. Erano in contatto con il ricettatore, arrestato con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al furto. Il ricettatore, è stato precisato, veniva contattato anche prima del furto.

“Grazie ai carabinieri e agli inquirenti: avevamo promesso indagini serie e rigorose per prendere i responsabili di quella tragedia e ora c’è un segnale importante. Nessun arresto restituirà le vittime ai propri cari, purtroppo, ma è nostro dovere individuare i colpevoli e punirli come meritano. Speriamo che la Giustizia preveda galera certa per tutti, senza sconti o attenuanti”, ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

La strage di Corinaldo non è l’unico episodio in cui bande di giovani hanno utilizzato spray al peperoncino provocando caos e tragedie. Il 3 giugno 2017 a Torino, in piazza San Carlo, durante la proiezione sul maxi schermo della finalissima di Champions tra la Juventus e il Real Madrid, i componenti di un altro gruppo di giovanissimi – anche in questo caso definito ‘banda dello spray’ – sparsero del liquido tra la folla provocando caos e un fuggifuggi disperato di migliaia di persone. Nella calca, rimasero ferite oltre 1.500 persone e due morirono in seguito.

(Il Faro online)

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