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Frodi creditizie, Osservatorio Crif: “Più di 3.000 casi nel Lazio”

I casi sono in aumento del +19,4% rispetto all’anno precedente. Le vittime preferite dai frodatori hanno tra i 41 e i 50 anni

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Le frodi creditizie perpetrate mediante furto di identità continuano a crescere e a incidere pesantemente sul comparto del credito al consumo. Le rilevazioni presentate nella 28^ edizione dell’Osservatorio Crif – Mister Credit sui furti di identità e le Frodi Creditizie evidenziano, infatti, che nel 2018 sono stati più di 27.000 i casi rilevati in Italia per una perdita economica complessivamente pari a circa 135 milioni di Euro.

La situazione nel Lazio

Per quanto riguarda nello specifico nel Lazio, sono stati 3.021 i casi di frode registrati nel 2018, ovvero più di 8 al giorno, dato che posiziona la regione al 3° posto della graduatoria nazionale alle spalle di Campania e Lombardia.

A livello provinciale, il maggior numero di frodi creditizie è stato registrato nella provincia di Roma, con 1.996 casi (che la collocano al 2° posto nel ranking nazionale alle spalle di Napoli), seguita da Latina, con 382 (in 14^ posizione) e da Frosinone, con 336.

N. di casi di frode nel 2018

FROSINONE 336
LATINA 382
RIETI 80
ROMA 1.996
VITERBO 227
TOT LAZIO 3.021

In regione l’incremento rispetto alla precedente rilevazione è stato del +19,4%, con un dato in crescita in tutte le province. È però a Rieti che si registra una vera e propria esplosione di casi, più che raddoppiati. Crescita in doppia cifra anche a Roma, con un preoccupante +11,9%.

Il profilo delle vittime

La distribuzione delle frodi per sesso evidenzia che la maggioranza delle vittime (il 61,6% del totale, per la precisione) sono ancora una volta uomini, con una incidenza in crescita rispetto all’anno precedente.
Osservando la distribuzione dei casi per classi di età, dall’ultima rilevazione si nota una inversione di tendenza, con un forte incremento delle vittime con più di 60 anni di età (+14,7%), mentre diminuisce l’incidenza dei 31-40enni (-7,6%). In ogni caso, la fascia maggiormente colpita dal fenomeno rimane quella dei 41-50enni, con circa un quarto delle vittime.

Le tipologie di finanziamento oggetto di frode

Il prestito finalizzato continua a fare la parte del leone: i casi di frode che interessano questa tipologia di prodotto di credito registrano un incremento di circa il +28% rispetto alla precedente rilevazione, arrivando a spiegare quasi 3 casi su 4, con un importo medio pari a 6.400 Euro.
Pur restando al secondo posto, con il 12,7% dei casi totali, le carte di credito confermano il trend in calo già avviato nelle precedenti rilevazioni. Anche i casi di frode sui prestiti personali risultano in significativa flessione (-23% circa rispetto all’anno precedente).

I beni e servizi acquistati con un prestito ottenuto in modo fraudolento

Nell’ambito dei prestiti finalizzati ottenuti in modo fraudolento, il 32,7% dei casi ha per oggetto l’acquisto di elettrodomestici ma quote rilevanti hanno riguardato anche il comparto auto e moto (con l’11,8% del totale), l’arredamento (9,9%), le spese per la casa (9,7%) e gli acquisti di prodotti di elettronica, informatica e telefonia (8,5%).

I tempi di scoperta delle frodi creditizie

I tempi di scoperta tendono a concentrarsi principalmente in due macro categorie: da un lato quasi il 54% dei casi viene scoperto entro 6 mesi, dall’altro lato continuano ad emergere casi di frode messi in atto 3, 4 e addirittura dopo 5 anni prima che vengano intercettati (con un aumento del +2,6% rispetto alla precedente rilevazione).

Andando ad analizzare i tempi di scoperta rispetto al valore del finanziamento fraudolento, emerge che la maggior parte dei casi scoperti entro i 6 mesi riguardano importi inferiori ai 5.000 euro (il 60,8% del totale), mentre le frodi con importi superiori ai 10.000 euro necessitano di tempi più lunghi per venire individuati, in particolare il 14,9% richiede oltre 5 anni.

I tentativi di frode intercettati dalle banche dati del sistema Scipafi

L’Osservatorio Crif-MisterCredit presenta al suo interno anche un approfondimento basato sui dati relativi agli alert più significativi emersi dalle interrogazioni fatte ai servizi di prevenzione frodi gestiti da CRIF con la tramitazione delle banche dati SCIPAFI.
In generale, come osservato anche negli anni precedenti, viene confermato l’utilizzo preponderante della carta di identità, rubata o contraffatta, come documento identificativo quasi nell’80% dei casi, seguito dalla patente (18%).

In particolare, circa il 2% dei documenti presentati in fase di identificazione anagrafica è una carta di identità contraffatta oppure valida ma non riconducibile al soggetto. Per quanto riguarda le patenti, nel 2,7% dei casi sono risultate essere inesistenti o non appartenenti al soggetto. Infine, relativamente ai passaporti, il 17,7% dei casi di frodi che utilizzano questa tipologia di documento risulta essere collegata all’uso di un documento con un numero inesistente.

“I ladri non sono più solo coloro che si introducono in casa per rubare oggetti di valore, ma sempre più spesso sono interessati ai dati riservati che possono aprire loro le porte dei nostri account di posta elettronica e social network, conti correnti e carte di credito, con pesanti conseguenze per chi subisce una frode o un furto d’identità – commenta Beatrice Rubini, Direttore della linea Mister Credit di CRIF -. Durante il periodo estivo, poi, questo fenomeno si intensifica ulteriormente, ad esempio a causa delle truffe legate alle vacanze, con tante persone che ingenuamente rispondono ad annunci apparentemente vantaggiosi, fornendo persino copia dei propri documenti senza pensare che possano finire nelle mani di un malintenzionato.

Pertanto, allo stesso modo in cui installiamo un sistema di allarme per difendere la nostra casa, anche per proteggere i nostri dati e la nostra identità bisognerebbe adottare comportamenti accorti e dotarsi di adeguati servizi di protezione, in grado di allertarci al primo segnale di pericolo: ad esempio, un sms collegato all’utilizzo della carta di credito o sistemi di alert che avvisano se viene richiesto un finanziamento a nostro nome, possono evitare sgradite sorprese”.

(Il Faro online)

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